Dalla grotta di Sarmato alla scogliera di Camogli
di Marco Grisoli  
14 Agosto 2026

Dalla grotta di Sarmato alla scogliera di Camogli

Ritorna domenica 16 agosto alle ore 15.30 la 65ª edizione del Premio Internazionale Fedeltà del Cane a San Rocco di Camogli. Nata nel 1962 dall’intuizione di don Carlo Giacobbe e Giacinto Crescini, la manifestazione celebra l’antico “patto d’amicizia” che unisce l’uomo al suo compagno a quattro zampe. Come evidenzia Sonia Gentoso, curatrice e presentatrice dell’evento: “È un inno ai valori della fedeltà e della bontà, un’amicizia tra uomo e cane in cui l’animale non tradisce mai, mentre purtroppo non sempre accade lo stesso da parte dell’uomo”.
La rassegna affianca gli atti d’eroismo di grandi cani a progetti socio-sanitari e domestici in cui il cane si fa mediatore di cura e di relazione, dimostrando come la guarigione passi anche attraverso legami capaci di alleggerire paure e sofferenze.

Sarmato e Camogli unite dalla devozione
a San Rocco

Per i piacentini, il Premio di San Rocco non è una realtà lontana, ma un punto d’incontro unito da un solido “patto di amicizia”. “Anche i santi hanno bisogno di un cane”. È da questa semplice quanto profonda intuizione che prende spunto Filippo Braghieri, recentemente eletto consigliere della Comunità pastorale Castel San Giovanni-Sarmato, per raccontare una storia di cooperazione e comunità.
Un legame nato oltre dieci anni fa tra la terra piacentina e la riviera ligure, unite dalla devozione a San Rocco, il santo tradizionalmente raffigurato accanto al fedele compagno Reste che gli portava il pane nella grotta di Sarmato. “Tutto è iniziato con una lettera inviata da Sarmato all’associazione che organizza il Premio a San Rocco di Camogli”, spiega Braghieri.
“L’idea di stringere un’amicizia formale ha portato alla firma di un protocollo d’intesa, affisso nel nostro palazzo comunale. Da quel momento è nata una sinergia profonda tra Comuni, parrocchie e giovani del Grest”.
Un cammino condiviso fin dai primi passi con don Silvio Cavalli, allora parroco di Sarmato e oggi vicario della Valnure, che accompagnò i ragazzi a Camogli. “Ogni anno portiamo a Camogli il pane benedetto per la messa e il vino per i padroni dei cani premiati, mentre la comunità ligure ci ricambia sempre con grande affetto”, prosegue Braghieri.

Il sostegno della Banca di Piacenza

A sostenere con convinzione questo percorso culturale e spirituale c’è, da otto anni, la Banca di Piacenza, affiancata tra i sostenitori da Almo Nature-Fondazione Capellino. “L’istituto di credito di riferimento per il nostro territorio ha colto subito il valore di questa alleanza”, sottolinea il consigliere pastorale. “Ogni anno la Banca dona alla comunità di Sarmato un centinaio di “palmette” benedette per la solenne processione della Domenica delle Palme: un gesto di grande vicinanza che unisce la fede alle tradizioni locali”.

L’iniziativa coinvolge anche le scuole: gli studenti dell’Istituto Comprensivo “A. Casaroli” di Castel San Giovanni e Sarmato partecipano al concorso “Un cane per amico” insieme ai plessi genovesi. Il primo premio è intitolato alla memoria di Alberto Horak, giovane medico sarmatese scomparso in un incidente stradale che amava gli animali e praticava i valori della solidarietà: un ricordo voluto dai genitori e ripreso con affetto da tutta la comunità. Tra i premiati di quest’anno spiccano anche le alunne Bianca Rabeschi e Gianluca Chiesa della 2ª E di Castel San Giovanni.

 

San Rocco

A Camogli in occasione della festa di San Rocco si celebra il Premio Internazionale Fedeltà del Cane.

Il Gruppo Cinofilo di Piacenza
e la storia di Joy e Barbara

A testimoniare la dedizione del nostro territorio vi è il Premio Fedeltà conferito al Gruppo Cinofilo della Croce Rossa Italiana – Comitato di Piacenza. Fondato nel 2003 da Paolo Corbellini e oggi guidato da Eleonora Palumbo e dal referente provincia ACAS Vittorio Gatti, il gruppo conta unità abilitate per la ricerca su macerie e in superficie, affiancando al soccorso un’intensa Attività Cinofila per l’Assistenza Sociale (ACAS) svolta in scuole, asili, case di riposo e reparti ospedalieri.

Tra le vicende più commoventi dell’edizione spicca la storia della labrador Joy e della sua proprietaria Barbara. Puntando con un’ostinazione insolita sempre lo stesso punto del ventre della donna, Joy ha dato a Barbara il segnale decisivo per sottoporsi a esami specifici, permettendo la diagnosi precoce di un tumore al pancreas. Dopo l’intervento, la sensibilità dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso ha permesso a Joy di far visita alla sua padrona in reparto. Da quel momento è nato nell’Oncologia di Montebelluna il progetto sperimentale “Compagnia che cura” dell’Ulss 2 Marca Trevigiana: una delle prime esperienze in Italia in cui i pazienti oncologici possono avere accanto il proprio animale domestico durante la chemioterapia.

Soccorso e solidarietà: la cura che non è fatta
solo di medicine

La rassegna assegna poi il Premio Bontà alla Fondazione Il Porto dei piccoli ETS, all’Istituto Giannina Gaslini e a Gaslininsieme per il progetto “Gimme Five! – Qua la zampa”. L’iniziativa coinvolge 19 reparti dell’ospedale pediatrico genovese (dalla Terapia Intensiva all’Hospice), portando cani appositamente formati (Happy, Cloè, Eevee, Lana e Google) tra le corsie per regalare attimi di normalità, stimolazione precoce e conforto ai piccoli degenti. Verranno inoltre ricordati i cani antiesplosivo della Polizia di Stato e le unità da soccorso dei Vigili del Fuoco come Maya, Ombra e Zoe, intervenute nel crollo del Ponte Morandi.

Senza mai “divinizzare” gli animali, ma riconoscendo la bellezza del Creato e il valore del ruolo che svolgono accanto all’uomo, la festa del 16 agosto (che si concluderà con la Benedizione dei cani e i Vespri) rappresenta per Piacenza un motivo di gioia. “Dimostra come la devozione a San Rocco continui a creare ponti di fraternità, rispetto e solidarietà tra le persone”, conclude Braghieri.