Il Papa al porto di Gran Canaria: «la Chiesa non può ignorare queste acque»
di M.Michela Nicolais  
11 Giugno 2026

Il Papa al porto di Gran Canaria: «la Chiesa non può ignorare queste acque»

“Qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare”.
Comincia con queste immagini, prese dal mare e pronunciate da quello che molti chiamano “il molo della vergogna”, l’intenso discorso rivolto dal Papa, a Gran Canaria, alle realtà di accoglienza dei migranti, radunate nel Porto di Arguineguìn.
“Il successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi”, ha detto il Papa citando l’anello del Pescatore che porta in mano: “Il suo stesso nome ci conduce al lago di Galilea, dove Cristo chiamò Pietro e gli disse: ‘D’ora in poi sarai pescatore di uomini’.

“La Chiesa ha letto quel versetto come immagine della sua missione. Ma qui e in luoghi come El Hierro, quel mandato assume una forza letterale e dolorosa. Quell’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità, ha visto arrivare migliaia di persone strappate dalla loro terra e affidate alla fragilità di un cayuco. Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque”.

La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte”.