Emergenza casa, progetto di Fondazione e Caritas
Abitazioni ad affitto ridotto per aiutare le famiglie a ripartire
Le pesanti ricadute della crisi sulla situazione relazionale ed economica di molti nuclei familiari ha cambiato volto alla società. Una delle poche certezze è la casa, che tuttavia non sembra più così “solida” come lo era in passato.
La Caritas diocesana e la Fondazione di Piacenza e Vigevano hanno presentato il progetto “Accoglienza abitativa – Casa tra le case”, che affronta il problema con una prospettiva innovativa.
“Ragionando assieme – sottolinea Giuseppe Chiodaroli, direttore della di Caritas – abbiamo visto come l’emergenza abitativa sia dovuta a sfratti e affligga sia singoli sia famiglie”.
Con questo progetto si intende “chiedere a chi ha un appartamento sfitto o disponibile – prosegue – di affittarlo a queste persone, ricevendo la metà del prezzo di affitto di quella zona”.
La seconda parte del progetto riguarda l’accompagnamento: “Avremo bisogno di educatori che possano aiutare le famiglie affinché possano essere temporaneamente dislocate nelle abitazioni per avviare la soluzione delle situazioni problematiche”.
Il progetto ha infatti carattere temporaneo: ogni famiglia potrà rimanere nell’appartamento assegnato per 6 mesi, si valuterà in seguito la necessità della famiglia o del singolo di usufruire ancora della casa o di lasciarla ad altri.
Come ha spiegato Francesco Argirò, “le situazioni devono essere valutate caso per caso. Una commissione deciderà su ogni ingresso”.
“È un progetto che serve a reinserire le famiglie e i singoli in un contesto di normalità – ha rimarcato Massimo Toscani, presidente della Fondazione -, un aiuto alle cosidette fasce grigie della popolazione”. A coordinare il progetto Chiara Incorvaia e Alessandro Dosi della Caritas.
Gli appartamenti, 25 per ora, sono dislocati in più zone di Piacenza anche se, prosegue Argirò, “non escludiamo la possibilità di avere a disposizione alcuni appartamenti in provincia, in modo da attivare tutte le potenzialità del territorio”.
Annesso a questa iniziativa il progetto “LavorIo”, che ha come scopo quello di offrire un lavoro alle persone richiedenti aiuto, in modo che possano pagare l’affitto.
“LavorIo” si rivolge a persone con competenze spendibili in quattro aree: piccole opere edili, interventi di pulizia, giardinaggio e assistenza a malati, disabili o anziani.
Con l’intero progetto, che proseguirà per quattro anni, si conta di aiutare tra le 60 e 80 famiglie, e circa 25 singoli.
Emanuele Maffi
Articolo pubblicato sull’edizione di venerdì 8 aprile 2016
