Al Teatro Duse di Cortemaggiore inizia la stagione teatrale
di Redazione  
19 Ottobre 2026

Al Teatro Duse di Cortemaggiore inizia la stagione teatrale

Un teatro che cresce, una stagione che si consolida e un programma che sceglie di attraversare linguaggi, storie e sensibilità differenti. È questa la direzione della terza stagione del Teatro Duse di Cortemaggiore, che per il 2026/2027 torna a proporre un calendario articolato tra prosa, concerti e teatro dialettale, accanto a produzioni originali e appuntamenti dedicati alla musica e al teatro civile.

“Sguardi, parole, musica” è il titolo scelto per la nuova stagione: tre parole che raccontano altrettante possibilità di abitare il teatro. Guardare le storie che salgono sul palco, ascoltare le parole degli autori e degli interpreti, lasciarsi attraversare dalla musica. Ma soprattutto tornare a condividere un’esperienza dal vivo. La proposta nasce con l’obiettivo di offrire al territorio un programma capace di coniugare qualità artistica, pluralità dei linguaggi e attenzione al pubblico, valorizzando artisti di rilievo nazionale e internazionale accanto alle realtà locali.

 

Un piccolo gioiello architettonico e culturale

È proprio questa dimensione di luogo culturale della comunità a rappresentare uno degli elementi centrali del percorso del Duse. Un progetto che trova il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Banca di Piacenza, che accompagnano la crescita dell’attività teatrale.

«Nell’ambito delle proprie linee strategiche volte alla restituzione alla comunità dei luoghi di pregio da tempo chiusi o dimenticati, la Fondazione di Piacenza e Vigevano sta sostenendo con convinzione questa stagione teatrale – è il commento del vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli -, una rassegna ricca e variegata, che comprende produzioni di livello e proposte espressione del tessuto culturale del territorio. Un approccio che ha fatto di questo delizioso teatro un luogo per la fruizione collettiva della cultura, che mancava a Cortemaggiore, e uno spazio di incontro e aggregazione per la comunità. Il nostro augurio è che in futuro, puntando sulla qualità delle proposte artistiche, esso possa divenire anche un elemento di attrazione turistica per il territorio».

 

Uno spazio che dialoga con la comunità

Il rapporto con Cortemaggiore è infatti una delle chiavi della stagione. Il teatro non viene pensato come un luogo separato dalla città, ma come uno spazio che dialoga con la comunità, con le sue realtà culturali e con il suo pubblico.

«Quello che ci interessa è che il Duse continui a essere un teatro aperto, nel senso più pieno della parola», spiega Luca Tacchini, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Cortemaggiore. «Un luogo dove possano incontrarsi spettacoli di qualità, artisti importanti, compagnie del territorio e persone che magari entrano a teatro per la prima volta. La terza stagione è il risultato di un lavoro condiviso e rafforza una presenza culturale che per Cortemaggiore è diventata sempre più significativa. Il teatro è uno dei luoghi attraverso cui una comunità racconta se stessa, ma anche attraverso cui può conoscere mondi nuovi.»

 

Il primo spettacolo al Duse

Il primo spettacolo il 23  con il concerto dei Molleggiati delle Celentaneide al teatro Duse di Cortemaggiore.

Il primo spettacolo venerdì 23 ottobre

Ad aprire ufficialmente la stagione sarà proprio un momento dedicato all’incontro con il pubblico. Venerdì 23 ottobre, alle 21, il Teatro Duse presenterà il nuovo cartellone con un brindisi inaugurale, seguito alle 21.30 dal concerto dei  Molleggiati della Celentaneide insieme a Mel Previte, storico chitarrista di Ligabue. Una serata a ingresso gratuito pensata come una vera apertura delle porte del teatro: non soltanto la presentazione di un programma, ma l’inizio di un nuovo percorso condiviso.

La stagione di prosa, coordinata da Mino Manni, costruisce un percorso che attraversa alcuni dei grandi temi della contemporaneità: la libertà, l’identità, il coraggio, la memoria, la coscienza, l’amore e il rapporto con gli altri.

«Abbiamo cercato di costruire una stagione nella quale gli spettacoli fossero molto diversi tra loro, ma avessero una cosa in comune: la capacità di lasciare una domanda», racconta Mino Manni, coordinatore della Prosa del Teatro Duse. «Ci sono testi conosciuti e storie da riscoprire, interpreti importanti e produzioni che nascono da uno sguardo molto contemporaneo. Dal tema della coppia alla libertà di Alfonsina Strada, dalla memoria di Gaber fino all’amore e alle relazioni di “Se l’amore è cieco la notte è il suo elemento”. Il teatro, quando funziona, non dà risposte: apre uno spazio dentro il quale ciascuno può trovare la propria.»

La prosa al teatro Duse

Si comincia il 3 novembre con “Coppia aperta, quasi spalancata”, il celebre testo di Dario Fo e Franca Rame interpretato da Chiara Francini, una commedia che affronta con ironia il tema della coppia, della libertà e dell’emancipazione femminile.

Il 5 dicembre sarà la volta di “Made in Italy”, con Barbara De Rossi, spettacolo che attraversa l’identità italiana attraverso storie, memorie ed emozioni. Il 16 gennaio arriverà “Novecento”, dal testo di Alessandro Baricco, con Sergio Mascherpa, mentre il 30 gennaio sarà protagonista “Alfonsina”, interpretato da Monica Faggiani e dedicato alla straordinaria storia di Alfonsina Strada.

Il 27 febbraio il Duse renderà omaggio a Giorgio Gaber con un tributo al suo teatro-canzone. La stagione di prosa si concluderà il 20 marzo con “Se l’amore è cieco la notte è il suo elemento”, della Compagnia Manni-Ossoli, con la regia di Mino Manni.

 

Dalla prosa alla musica

Accanto alla prosa, la musica attraverserà l’intera stagione con proposte differenti per generi e provenienze. Dalla Abigail Lapell, per la prima volta in Italia, fino al Lotus Trio e al loro swing- jazz contemporaneo. Il giorno di Natale, il 25 dicembre, arriveranno direttamente dagli Stati Uniti d’America i Triumphant Voices of Gospel, per una serata dedicata alla musica gospel, alla condivisione e alla spiritualità.

E poi il dialetto, la memoria e il sorriso. Dal 27 marzo al 24 aprile 2027 torna per la quinta edizione “…E io rido!”, la rassegna magiostrina dedicata al teatro dialettale. Un appuntamento che rappresenta forse nel modo più diretto il legame tra il Duse e la sua comunità: il palcoscenico diventa il luogo nel quale una lingua, una tradizione e un modo di raccontare il mondo continuano a vivere attraverso le compagnie e il pubblico del territorio.

La stagione si chiuderà l’8 e il 9 maggio 2027 con la Compagnia “Il Filo di Arianna”, riportando al centro quella dimensione partecipativa che attraversa l’intero progetto del Duse.

Un programma, dunque, nel quale convivono grandi nomi e realtà locali, musica e parola, ironia e memoria, storie intime e grandi questioni collettive. Perché la terza stagione del Teatro Duse nasce con un’idea semplice: fare del teatro un luogo nel quale tornare a incontrarsi, ogni volta con uno sguardo diverso.