«La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata»
Il 22 giugno papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri della Fondazione Jérôme Lejeune nel centenario della nascita del ricercatore genetista francese.
Jérôme Lejeune, riconosciuto venerabile da papa Francesco nel 2021, si trovò fin da giovanissimo a confrontarsi con la sofferenza dei bambini con disabilità intellettiva e delle loro famiglie e decise di dedicare la sua vita a loro. Divenne un ricercatore per cercare di svelare il mistero di queste disabilità intellettive ed ebbe un ruolo fondamentale nella scoperta della sindrome di Down e nella difesa della vita fin dal suo concepimento.
Papa Leone ha richiamato con vigore il valore della testimonianza di questo medico.
Eugenetica e medicina
Uomo di scienza e di saggezza, Jérôme Lejeune comprese presto che la sua scoperta scientifica sarebbe stata utilizzata per eliminare le persone con sindrome di Down prima della loro nascita. Non esitò allora a farsi loro difensore, denunciando la violazione del giuramento di Ippocrate e quella nuova eugenetica che definiva “razzismo cromosomico”.
I suoi interventi profetici lo portarono a difendere la vita di ogni essere umano in nome dell’inviolabile dignità che ha la propria origine nell’atto creatore di Dio. A tale proposito, interpellò e consigliò istituzioni e sovrani del mondo intero. Quella battaglia gli valse aspre critiche in certi ambienti scientifici.
(Leone XIV, 22 giugno 2026, Udienza)
San Paolo VI lo nominò membro della Pontificia Accademia delle Scienze.
In seguito strinse una profonda amicizia con san Giovanni Paolo II e la loro visione comune a favore della difesa della vita è stata all’origine della creazione della Pontificia Accademia per la Vita, che il professor Lejeune vedeva come istituzione necessaria di fronte al moltiplicarsi delle minacce contro la vita.
Unire senza rigidità ragione e fede
Il professor Lejeune era consapevole che se la tecnica può aiutare la medicina, non può tuttavia sostituirla.
Sapeva inoltre che la tecnica può essere utilizzata contro la medicina, che è per natura al servizio della vita, come avviene quando la tecnica sfugge a ogni indispensabile controllo etico e quando prevalgono calcoli di efficacia, di redditività o di utilità.
Ma il valore della persona non dipende da ciò che realizza o produce. Per questo un medico non dovrebbe mai permettersi, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!
Il messaggio e l’opera del venerabile Jérôme Lejeune si fondano sull’universalità della ragione e del cuore uniti.
Possa ispirare il coraggio della verità ai numerosi giovani e professionisti desiderosi di coerenza; possa aiutarli a unire senza rigidità la ragione e la fede, la parola e gli atti, l’assenza di giudizio sulle persone e il rifiuto della menzogna.
(idem)
Il messaggio e l’opera
del venerabile Jérôme Lejeune
si fondano sull’universalità
della ragione e del cuore uniti.
Possa ispirare il coraggio della verità
ai numerosi giovani e professionisti
desiderosi di coerenza
