Il Papa all’Angelus saluta l’associazione Assofa
di Barbara Sartori  
06 Gennaio 2023

Il Papa all’Angelus saluta l’associazione Assofa

“Saluto l’Associazione di Solidarietà tra Famiglie della parrocchia di Podenzano, diocesi di Piacenza-Bobbio”: chi oggi a mezzogiorno ha seguito l’Angelus di papa Francesco in tv, ha avuto la sorpresa, tra i saluti conclusivi, di sentire anche quello alla delegazione dell’associazione Assofa, che con la sua casa famiglia ha sede a Verano di Podenzano (nella foto sopra, il gruppo).

Il gruppo, presente con alcuni volontari e parrocchiani della comunità della Valnure, era a Roma per un incontro con la Comunità di Sant’Egidio, realtà a cui l’associazione piacentina è legata e con la quale collabora in diversi progetti di promozione della cultura della pace. Una felice concomitanza con la consegna, a Rustigazzo, per la solennità dell’Epifania, del Premio Bontà alla memoria di Giancarlo Bianchini, che con la moglie Rosetta è stato pioniere dell’Assofa e suo storico presidente fino alla morte, lo scorso dicembre, impegnandosi a diffondere la consapevolezza dei doni di cui le persone con disabilità sono portatrici.

I tre doni dei Magi valgono anche per noi

Nell’Angelus, a partire dalla figura dei Magi, papa Francesco ha sottolineato come tutti siamo chiamati, proprio come i saggi dell’Oriente, portatori di tre doni ma anche destinatari di altrettanti doni derivanti dall’incontro con Gesù Bambino. “Il primo dono – ha evidenziato il Papa – è il dono della chiamata. I Magi non l’hanno avvertita per aver letto la Scrittura o aver avuto una visione di angeli, ma l’hanno sentita mentre studiavano gli astri. Questo ci dice una cosa importante: Dio ci chiama attraverso le nostre aspirazioni e i nostri desideri più grandi. I Magi si sono lasciati stupire e scomodare dalla novità della stella e si sono messi in cammino verso quello che non conoscevano. Colti e sapienti, sono stati affascinati più da ciò che non sapevano che da ciò che già sapevano: si sono aperti a quello che non conoscevano. Si sono sentiti chiamati ad andare oltre, non si sono sentiti felici rimanendo lì, ma sentendosi chiamati ad andare oltre. E questo è importante anche per noi: siamo chiamati a non accontentarci, a cercare il Signore uscendo dalle nostre comodità, camminando verso di Lui con gli altri, immergendoci nella realtà. Perché Dio chiama ogni giorno, qui e oggi. Dio ci chiama, chiama ognuno di noi, ogni giorno, ci chiama qui e ci chiama oggi, nel nostro mondo”.

La delegazione dell’associazione Assofa in piazza San Pietro questa mattina.

Lasciarsi sorprendere da Dio

Il secondo dono che i Magi richiamano è il discernimento. “Visto che cercano un re, vanno a Gerusalemme a parlare con il re Erode, il quale però è un uomo assetato di potere e li vuole usare per eliminare il Messia bambino. Ma i Magi non si lasciano ingannare da Erode. Sanno distinguere tra la meta del percorso e le tentazioni che trovano sul cammino. Potevano rimanere lì, alla corte di Erode, tranquilli: no, vanno avanti. Lasciano il palazzo di Erode e, attenti al segnale di Dio, non vi passeranno più, ma torneranno per un’altra strada. Quant’è importante, fratelli e sorelle, saper distinguere la meta della vita dalle tentazioni del cammino! Una cosa è la meta della vita, altra cosa sono le tentazioni del cammino. Saper rinunciare a ciò che seduce, ma porta su una brutta strada, per capire e scegliere le vie di Dio! È un grande dono il discernimento, non bisogna mai stancarsi di domandarlo nella preghiera. Chiediamo questa grazia! Signore, dacci la capacità di discernere il bene dal male, il meglio da ciò che non è meglio”.

Infine, i Magi ci parlano di un terzo dono: la sorpresa. “Dopo un lungo viaggio questi uomini di alto livello sociale che cosa trovano? Un bambino con la mamma: una scena certo tenera, ma non stupefacente! Non vedono gli angeli come i pastori, ma incontrano Dio nella povertà. Forse si aspettavano un Messia potente e prodigioso, e trovano un bimbo. Eppure non pensano di essersi sbagliati, sanno riconoscerlo. Accolgono la sorpresa di Dio e vivono con stupore l’incontro con Lui, adorandolo: nella piccolezza riconoscono il volto di Dio. Umanamente siamo tutti portati a ricercare la grandezza, ma è un dono saperla trovare davvero: saper trovare la grandezza nella piccolezza che Dio tanto ama. Perché il Signore s’incontra così: nell’umiltà, nel silenzio, nell’adorazione, nei piccoli, nei poveri”. Un aspetto, questo della grandezza nascosta nella piccolezza, che l’Assofa ha molto a cuore sin dalle origini. Le persone con disabilità – come dimostrano le celebrazioni intense vissute in associazione, che comprendono anche la drammatizzazione del Vangelo – sanno essere vere maestre nella fede. La storia di Assofa lo dimostra.

L’appello di papa Francesco

“Fratelli e sorelle – ha concluso papa Francesco – tutti siamo chiamati – primo dono: la chiamata – da Gesù; tutti possiamo discernere – secondo dono, il discernimento –, discernere la sua presenza; tutti possiamo sperimentare le sue sorprese – terzo dono, la sorpresa. Oggi sarebbe bello fare memoria di questi doni: la chiamata, il discernimento e la sorpresa, doni che abbiamo già ricevuto: ripensare a quando abbiamo avvertito una chiamata di Dio nella vita; oppure a quando, magari dopo tanta fatica, siamo riusciti a discernere la sua voce; o ancora, a una sorpresa indimenticabile che Egli ci ha fatto, stupendoci. La Madonna ci aiuti a ricordare e custodire i doni ricevuti”.

Pubblicato il 6 gennaio 2023