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Il Collegio S.Vincenzo e la sua Associazione ex allievi

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Funzione educativo-didattica: questo, l’obiettivo ispiratore di Jean Baptiste de la Salle, di Reims, che, dopo alterne vicende di accoglienza e di ostacoli, riuscì comunque nel suo intento di istituire una Scuola formativa e gratuita soprattutto per fanciulli e giovani tolti dalla “strada” e che avrebbero, per lo più, avuto un futuro di dubbia positività, e probabilmente miserrimo. Fu così, dunque, che nacquero i “Fratelli delle Scuole Cristiane di San (poi) Giovanni Battista de la Salle”, nel 1679, in Francia, religiosi educatori e docenti ma non sacerdoti, con la “missione” di dare formazione e scuola a quanti avessero frequentato i loro istituti man mano espansisi in Italia e nel mondo. Come è tutt’oggi. E nel 1843, la duchessa di Parma e Piacenza Maria Luigia d’Asburgo (già consorte di Napoleone Bonaparte) volle espressamente che i “Fratelli Lasalliani” dimorassero anche a Piacenza con la loro Scuola. Sorse lo “storico” Collegio San Vincenzo in quella che è da diversi decenni l’omonima via, che invece fino agli anni ’60 era intitolata a Giordano Bruno: un Collegio che si espandeva per una lunghezza e un’area dall’angolo su Via Scalabrini con la chiesa di San Vincenzo (oggi “Sala dei Teatini”) fino a circa trenta metri della via Gaspare Landi.

Leggi articolo alla pagina 10 dell’edizione di venerdì 5 febbraio 2016

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

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    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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