22 Aprile 2016

Roveleto, il gruppo Caritas in aiuto a 35 famiglie

Sono attivi il Centro di ascolto e la distribuzione di generi alimentari.
La responsabile Laura Rizzi: abbiamo assistito 
oltre 210 persone. Consegnate 1000 borse viveri l’anno

Sono ovunque, nessuno può dire di non conoscerne almeno uno: un dirimpettaio del proprio palazzo, una famiglia incontrata al parco o forse un compagno di classe del proprio nipote. Sono i poveri, alcuni degli otto milioni di persone che in Italia vivono in uno stato di povertà assoluta.
Poveri che turbano, che fanno destare giudizi e giustificazioni; poveri circondati da indifferenza ma anche da condivisione ed accoglienza.
Ma nessuno è la propria indigenza e il gruppo Caritas di Roveleto opera proprio in questa direzione: dare cibo e ascolto, senza mai togliere dignità.
Una Caritas che ha tentato di occuparsi anche di povertà relazionale e di reti sociali, quella che colpisce tanti anziani; ma qui la strada da percorrere è ancora tanta.

Fame di cibo e di attenzione. “La Caritas a Roveleto ha iniziato ad operare nel giugno del 2010 – ha sottolineato Laura Rizzi, referente del servizio -; i servizi offerti sono il Centro di ascolto e la distribuzione di generi alimentari”. Un servizio che attualmente va incontro a 35 famiglie (tutte con figli a carico) e tutte residenti nel Comune, tra le quali ben 12 sono famiglie italiane. Quasi il 30% delle famiglie aiutate sono nuclei familiari che hanno visto precipitare la loro vita a causa della crisi economica.
“Le persone vengono da noi perché hanno perso il lavoro o perché hanno un reddito insufficiente per mantenere la famiglia -ha chiarito la Rizzi-. I primi anni in cui abbiamo attivato il servizio venivano persone che ora non vengono più, alcune hanno una maggiore tranquillità economica mentre altre si sono trasferite; in questo ultimo anno, abbiamo visto passare oltre 210 persone, includendo anche i passaggi occasionali”.

L’aiuto alle famiglie e ai singoli si traduce nella distribuzione delle “borsine viveri” settimanali: “in questi anni abbiamo distribuito circa 1000 borsine all’anno, cibo, ma quando è possibile anche pannolini e giocattoli per i piccoli”.
I destinatari degli aiuti vengono individuati attraverso la documentazione richiesta e l’invio dei servizi ma tutti vengono comunque filtrati attraverso il Centro di Ascolto. Con tutte le persone richiedenti viene fatto un incontro che avviene in totale riservatezza. “Qui le persone possono parlare delle proprie difficoltà economiche ma non solo”, ha ricordato la referente Caritas. Vite segnate dalla mancanza di denaro ma non solo: “tutti hanno un gran bisogno di essere ascoltati, incoraggiati e consolati”.

Anziani, un progetto Caritas. A ottobre scorso un nuovo progetto Caritas realizzato con il Comune di Cadeo era stato inaugurato: un numero verde gratuito per raccogliere i bisogni della popolazione anziana. Una linea telefonica che voleva essere ponte con tutte le persone anziane sole del territorio. Ma il numero lo scorso mese è stato disattivato: nessun anziano lo ha mai composto.
Due le riflessioni fatte: tanti anziani per loro fortuna hanno una rete parentale presenti, altri invece sono regolarmente seguiti dai servizi sociali territoriali. Nessun anziani solo?
Due gli ostacoli, a sentire le impressioni di volontari e persone che gravitano attorno agli anziani: la diffidenza per tanti ma anche la difficoltà a chiedere aiuto in totale libertà e senza sentirsi in difetto.
La parrocchia (ma non solo) fatica così ancora ad abbattere tanti muri di solitudine, trovando però occasioni di incontro nelle visite dei sacerdoti o del diacono durante le benedizioni delle case o attraverso i ministri dell’eucaristia.

Erika Negroni