«Bambini Senza Confini 2026» grazie Italia, vi aspettiamo a Betlemme
Con la benedizione dell’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, si conclude l’edizione 2026 di Bambini senza Confini, il progetto di Oasi di Pace, con Adriana Sigilli, che ha accolto in Italia bambini e adolescenti di Betlemme per offrire loro un’esperienza di pace, incontro e speranza.
Per alcuni giorni, lontano dal conflitto, i ragazzi hanno vissuto la normalità di un’infanzia serena all’interno degli oratori di Legnano e Primaluna. Tra giochi, attività educative, momenti di preghiera, natura e condivisione, hanno vissuto giornate indimenticabili. Determinante è stato il sostegno delle comunità parrocchiali e, soprattutto, delle famiglie che hanno aperto le porte delle proprie case, scegliendo di mettersi in gioco nell’incontro con una cultura diversa. La loro accoglienza ha trasformato un soggiorno in una vera esperienza di famiglia.
Un autentico scambio culturale
Il progetto è stato anche un autentico scambio culturale. Le ragazze palestinesi hanno preparato piatti della loro tradizione insieme alle famiglie ospitanti, confrontandosi con i sapori della Valsassina. Tra i ricordi più belli resteranno i canti in lingua araba risuonati tra le montagne durante le feste degli Alpini, un’immagine di bellezza, amicizia e dialogo tra popoli.
I bambini di Betlemme hanno inoltre voluto lasciare un segno concreto della loro gratitudine, realizzando a mano una croce in legno con parole di benedizione e di pace, donata agli oratori che li hanno accolti. Un gesto semplice ma ricco di significato, simbolo del legame nato tra Betlemme e le comunità ospitanti e testimonianza che l’amicizia può costruire ponti più forti di ogni muro.
Mons. Delpini: la speranza si vive ogni giorno
Come ha ricordato monsignor Mario Delpini, la speranza non è qualcosa da rimandare al futuro. La speranza si vive ogni giorno, nel saper gustare ogni istante, nel riconoscere la presenza di Dio nei piccoli gesti e negli incontri, lasciandosi trasformare da essi per aprirsi alla pace.
Alla domanda su quale immagine porteranno con sé al ritorno a Betlemme, i bambini hanno risposto con parole semplici ma profonde: l’accoglienza, gli spazi verdi, le strade pulite e la libertà di giocare senza paura. Parole che raccontano la realtà di chi vive una guerra spesso silenziosa, capace di entrare nella quotidianità e di rubare ai più piccoli la serenità dell’infanzia.
Chi sono i Bambini senza Confini?
I Bambini senza Confini sono i bambini di Betlemme nati dopo la costruzione del muro di separazione, cresciuti senza conoscere una città aperta al mondo. Per loro il muro non è un ricordo, ma una presenza quotidiana.
Da questa consapevolezza è nato il progetto Educare alla Pace, ispirato dall’intuizione di padre Ibrahim Faltas dopo l’assedio della Basilica della Natività. Da oltre vent’anni il progetto offre ai bambini opportunità di crescita attraverso la scuola, lo sport, la musica, il teatro, la fotografia, le arti culinarie e tante altre attività, con un obiettivo semplice ma profondo: fare in modo che il muro resti fuori dal cuore dei bambini.
Tutto ebbe inizio nel 2003 dal disegno di un bambino che rappresentò la propria casa circondata da un enorme serpente: quel serpente era il muro. Da quel piccolo foglio è nato un sogno più grande di ogni barriera: costruire ponti dove altri hanno innalzato muri.
Oggi quel sogno continua a vivere grazie a tantissimi Amici senza Confini, che ogni giorno scelgono di educare alla pace attraverso l’incontro, l’accoglienza e la condivisione. Perché i muri possono dividere le città, ma non devono mai dividere le persone. Ogni sorriso di un bambino è già il segno concreto di un futuro di pace che comincia oggi.
