Cortemaggiore, il 20 settembre messa in suffragio di don Coperchini
Don Giuseppe Coperchini, ordinato il 30 giugno 1964 a Livorno dove ha svolto il suo servizio, è morto il 16 agosto a 89 anni. Il suo feretro ha fatto ritorno il 19 agosto scorso a Cortemaggiore, suo paese d’origine.
La comunità magiostrina lo ricorderà il 20 settembre alle ore 11 con una messa in suo suffragio.
Don Coperchini si è sempre sentito piacentino, nonostante la lontananaza da casa. Infatti in occasione dei festeggiamenti per il sessantesimo di ordinazione, aveva scelto di festeggiare celebrando la messa nella basilica di Santa Maria delle Grazie, come alla prima messa nel 5 luglio 1964.
Cappellano della Misericordia di Livorno
Entrato in seminario a Piacenza il 1 ottobre 1948 ha poi concluso la sua formazione in Toscana. Oltre ad aver guidato diverse parrocchie livornesi, accompagnando generazioni di giovani, famiglie, malati e volontari, è stato anche cappellano di bordo delle navi Costa Crociere e cappellano maggiore dell’Arciconfraternita della Misericordia di Livorno, a cui ha donato un’ambulanza in memoria del fratello. Fu anche protagonista di un singolare episodio: la notte del 17 febbraio 1967, assieme ad altri, salvò quattro persone a bordo di un’auto finita in mare a Livorno.
E’ stato amico di Gino Bartali
La semplicità di don Coperchini era la sua energia coinvolgente. La sua saggezza era ispirata al Vangelo: «Il salmo 90 insegna che l’uomo sapiente – ci aveva detto – è colui che sa contare bene i propri giorni».
Amava stare tra la gente. Non voleva essere definito prete ed era un grande appassionato di sport, amico di Gino Bartali. I genitori si erano trasferiti a Cortemaggiore nel 1954 quando il padre aveva iniziato a lavorare per l’Agip grazie al legame di amicizia con Enrico Mattei. Davanti alla sede aziendale, la mamma aveva un negozio di alimentari.
L’ultimo saluto della sua Cortemaggiore
Per l’ultimo saluto, guidato con la preghiera da don Franco Cattivelli, c’erano il fratello Giovanni, le nipoti e alcuni magiostrini che non lo hanno dimenticato. Anzi c’è chi, con sincera commozione, ha detto: « È come se non se ne fosse mai andato e non se ne andrà mai». Tra di loro anche Giorgio Braghieri, che ha posto sulla bara, quale legame con la congregazione di San Vincenzo de’ Paoli, la medaglietta a ricordo delle apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré, suora delle Figlie della Carità.
