Benedizione, casa, desiderio: tre parole per mons. Torta
16 Aprile 2024

Benedizione, casa, desiderio: tre parole per mons. Torta

 

“La spiritualità di mons. Torta si può riassumere in tre parole: benedizione, casa e desiderio”. In questo modo mons. Giuseppe Busani ha ricordato, il 15 aprile, nel 75° anniversario della morte, mons. Francesco Torta, il fondatore delle Suore della Provvidenza per l’Infanzia Abbandonata. L’incontro, tenuto nella sala conferenze dell’Istituto religioso, in via Torta 63 a Piacenza, introdotto dalla Superiora generale, Madre Albina Dal Passo, ha messo in evidenza la figura carismatica del sacerdote.

Voler bene

“Noi conosciamo mons. Torta – ha affermato don Busani – come un uomo di azione, chiamato anche il tesoriere della Divina Provvidenza. Egli ha dato inizio a molte attività con coraggio, con intraprendenza, ma questa sua azione si è sempre fondata sulla benedizione. Voleva che la vita fosse una benedizione per tutti, soprattutto per i più deboli… Quindi il generatore di vita – ha detto Busani – per mons. Torta era il voler bene, e far sì che la vita dell’altro avesse respiro. Un insegnamento anche per noi educatori per evitare ogni plagio o prevaricazione psicologica.

L’abitare

La seconda parola, casa, era per il fondatore la prima espressione del voler bene. Non c’è forma di vita umana senza l’abitare. È il luogo dove si vivono le relazioni di confidenza, di reciproca intesa, ma soprattutto di appartenenza. La sensibilità per l’infanzia di mons Torta – ha rimarcato don Busani – ha dato casa a chi era abbandonato, senza appartenenza. In un periodo in mezzo alle guerre mondiali per ciechi e sordomuti, abbandonati civicamente, il fondatore ha realizzato delle case di divina provvidenza. Poi dopo la prima guerra mondiale si accorge che la casa deve essere custodita anche in modo materno e allora ecco la nascita delle suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata.

La missione

La terza parola, desiderio, è riferita ad un’apertura più grande. È per mons. Torta un desiderio che va oltre la morte: quello di andare in terra di missione. Infatti nel 1971 partono le prime suore per l’Africa ed oggi la congregazione è presente in Etiopia, Kenia, Tanzania e Uganda con progetti di scolarizzazione, progetti sanitari, progetti per la donna. Con case che possono ospitare volontari e organizzazioni umanitarie”.

Ricordare per agire

La serata ha permesso di ricordare e cogliere la filosofia di Monsignor Torta per cui ogni bambino, indipendentemente dalla sua storia, meritava una chance per realizzare il proprio potenziale. Oggi, a 75 anni dalla sua morte, la congregazione continua a operare seguendo i principi e l’ethos stabiliti dal suo fondatore. Le Suore della Provvidenza sono un simbolo vivente del suo impegno per un mondo dove nessun bambino debba mai sentirsi abbandonato o privo di amore.
Ricordando mons. Francesco Torta, non si celebra solo la memoria di un uomo, ma l’attualità di una missione che continua a ispirare e a cambiare vite. Nel suo esempio si trova una chiamata perenne all’azione e alla compassione, una dimostrazione che la vera misura dell’esistenza si trova nel servizio disinteressato agli altri.

Riccardo Tonna

Nella foto, suor Albina Dal Passo e mons. Giuseppe Busani.

Pubblicato il 16 aprile 2024