Il vescovo Cevolotto a Pavia per la festa di Sant’Agostino
Sono iniziate il 25 agosto, nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, le celebrazioni per la solennità di Sant’Agostino. Un avvio che quest’anno ha assunto un significato particolare: la prima giornata è stata infatti dedicata al ringraziamento per la recente visita di papa Leone XIV a Pavia, lo scorso 20 giugno.
La concelebrazione è stata presieduta da mons. Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza-Bobbio, insieme al vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, e a mons. Giovanni Scanavino. “Questo primo giorno vuole essere dedicato in particolare al ringraziamento per il dono e la grazia della visita del Santo Padre”, ha ricordato mons. Sanguineti, sottolineando come alla gratitudine si unisca la preghiera perché quella presenza “possa davvero portare frutto nella nostra Chiesa” e perché le parole del Pontefice possano essere “riprese e rese feconde nella nostra vita, nelle scelte delle nostre comunità”.
Nelle inquietudini del presente
Al centro della celebrazione l’omelia di mons. Cevolotto, che ha legato il messaggio agostiniano alle inquietudini del presente. Partendo dall’invito di San Paolo a “non lasciarsi confondere la mente e allarmare”, il Vescovo ha osservato come il bisogno di sicurezza possa spingere anche oggi a cercare “soluzioni rassicuranti, risposte illusorie, a basso costo”, fino a diventare “complici dell’inganno” quando si pretende di tenere tutto sotto controllo: “l’esistenza, le relazioni, Dio stesso, la nostra fede”.
Da qui il richiamo alla straordinaria attualità di Agostino. In un tempo segnato da instabilità, precarietà e rapidi mutamenti culturali, la stabilità non coincide, secondo Cevolotto, con l’immobilità o con il rifugiarsi nelle abitudini. “Se c’è una stabilità – ha spiegato – la troviamo, per Agostino, in una condizione di ricerca, in un cammino permanente”.
Sempre in ricerca
A rendere saldi è proprio “il rimanere discepoli in cammino”, radicandosi non in se stessi ma nel Signore. Un passaggio dell’omelia è stato dedicato anche al tema dell’interiorità, richiamato dallo stesso Papa durante la visita pavese. L’invito, in questi giorni che conducono alla festa del Santo, è dunque a recuperare il coraggio che caratterizzò Agostino e la sua instancabile ricerca. Cevolotto ha concluso affidandosi proprio alle sue parole: “Cerchiamolo per trovarlo e cerchiamolo ancora dopo averlo trovato”, perché la ricerca di Dio non può considerarsi mai conclusa.
Mons. Cevolotto di fronte alle reliquie di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
L’apertura dell’urna di Sant’Agostino
Al termine della celebrazione di martedì 25 agosto, si è svolto uno dei momenti più solenni e attesi: l’apertura dell’urna di Sant’Agostino e l’esposizione solenne delle reliquie del Santo alla venerazione dei fedeli. Un gesto che, come ha ricordato mons. Cevolotto, rende simbolicamente vicino Agostino, facendo sì che l’incontro con lui avvenga “non solo tramite i suoi insegnamenti, ma anche tramite la sua persona”.
Il card. Pizzaballa a Pavia il 28 agosto
La solennità di Sant’Agostino prosegue con altre celebrazioni sino a venerdì 28 agosto, il giorno in cui, alle 18.30, si terrà il solenne pontificale di chiusura presieduto dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini: al termine della celebrazione, è prevista la riposizione delle reliquie di Sant’Agostino nell’Arca.
