Tornano il Teatro antico Veleia e il Festival Illica
di Redazione  
06 Giugno 2026

Tornano il Teatro antico Veleia e il Festival Illica

Sabato 6 giugno, presso XNL Piacenza in Via Santa Franca, 36, a Piacenza, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell’edizione 2026 del Festival di Teatro Antico di Veleia e, a seguire, la Conferenza Stampa di presentazione dell’edizione 2026 del Festival Illica (che quest’anno è organizzato in collaborazione con il Festival di Veleia).

«Ogni edizione del Festival di Teatro Antico di Veleia nasce da una domanda rivolta al nostro tempo. Questa domanda prende forma in un luogo che non è un semplice scenario: è memoria e misura del rapporto tra passato e presente. Progettare il Festival di Veleia significa interrogare l’antico non come repertorio concluso, ma come insieme di categorie capaci di leggere le inquietudini del pensiero contemporaneo, sono le parole di Paola Pedrazzini, Direttrice artistica del Festival di Teatro Antico di Veleia. Negli anni il Festival ha scelto di restare fedele a quelle categorie -anche rielaborate- sottraendosi alla forma più facile del contenitore generalista. Ha così disegnato la propria identità, radicata nel genius loci di Veleia: non perimetro difensivo, bensì principio di orientamento, custode della riconoscibilità del progetto anche nel suo movimento».
«Nel 2026 questa identità si conferma, prosegue la Pedrazzini, e, insieme amplia il proprio orizzonte. Il Festival conserva il suo centro nell’area archeologica, ma estende il disegno a Vigoleno, Castell’Arquato, Castelnuovo Fogliani, componendo una mappa sensibile in cui luoghi, paesaggi e comunità entrano a far parte di in un unico racconto. Il Festival si fa circuito senza disperdersi: allarga le proprie traiettorie pur continuando a riconoscersi nella forza della sua origine.
L’estensione riguarda anche la trama delle collaborazioni. La nuova sinergia con il Festival Illica, il rinnovarsi del rapporto con XNL, il dialogo con ATER Fondazione, Filarmonica Arturo Toscanini e Cineteca di Bologna intensificano la risonanza del progetto, superando la dimensione della semplice alleanza operativa e componendo un sistema di incontri in cui il teatro antico si apre al confronto con altri linguaggi, competenze, realtà artistiche e istituzionali, mantenendo saldo il proprio centro. La multidisciplinarità diventa così pratica concreta di relazione».

«Il cartellone 2026, ha detto Pedrazzini alla conferenza stampa, si configura come un organismo plurale. Accanto ad artisti come Marco Paolini, Cecilia Sala, Arianna Porcelli Safonov che approdano per la prima volta al Festival, introducendo nuovi sguardi nella sua fisionomia, ce ne sono altri con cui il Festival ha costruito nel tempo un dialogo profondo: Leonardo Lidi, Gioele Dix, Paolo Rossi, Lella Costa, Stefano Massini, Sergio Rubini non attraversano il Festival come una semplice tappa, ma vi portano percorsi di ricerca. In questa prospettiva, le prime nazionali assumono il valore di un atto di fiducia reciproca in cui gli artisti riconoscono al Festival la capacità di accogliere e orientare nuove progettualità».

«Il disegno dell’edizione 2026 lascia emergere direttrici tematiche in cui l’antico si misura con le fratture del presente, a partire dalla guerra, sottratta alla retorica della gloria e ricondotta alla verità dei corpi esposti, delle madri, dei figli, degli stranieri. Qui si inscrive Medea di Lidi (donna, straniera, consegnata all’esilio; accanto a lei, i bambini, punto fragile in cui la storia degli adulti precipita nel futuro). Alla stessa ferita rispondono lo sguardo di Cecilia Sala sui conflitti contemporanei e la nuova creazione di Gioele Dix dedicata a Ettore e Andromaca. Un altro leit motiv è l’incanto che attraversa il viaggio nell’Odissea di Paolo Rossi, l’incontro di Lella Costa con la fata di Collodi, la soglia iniziatica de Il flauto magico restituita dall’interpretazione di Sergio Rubini e dalla potenza musicale della Toscanini. Torna, naturalmente il mito, radice comune, come strumento critico (Bestiario idrico di Paolini riconduce l’acqua -presenza iscritta nella memoria termale di Veleia- alla dimensione civile, ecologica, comunitaria), rielaborazione simbolica (della figura del minotauro ad esempio, nella raffinata ironia di Arianna Safonov), ma anche nella sua matrice originaria grazie a Bottega XNL-Fare Teatro che porta a Veleia la grande tragedia attica (Medea di Euripide) e che nella sua coralità, rinnova la dimensione più profonda del teatro greco, quella del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti di un passato collettivo».

Il calendario degli spettacoli

Venerdì 19, sabato 20, domenica 21, lunedì 22 giugno – ore 21.30
Veleia Romana
LEONARDO LIDI per BOTTEGA XNL-FARE TEATRO dirige
MEDEA
Prima nazionale

Mercoledì 1 luglio – ore 21.30
Veleia Romana
MARCO PAOLINI
in BESTIARIO IDRICO
Evento in collaborazione con Ater

Lunedì 6 luglio – ore 21.30
Veleia Romana
CECILIA SALA
in Sotto lo Stesso Cielo
Archeologia del conflitto
Evento speciale per il Festival

Martedì  7 luglio – ore 21.30
Veleia Romana
GIOELE DIX
in Ettore e Andromaca che non volevano la guerra
Prima nazionale

Sabato 11 luglio – Ore 21.30
Vigoleno
PAOLO ROSSI
in L’INCANTO
Ulisse e la maga

Lunedì 13 luglio – ore 21.30
Castell’Arquato
LELLA COSTA
in LA FATA

Giovedì 16 luglio – ore 21.30
Castell’Arquato
STEFANO MASSINI
in VISSI D’ARTE
Luigi Illica tra mito, musica e scena
Evento in collaborazione con Festival Illica

Lunedì 20 luglio – ore 21.30
Castelnuovo Fogliani
ARIANNA SAFONOV
in MINOTAURI CONTEMPORANEI
di e con Arianna Porcelli Safonov

Mercoledì 22 luglio – ore 21.30
Castell’Arquato
SERGIO RUBINI e FILARMONICA TOSCANINI
in IL FLAUTO MAGICO
Evento in collaborazione con Festival Illica

 

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