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L’agricoltura 4.0

In Emilia-Romagna spiccano zootecnia ed orticolo

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In Emilia Romagna i laureati che operano in campo agricolo puntando all’innovazione rappresentano il 50%, mentre gli imprenditori 4.0 con laurea ad indirizzo agrario sono l’80%.
È il dato che emerge da uno studio sul rapporto tra agricoltura e nuove tecnologie condotto su un campione di 903 aziende tra Lombardia (71), Emilia Romagna (104), Piemonte (141) e Veneto (89) dall'Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia.
La ricerca evidenzia che “non sembra che l’età possa essere rilevante al fine di determinare l’adozione o meno di tecnologie di agricoltura 4.0”. Pesa di più piuttosto il titolo di studio dell’imprenditore: “Sembra che un titolo di studio a indirizzo agrario – rilevano i ricercatori – sia associato a una maggiore probabilità di adottare soluzioni di agricoltura 4.0”. In Emilia Romagna però le nuove tecnologie applicate all’agricoltura paiono riguardare, in base all’analisi del campione, solo le realtà di dimensioni maggiori, mentre in Lombardia la scelta è spalmata indifferentemente su tutte le aziende.
Quanto ai settori, Il cerealicolo è il comparto con le più alte percentuali di aziende che abbracciano l’agricoltura 4.0: 73% in Lombardia, 72% in Piemonte, 67% in Emilia Romagna, 65% in Veneto. In Emilia Romagna spicca la zootecnia (75) e l’orticolo (80%).

Pubblicato il 14 agosto 2019.

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