Piacenza festeggia la Virgen de El Cisne: una fede che va oltre i confini
I colori, le rose, la musica e una devozione viscerale che azzera le distanze. Il 15 agosto Piacenza rinnova l’appuntamento con la festa della Virgen de El Cisne, la ricorrenza religiosa più sentita dalla comunità ecuadoriana – la più numerosa sul territorio piacentino – che da ormai vent’anni anima la vita spirituale della città. Una celebrazione nata dal basso e cresciuta nel tempo, tanto da trasferirsi stabilmente nella Cattedrale di Piacenza dove la messa solenne nella solennità dell’Assunta alle ore 11 è celebrata dal Vescovo, a testimonianza di un abbraccio profondo tra la Chiesa madre della diocesi e le realtà migranti.
Oltre trecento persone attorno alla statua di Maria
“Sulle prime può essere difficile spiegare per chi non la vive, ma per il popolo latinoamericano la Madonna è una presenza viva, quasi fisica, un’ancora a cui aggrapparsi nel cammino dell’emigrazione”, racconta lo scalabriniano padre Salvatore Mazzitelli, che da tre anni accompagna pastoralmente questo percorso. Un legame speciale ben rappresentato dall’iconografia custodita nella chiesa di San Carlo, punto di riferimento quotidiano della comunità: la statua arrivata a Piacenza è infatti una copia originale proveniente direttamente dal santuario ecuadoriano di El Cisne, la prima in assoluto giunta in Italia.
La novena di preparazione in San Carlo
La preparazione al 15 agosto prevede una novena di preghiera alle 8.30 nella chiesa di San Carlo. Il giorno della solennità, dopo la celebrazione eucaristica in Duomo, la statua della Vergine – ricoperta dalle tantissime rose donate dai fedeli e rivestita con un abito nuovo, come impone il rito che si ripete ogni anno – torna in processione verso San Carlo. La festa trasforma la città in un crocevia di popoli: oltre 300 persone partecipano ogni anno, richiamando famiglie non solo ecuadoriane ma da tutto il Sudamerica e da diverse province vicine, come Lodi e Faenza.
La Madonna de El Cisne itinerante di casa in casa
“I migranti non hanno il rigido concetto di territorialità o di confine diocesano”, spiega padre Mazzitelli. “C’è un mutuo soccorso spirituale bellissimo: la comunità e il coro di Piacenza andranno a Lodi per la loro festa il 23 agosto, e viceversa. Si invitano come fratelli. È la festa della Madonna, ma diventa la festa della comunità dove cibo, lingua e fede si fondono”. Per quest’anno si sta lavorando anche per organizzare un ballo tradizionale d’accoglienza all’uscita dalla Cattedrale prima di avviare la processione.
Inoltre, la festa di quest’anno porterà un’ulteriore novità per l’evangelizzazione: l’arrivo dall’Ecuador di una statuetta più piccola della Vergine, destinata a viaggiare di casa in casa. “Avere l’immagine in casa per loro è come accogliere la madre in persona. Non è semplice venerazione di un oggetto, ma il senso profondo di una presenza che protegge la famiglia”.
Fedeli accompagnano la processione verso la chiesa di San Carlo con la statua della Virgen de El Cisne.
La “Churona” arrivata dalle Ande: storia e devozione della Virgen de El Cisne
La devozione alla Virgen de El Cisne affonda le sue radici alla fine del XVI secolo nel villaggio di El Cisne, sulle montagne dell’Ecuador. Correva l’anno 1594 quando la regione fu colpita da una tremenda carestia e da una piaga di locuste. Secondo la tradizione, la Vergine apparve ai contadini del posto promettendo la fine delle sventure e la fertilità dei campi se avessero eretto un santuario in suo onore.
La statua originale fu scolpita nel legno di cedro dall’artista Diego de Robles. Soprannominata affettuosamente dai fedeli “La Churona” per via dei suoi lunghi capelli ricci, la Madonna del Cisne è divenuta nel 1829, per decreto di Simón Bolívar, la protagonista di uno dei pellegrinaggi più imponenti di tutta l’America Latina, che ogni anno vede milioni di fedeli percorrere oltre 70 chilometri a piedi verso la città di Loja.
A Piacenza la statua conservata a San Carlo rappresenta la prima copia autorizzata giunta in Italia, simbolo indelebile di identità, protezione e casa per la comunità ecuadoriana all’estero.
