A Romagnese un giardino per San Francesco
di Teresa Tidone  
15 Ottobre 2026

A Romagnese un giardino per San Francesco

Ci sono gesti che vanno oltre il loro significato materiale, perché sanno parlare al cuore di una comunità e lasciare un segno destinato a durare nel tempo. A Romagnese, domenica 4 ottobre 2026, la festa di San Francesco d’Assisi ha assunto un significato particolare con la benedizione della nuova statua dedicata al Santo, collocata nel piccolo giardino adiacente alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire.

Romagnese, una giornata di condivisione

Una giornata di fede e di condivisione, vissuta in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, che ha visto una bella partecipazione di fedeli e cittadini. Non soltanto un momento liturgico, dunque, ma anche un’occasione per ritrovarsi, collaborare e riscoprire il valore di una comunità capace di mettersi in gioco quando si tratta di dare vita a qualcosa di buono per tutti.

Riflettere sull’attualità di San Francesco

La celebrazione eucaristica, presieduta da don Marco Forni, parroco di Romagnese, ha offerto ai presenti l’opportunità di riflettere sul messaggio evangelico e sull’attualità dell’esempio francescano. Nel Vangelo di Matteo, proclamato durante la Messa, Gesù racconta la parabola della vigna affidata ai contadini e ricorda come la vigna, affidata alle cure degli uomini, debba portare frutti. Un’immagine che don Marco ha ripreso nell’omelia, invitando ciascuno a interrogarsi sul modo in cui custodisce i doni ricevuti.

La vigna, ha ricordato, può rappresentare la Chiesa, ma anche la nostra famiglia e la vita di ogni giorno. Dio non è un padrone dispotico, bensì un Padre premuroso, che affida qualcosa di prezioso alla responsabilità dell’uomo. Spesso, però, rischiamo di dimenticare che quanto possediamo non è soltanto nostro: ci è affidato perché possiamo custodirlo e farlo fruttificare.

 

Non attendere che siano gli altri a cambiare

In questo senso, la vita di san Francesco costituisce un esempio luminoso. Il Santo di Assisi comprese che, per rinnovare la Chiesa, occorreva anzitutto cominciare da se stessi. La chiamata ricevuta davanti al Crocifisso nella chiesetta di San Damiano, con l’invito a riparare la casa di Dio, divenne per lui un cammino di conversione profonda, vissuto nella povertà, nella fraternità e nella fedeltà al Vangelo.

Francesco non attese che fossero gli altri a cambiare: iniziò dalla propria vita, scegliendo di seguire Cristo e di annunciare il Vangelo con le parole e, soprattutto, con l’esempio. È un messaggio ancora attuale, che invita a non scoraggiarsi, a ritrovare nella preghiera la forza per cercare ciò che è vero, giusto e amabile e a impegnarsi, ciascuno nel proprio quotidiano, perché la vita possa generare frutti buoni.

Romagnese, una popolazione generosa

Al termine della messa, i fedeli si sono raccolti in una breve processione verso il giardino adiacente alla parrocchiale, dove si è svolta la benedizione della nuova statua di San Francesco. La cerimonia ha rappresentato il momento culminante di un’iniziativa che ha saputo coinvolgere e mobilitare tante persone del paese.

L’idea, partita da don Marco e accolta con entusiasmo dai Fabbricieri e dal gruppo parrocchiale, ha trovato nella popolazione di Romagnese una risposta concreta e generosa. Per preparare il luogo è stato necessario intervenire sul giardino, che richiedeva importanti lavori di pulizia e sistemazione. Sono stati predisposti la pietra e la targa, realizzata la piccola aiuola e recuperati i materiali necessari grazie alla disponibilità di persone generose del borgo.

Un lavoro portato avanti con la collaborazione di numerosi parrocchiani, ciascuno secondo le proprie possibilità, che testimonia quanto sia ancora viva la capacità di una comunità di unirsi attorno a un progetto condiviso. Dietro la statua appena benedetta ci sono, infatti, tempo donato, mani operose, disponibilità e attenzione per il proprio paese: segni semplici, ma preziosi, di una fede che non rimane soltanto nelle parole, bensì diventa concreta e si traduce in servizio.

 

Una statua che è richiamo alla fraternità

La partecipazione sentita alla benedizione ha reso questo momento particolarmente significativo. Ritrovarsi insieme per condividere un gesto di fede ha permesso ai presenti di sentirsi parte di una storia comune. Il piccolo giardino, rinnovato e arricchito dalla presenza del Santo, diventa così uno spazio aperto a tutti, un luogo nel quale fermarsi qualche istante, raccogliersi in preghiera e affidare a San Francesco pensieri, speranze, fatiche e desideri.

La nuova statua non vuole essere soltanto un segno devozionale, ma anche un richiamo silenzioso a uno stile di vita fatto di semplicità, pace, fraternità e attenzione verso gli altri. Valori che appartengono alla testimonianza francescana e che possono continuare a ispirare la vita della parrocchia e dell’intero paese.