Oltre la vittoria: al Seminario vescovile di Bedonia una serata sui valori dello sport
di Redazione  
31 Luglio 2026

Oltre la vittoria: al Seminario vescovile di Bedonia una serata sui valori dello sport

Lo sport non è solo il punteggio impresso sul tabellone a fine gara, né una semplice collezione di medaglie al collo. È, prima di tutto, una straordinaria metafora della vita, una scuola di resilienza e un fondamentale laboratorio di crescita umana. È questo il messaggio centrale che ha animato il 30 luglio la serata inaugurale delle “Serate Culturali 2026”, promossa dal Seminario Vescovile di Bedonia e dal Centro Studi «Cardinal Agostino Casaroli», sotto la presidenza di Corrado Truffelli.

L’evento, condotto dal giornalista e scrittore Valentino Straser, ha trasformato l’appuntamento al Seminario di Bedonia in un tavolo di confronto ad alto livello sul tema: «Oltre la vittoria, i valori dello sport». Un momento di riflessione che ha messo a confronto grandi nomi dell’agonismo internazionale, preparatori atletici di rilievo e figure del mondo accademico.

La voce dei campioni: infortuni, cadute e la forza di ripartire

In collegamento video con Bedonia sono intervenuti due tra i più brillanti interpreti dello sport italiano contemporaneo, entrambi chiamati a riflettere sulla gestione dei momenti bui che costellano le carriere agonistiche.

Alessandro Michieletto, stella della Nazionale azzurra di pallavolo e del Trentino Volley, premiato come miglior giocatore ai Mondiali, ha ripercorso con candore la complessa fase di stop causata da un infortunio stagionale. «I mesi lontani dal campo sono stati duri, ma mi hanno spinto a scoprire un lato nuovo di me stesso e a lavorare su dettagli che prima trascuravo», ha raccontato lo schiacciatore. «Il consiglio che do ai più giovani è di non vivere l’infortunio come un punto di arresto, ma come un’opportunità di crescita, procedendo un gradino alla volta. La vittoria non è tutto: il valore reale risiede nella quotidianità del lavoro di squadra, nelle amicizie e nel percorso condiviso».

Il piacentino Edoardo Scotti, esponente di punta dell’atletica leggera italiana e primatista nazionale dei 400 metri, ha affrontato il tema della non linearità del successo. «Nello sport i risultati non arrivano mai in modo matematico: tra stop forzati, problemi fisici e cali emotivi, mantenere alta la motivazione è la sfida più grande», ha spiegato l’ottista azzurro. «Tuttavia, il senso di riscatto che si prova in quei 44 secondi di gara ripaga anni di sacrifici. Lo sport resta lo strumento più genuino per costruire comunità e sottrarre i ragazzi all’isolamento».

 

Da sinistra, il pallavolista Alessandro Michieletto e il velocista Edoardo Scotti

Da sinistra, il pallavolista Alessandro Michieletto e il velocista Edoardo Scotti durante il collegamento alla serata di Bedonia.

 

Radici, memoria ed educazione: il valore del territorio

Ampio spazio è stato riservato al Seminario di Bedonia alle testimonianze storiche di chi lo sport lo ha promosso sul campo e nelle istituzioni educative.

Cecilia Molinari, icona della velocità italiana ed ex azzurra ai Giochi Olimpici di Monaco 1972, ha rievocato il profondo valore sociale dell’atletica giovanile attraverso il racconto dell’esperienza della Studentesca Rieti, realtà creata insieme al compianto marito Andrea Milardi. Un modello organizzativo e pedagogico capace di coniugare l’attività di vertice con l’inclusione di centinaia di ragazzi ogni giorno sulla pista.

Cecilia Molinari

Cecilia Molinari mentre taglia il traguardo.

Carlo Devoti, già azzurro di pallavolo e maestro dello sport, ha ripercorso le origini della celebre Scuola Sport Barilla, nata proprio a Bedonia negli anni ’80 come alternativa polivalente al tramonto delle tradizionali colonie estive. «Lo sport deve tornare a essere uno strumento per aiutare i giovani a conoscersi e a scoprire i propri limiti per potersi migliorare», ha sottolineato Devoti. «L’errore più grande di oggi è spingere i ragazzi a dover diventare campioni a tutti i costi. Bisogna invece insegnare loro il valore della fatica e il piacere della pratica svolta all’aria aperta».

Dualismo carriera-studio e la complessità delle dinamiche di spogliatoio

Luigi Roncoroni, ex azzurro di pallavolo e già Direttore della Clinica Chirurgica dell’Università degli Studi di Parma, ha rappresentato una testimonianza emblematica di come sia possibile conciliare l’attività agonistica d’élite con una carriera professionale di altissimo livello. Roncoroni ha evidenziato il ruolo cruciale della famiglia nell’evitare che lo sport diventi un’unica ossessione a discapito della formazione accademica, accogliendo favorevolmente le recenti tutele per gli “studenti-atleti” introdotte negli atenei italiani.

Giampaolo Chittolini, preparatore atletico di caratura internazionale con esperienze nelle Nazionali di pallavolo maschile e femminile (oltre che nei massimi campionati esteri), ha offerto una panoramica tecnica e psicologica sulle differenze di gestione dei gruppi di lavoro. Chittolini si è soffermato in particolare sulla complessità relazionale dell’universo femminile, evidenziando come, a fronte di una comunicazione più articolata, le squadre femminili riescano a sviluppare una straordinaria coesione quando condividono un obiettivo comune.

serata sui valori dello sport a Bedonia

Da sinistra, Luigi Roncoroni, Carlo Devoti, Valentino Straser, Cecilia Molinari e Giampaolo Chittolini.

Bedonia e lo sport

Il rettore del Seminario di Bedonia mons. Lino Ferrari ha ricordato lo storico legame della struttura con la promozione dello sport e dell’attività motoria tra le giovani generazioni.

La rassegna culturale prosegue il 6 agosto con il focus “Un laboratorio di futuro per l’Appennino”, condotto da Gabriele Ferrari.  Questo e i successivi appuntamenti in programma nel calendario estivo – che vengono trasmessi in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Seminario – confermano il Seminario come uno dei punti di riferimento centrali per il dibattito culturale e sociale dell’Appennino parmense.