Dieci chiese più sicure grazie al PNRR: un patrimonio restituito al futuro
di Riccardo Tonna  
22 Giugno 2026

Dieci chiese più sicure grazie al PNRR: un patrimonio restituito al futuro

 

C’è un filo invisibile che unisce pietre antiche, fede, cultura e innovazione. È il filo che, sabato 20 giugno, ha attraversato il Palazzo vescovile di Piacenza, dove si è svolto il convegno dedicato al “Miglioramento sismico delle chiese della diocesi di Piacenza-Bobbio”, nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Componente 3 – Cultura 4.0 (MIC3), Misura 2, Investimento 2.4, Linea d’azione 1, i programmi di investimenti europei e statali destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

Risorse importanti per lavori straordinari

Una mattinata che non è stata soltanto il racconto di cantieri conclusi, ma la testimonianza concreta di come i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza abbiano rappresentato un’opportunità irripetibile per mettere in sicurezza alcuni dei più preziosi edifici di culto della diocesi di Piacenza-Bobbio.

I numeri raccontano da soli la portata dell’intervento. Dieci chiese sono state interessate da opere di miglioramento sismico, con investimenti che vanno dai 90 mila euro fino ai 2,8 milioni. Complessivamente sono arrivati sul territorio 14,5 milioni di euro, finanziamenti che hanno coperto integralmente i costi degli interventi. Risorse straordinarie che hanno consentito di affrontare lavori urgenti e complessi, difficilmente sostenibili attraverso le sole disponibilità economiche ordinarie della diocesi.

 

Tra i presenti al convegno sul PNRR il Vescovo Adriano Cevolotto, la sindaca Katia Tarasconi, l’onorevole Tommaso Foti, don Giuseppe Basini e Manuel Ferrari.

Un patrimonio che appartiene a tutti

A coordinare il convegno è stata la giornalista Barbara Tondini. Ad aprire i lavori il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, che ha richiamato il valore profondo di questi interventi. Le chiese, ha ricordato, non sono soltanto luoghi di culto, ma rappresentano punti di riferimento per la vita delle comunità, custodi di storia, arte e identità collettiva. Proteggerle significa preservare un patrimonio che appartiene a tutti.
Sono seguiti i saluti istituzionali del ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, del soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma, Piacenza, Cremona, Lodi e Mantova, Leonardo Lamanna, e della sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, a testimonianza della collaborazione tra istituzioni civili, ecclesiastiche e organi di tutela nella realizzazione di un progetto di così ampia portata.

Gli approfondimenti

A portare il pubblico dentro il tema della sicurezza delle chiese è stato il professor emerito Ivo Iori, già preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Parma. Con il suo intervento, “Terremoti, arte e scienza”, ha spiegato come dietro ogni intervento di miglioramento sismico si nasconda una sfida delicata: proteggere edifici secolari senza tradirne la storia. Tra gli esempi più significativi ha messo a confronto le cattedrali di Parma e Piacenza, accomunate da un grande valore storico ma interessate, negli anni, da scelte diverse per il rifacimento delle coperture. A Parma si à optato per il cemento armato, mentre a Piacenza si è preferito il legno, una soluzione che, alla prova dei fatti, si è dimostrata particolarmente efficace dal punto di vista strutturale.
A seguire, don Giuseppe Basini, vicario generale, e l’architetto Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Piacenza-Bobbio, hanno accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio dietro le quinte dei cantieri. Attraverso immagini, fotografie e filmati hanno raccontato il lavoro svolto nelle dieci chiese interessate dagli interventi: un percorso fatto di studi, rilievi, restauri e consolidamenti, ma soprattutto di attenzione e rispetto per edifici che rappresentano la memoria delle comunità. Un racconto capace di mostrare come la tecnologia più avanzata possa dialogare con l’arte e la storia, intervenendo in modo discreto ma decisivo per rendere questi luoghi più sicuri.

Visita alla Cattedrale

Dal racconto si è poi passati all’esperienza diretta. I partecipanti hanno raggiunto la vicina Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove una visita guidata ha permesso di osservare da vicino gli interventi realizzati. È stata l’occasione per scoprire che, dietro muri e volte rimasti apparentemente immutati, si nasconde un lavoro complesso di ingegneria e restauro, pensato per proteggere il Duomo senza modificarne il volto.

Il convegno si è chiuso lasciando un messaggio chiaro: investire nella sicurezza delle chiese non significa soltanto consolidare strutture in muratura. Significa prendersi cura di luoghi che custodiscono arte, fede, storia e identità collettiva. Un patrimonio che, grazie a questi interventi, potrà continuare a essere vissuto e tramandato anche dalle generazioni future.