“La Chiesa non nasce da un contratto, ma da un’esperienza”
di Don Andrea Campisi  
28 Aprile 2026

“La Chiesa non nasce da un contratto, ma da un’esperienza”

Il Pontefice in Algeria ha reso omaggio al proprio padre spirituale, Sant’Agostino. All’insegna della speranza l’omelia della messa nella basilica di Annaba

 

Nel contesto del viaggio apostolico di papa Leone in alcuni Paesi dell’Africa è stata particolarmente significativa la messa celebrata nella basilica di Sant’Agostino ad Annaba.
ell’omelia il Santo Padre si è soffermato sul brano evangelico del giorno, il dialogo tra Gesù e Nicodemo: “Gesù è per Nicodemo un ospite speciale. Lo chiama infatti a vita nuova, consegnando al proprio interlocutore e anche a noi un compito sorprendente: dovete rinascere dall’alto… cioè da Dio… La bellezza di quest’esortazione porta con sé una prova, che il Vangelo ci chiama ad attraversare insieme”.

Dovete rinascere. Le parole di Cristo hanno tutta la forza di un dovere: dovete rinascere dall’alto! Tale imperativo suona ai nostri orecchi come un comando impossibile. Ascoltando con attenzione Colui che lo dà, capiamo però che non si tratta di una dura imposizione, né di una forzatura o, tanto meno, di una condanna al fallimento. Al contrario, il dovere espresso da Gesù è per noi un dono di libertà, perché ci rivela una possibilità insperata: possiamo rinascere dall’alto, grazie a Dio. Dobbiamo farlo, dunque, secondo la sua volontà d’amore, che desidera rinnovare l’umanità chiamandola a una comunione di vita, che inizia con la fede. Mentre Cristo ci chiede di rinnovare da capo tutta la nostra esistenza, pure ci dà la forza per farlo. Lo attesta bene sant’Agostino, che prega così: “Da’, o Signore, quel che comandi e comanda quello che vuoi”. (14 aprile 2026, Omelia)

 

Quindi, ha fatto notare il Papa, “quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì! L’affermazione del Signore, così piena d’amore, riempie i nostri cuori di speranza”.

La forza di Dio. Non importa quanto siamo oppressi dal dolore o dal peccato: il Crocifisso porta tutti questi pesi con noi e per noi. Non importa quanto siamo sfiduciati dalle nostre debolezze: proprio allora si manifesta la forza di Dio, che ha risuscitato Cristo dai morti per dare la vita al mondo. Ciascuno di noi può sperimentare la libertà della vita nuova che viene dalla fede nel Redentore. Di nuovo, Sant’Agostino ce ne offre l’esempio: prima ancora che per la sua sapienza, guardiamo a lui per la sua conversione. In questa rinascita, provvidenzialmente accompagnata dalle lacrime della madre, Santa Monica, egli divenne se stesso esclamando: “o non sarei, Dio mio, non sarei affatto, se Tu non fossi in me. O meglio, non sarei, se non fossi in te”.
Sì, dunque: i cristiani nascono dall’alto, rigenerati da Dio come fratelli e sorelle di Gesù, e la Chiesa che li nutre con i Sacramenti è grembo accogliente per tutti i popoli della terra. (idem)

Gli Atti degli Apostoli raccontano lo stile che contraddistingue l’umanità rinnovata dallo Spirito Santo; “la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola”.

La concordia. Questa unità spirituale è una concordia: parola che significa bene la comunione di cuori che palpitano insieme, perché uniti a quello di Cristo. La Chiesa nascente non si basa dunque su un contratto sociale, ma su un’armonia nella fede, negli affetti, nelle idee, nelle scelte di vita che ha al centro l’amore di Dio, fatto uomo per salvare tutti i popoli della terra.
“Ogni cosa era fra loro comune”. Tutti hanno tutto, partecipando ai beni di ciascuno come membra di un unico corpo. Nessuno viene privato di qualcosa, perché ognuno condivide quel che è proprio. Trasformando il possesso in dono, questa dedizione fraterna non rappresenta un’utopia se non per cuori rivali tra loro e animi avidi per sé. Al contrario, la fede nell’unico Dio, Signore del cielo e della terra, unisce gli uomini secondo una giustizia perfetta, che invita tutti alla carità, cioè ad amare ogni creatura con l’amore che Dio ci dona in Cristo. (idem)

Tag:

Leone XIV