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Festa della polizia, il questore Bonafini: «Le ultime operazioni hanno reso la città più sicura»

queatore paicenza Bonafini

La polizia di stato ha festeggiato il suo 174esimo anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1852, nove anni prima dell’unità d’Italia. È stata la prima festa della polizia a Piacenza per il questore Gianpaolo Bonafini, insediatosi in viale Malta lo scorso novembre. Il suo discorso, nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni, è stato anticipato dalla lettura dei messaggi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del capo della polizia, Vittorio Pisani. A seguire, la consegna dei riconoscimenti ai poliziotti particolarmente meritevoli e ai cittadini che si sono distinti per impegno e senso civico. Al termine della cerimonia, l’esibizione dello Spirit Gospel Choir e l’esecuzione dell’inno nazionale. In prima fila le massime autorità della provincia, nel pubblico anche alcune classi della scuola primaria “Pezzani” e secondaria di primo grado “Calvino” di Piacenza accompagnate dai docenti.

Il questore: non “devianza giovanile” ma “delinquenza”

Nel suo discorso, inframmezzato da una serie di ringraziamenti, il questore ha tracciato un primo bilancio di Piacenza, a cinque mesi dal suo arrivo. “Mi sento di fare una valutazione positiva della città e degli abitanti – ha detto – una società laboriosa e molto integrata con le comunità straniere che vi dimorano”. La nota dolente, per Bonafini, è “una fascia di giovani che vanno particolarmente attenzionati al fine di evitare che prendano il sopravvento comportamenti di devianza giovanile (che io, invece, definisco di delinquenza) derivanti dalla bramosia del dominio del più forte sul più debole o dall’imitazione di nefandezze pubblicate, in maniera spregiudicata, sui social network, quali l’ostentazione di armi, coltelli e pistole, stupefacente e scene di pestaggi di giovani inermi. Questi sono i pericoli del presente, per il prossimo futuro e per la crescita delle nuove generazioni”. Sulla “missione” della polizia, il questore di Piacenza ha detto: “Il nostro compito istituzionale è stare vicino alla gente, soprattutto alle persone con fragilità. Formare e informare i giovani sulla legalità e sul rispetto reciproco rappresenta un importante quanto fondamentale investimento per il futuro”. Bonafini si è definito “un questore un po’ esigente, ma anche fortunato” parlando di un ambiente lavorativo “sereno, molto collaborativo e reattivo” con una “costante immissione di giovani provenienti dalle scuole di polizia”.

“La città è più sicura”

Il questore Bonafini ha tracciato un bilancio dell’attività recente degli agenti della questura, sottolineando come “il potenziamento del controllo del territorio è la base di partenza di ogni successiva misura di contrasto alla criminalità”. Già da diversi mesi, ogni sabato sera nel centro di Piacenza si svolge un’attività congiunta di controllo, a cui prendono parte polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. “Questo capillare sistema di sicurezza integrato sta funzionando – ha riferito il questore – e sta registrando ottimi e concreti risultati. Nonostante ciò, la nostra guardia resta sempre altissima”. Sono state poi ricordate le indagini più rilevanti svolte negli ultimi mesi, concentrate perlopiù sull’eradicamento di giri di spaccio di stupefacenti. “Ritengo che le investigazioni espletate abbiano inferto duri colpi alla criminalità locale e creato i presupposti per una città più sicura, certo, non incolume, ma più sicura”. Bonafini ha parlato delle azioni di contrasto alla “criminalità odierna” come l’avviso orale, l’allontanamento dalla città, il “daspo urbano” e la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. E poi gli strumenti per i minori, come gli ammonimenti per cyberbullismo e bullismo. “Questi sono gli strumenti da adottare per cercare di prevenire il più possibile i reati, per non dover poi affrontare gli orrori di un delitto già consumato e intervenire con una indagine repressiva postuma”.

festa della polizia 2026

Immigrazione

“Più riusciremo a fornire un buon servizio di accoglienza e integrazione e meno problematiche potremmo avere per il futuro”. Così il questore sull’immigrazione, che tuttavia ha evidenziato la necessità di “intervenire con rigore nei confronti di coloro che entrano, soggiornano, si spostano sul territorio nazionale in condizioni di irregolarità o clandestinità, con ancor più rigidità nei confronti di quei pochi che perpetrano odiosi reati predatori o contro la persona, che sono indice di completa mancanza di rispetto verso le istituzioni e le libertà dei cittadini. Dove non c’è rispetto per l’essere umano, ugualmente per donne e uomini, non esistono valori e non esiste una società democratica”. Bonafini ha rilevato che in una provincia come quella piacentina, “in cui quasi il 20% della popolazione residente è di provenienza straniera, la maggior parte extracomunitaria, regolare, non si può non avere un Ufficio immigrazione al passo con i tempi, solido e strutturato, pronto a fronteggiare ogni emergenza o dinamica immigratoria”. La relazione del questore ha toccato anche questioni relative all’ordine pubblico, alla polizia postale, alla polstrada, alla polfer e alla scuola allievi agenti di Piacenza.

Violenza di genere

Anche l’impegno per il contrasto alla violenza di genere è stato oggetto della trattazione del questore durante la festa della polizia. Bonafini ha ricordato gli eventi organizzati, come la campagna “Questo non è amore” lanciata il 25 novembre scorso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con la presenza di oltre quattrocento studenti piacentini, e la collaborazione con Croce Rossa Italiana, Centro antiviolenza, Centro italiano per la promozione della violenza, associazione “Liberiamoci dalla violenza” e Soroptimist. “Sulle tematiche della violenza di genere la polizia di stato è in prima linea – ha rassicurato il questore – gli ammonimenti per violenza domestica e per atti persecutori rappresentano un efficace deterrente di recidiva delle violenze e dei soprusi perpetrati”.

I riconoscimenti

Promozione per merito straordinario alla qualifica di agente scelto: Pasquale Gammone. Encomi: vicequestore aggiunto Michele Saglio, commissario capo Angela Sangeniti, ispettore Massimo Rosato, ispettore Marco Fusari, sovrintendente Federico Savino, vicesovrintendente Stefano Pezza. Lodi: ispettore Luigi Castellani, ispettore Massimo Rosato, viceispettore Nicolò Gallinari, viceispettore Vittorio Marazzi, viceispettore William Galeone, assistente Manfredi De Lellis, agente scelto Alfredo Caravelli, agente scelto Vito Massaro, agente Paola Lucia Manciavillano, agente Vittorio Trecordi, agente Salvatore Formica, agente Camilla Nadini, agente Antonio Picazio, agente Antonino La Bianca. Sono stati infine premiati quattro cittadini: Francesco Fara, Federico Scherz, Mario Zanobini e Paola Perotti.

Francesco Petronzio

Pubblicato l'11 aprile 2026

Nelle foto, la festa della Polizia nella sala degli Arazzi del Collegio Alberoni.

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