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A Bobbio e Mezzano risuona l’eco della presenza degli irlandesi intervenuti alle Giornate del Patrimonio

mezzanogep

 

Si sono appena concluse in tutta Italia le GEP (Giornate Europee del Patrimonio). Certamente con soddisfazione dei fruitori. Ma “Ambasciatori di Creature”, quelle organizzate a Mezzano Scotti e Bobbio dall’Associazione Culturale Greenbutterflies (presidente Manuela Bertoncini), hanno lasciato una fertile scia che continua e continuerà a produrre effetti. Queste GEP, infatti, hanno realizzato un’autentica svolta storica. Per la prima volta, nonostante i tanti riconosciuti legami, istituzioni scolastiche bobbiesi e irlandesi si sono messe in dialogo diretto con l’obiettivo di intraprendere percorsi ispirati agli insegnamenti di Colombano circa il rispetto per la vita umana e di ogni creatura (di qui i titolo).

“Tenacia” è la parola d’ordine che ha consentito questa svolta. Tenacia dell’insegnante Eugenia Ballerini che per anni ha cercato invano partner scolastici in Irlanda. L’incontro con Manuela e col maestro Roberto Bulla ha sbloccato lo stallo. La prima da anni tesse, con altrettanta tenacia, rapporti di amicizia con comunità irlandesi e Associazioni di Amici di San Colombano, il secondo coltiva tra gli stessi i legami in musica. Sono stati codesti rapporti a consentire di risolvere il problema di Eugenia in quattro e quattr’otto.
L’intransigenza della prof. Ballerini nel ricercare partner scolastici solo irlandesi è merito dell’Antifonario di Bangor (VII secolo), tema della sua tesi di laurea.
Tra gli irlandesi delle Gep 2023, ospitati a Mezzano in memoria delle antiche reminiscenze monastiche “scote”, la prof. Sharon Kayes, insegnante al S. Columbanus College e rappresentante gli Amici di Bangor, ha visitato l’Istituto Omnicomprensivo San Colombano di Bobbio e di già concordato per il 9 ottobre visite della prof. Ballerini nella sua scuola a Bangor e, per il 10, alla Bangor Academy.
L’11 la Ballerini è attesa al Nendrum College di Comber e il 13 nelle scuole di Navan.

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Nella foto sopra, mons. Aldo Maggi con il professor Alexander O'Hara.


Altro momento interessante delle Giornate è stata la conferenza del professore del Trinity College di Dublino, Alexander O’Hara. Ha parlato della sua traduzione dal latino in inglese della vita di Colombano scritta da Giona. Si è appreso, ed è una novità, che il monaco Giona divenne lui stesso Abate di un monastero doppio, ovvero maschile e femminile, dove, secondo la tradizione irlandese, la badessa era di grado superiore all’abate.
Musiche irlandesi hanno piacevolmente intermezzato i tanti incontri previsti nelle Giornate, grazie alle interpretazioni di Catriona Grimes e Gianna Williams. Il loro duetto nella cappella di San Giovanni, ha suscitato intense emozioni. Catriona, in particolare, ha costantemente rallegrato con violino e flauto tutte le iniziative. Note di musica irlandese sono risuonate: lungo la mostra fotografica aperta a Mezzano, via Caracciolo 6, sui dodici anni di attività del Progetto Peregrinus realizzata con immagini di vita vissuta tra viaggi, conferenze, gemellaggi, workshop, attività didattiche, artigianato, sport …; nella passeggiata alla Cadonica e alla scoperta del borgo di Mezzano Scotti, visitato soffermandosi sulle antiche strutture dei suoi caratteristici cortili e sulla chiesa parrocchiale ove una lapide ricorda la presenza dal VII secolo dell'illustre abbazia dedicata a San Paolo, rappresentata insieme a quella di Bobbio nella Galleria delle Carte Geografiche Vaticane; durante la messa domenicale a Mezzano; durante la camminata alla grotta di San Michele di Coli, guidata e animata da letture e riflessioni di Pietro Nigelli di Appennino Trekking cui ha partecipato anche Danilo Parisi appositamente giunto dal Guado di Sigerico-Colombano di Soprarrivo di Calendasco per unirsi alla compagnia dei pellegrini italiani e irlandesi; durante la conferenza del prof. Alexander O’Hara presso gli Archivi Storici Bobbiesi.
Da ringraziare per la costante presenza, l’aiuto, la sentita partecipazione Anna Lovari, Rosella Civardi, Giovanni Montecchi,  il “Negozietto” di Vanessa Bianchi (presidente della pro loco), animatori del piccolo Borgo di Mezzano.

Luisa Follini

Nella foto, in prima fila da sinistra: il segretario degli Amici di San Colombano della Repubblica d’Irlanda d.Derry Healy, la prof.ssa d’inglese Eugenia Ballerini, la prof.ssa Sharon Kayes del S.Columbanus College di Bangor, tanti studenti (in centro una studentessa sostiene l’icona pellegrina di San Colombano), ultima a destra Manuela Bertoncini, dietro di lei il prof. Alexander OI’Hara e consorte e la rappresentante dell'Istituto.

Pubblicato il 2 ottobre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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