«Ed io avrò cura di te», in San Francesco uno spettacolo sulle fragilità
Prendersi cura dell’altro, delle fragilità, come responsabilità personale e comunitaria. È questo il cuore dello spettacolo “…Ed io avrò cura di te”, in programma il 2 ottobre alle 20.45 in San Francesco, che si inserisce nel percorso del Convegno ecclesiale e rappresenta l’apertura ideale dell’itinerario diocesano “Le Notti di Nicodemo”.
«Dopo la fragilità riconosciuta, la ferita nominata, il grido liberato, la responsabilità assunta, arriva il gesto più semplice e più difficile del mondo: qualcuno che resta, qualcuno che dice “io avrò cura di te”», sottolinea Chiara Griffini, referente del Servizio diocesano tutela minori e adulti vulnerabili. La cura, infatti, è il tratto distintivo dell’adulto: la capacità di riconoscere l’altro come un dono, di promuoverne il bene e di contrastare tempestivamente ogni forma di male e di abuso.
Riflettere sulle fragilità
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra il Servizio nazionale per la tutela dei minori e adulti vulnerabili della Cei e la Palco reale-produzioni artistiche. Esso prende forma dalle testimonianze di vittime e sopravvissuti agli abusi raccolte e diffuse in questi anni dal medesimo Servizio. Come spiega l’autore Paolo Logli, l’intento è stato quello di affrontare un dramma che coinvolge la società e la stessa Chiesa con uno sguardo lucido e rispettoso, evitando ogni sensazionalismo e restituendo centralità alla dimensione umana della cura e della responsabilità.
La struttura narrativa intreccia le testimonianze con i racconti della Sacra Scrittura, offrendo una riflessione sul dolore, sulla responsabilità e sulla possibilità di rinascita. Sul palco, l’interpretazione musicale di Antonio Maggio e la recitazione di Arianna Ciampoli accompagnano il pubblico in un percorso di ascolto e consapevolezza.
“…Ed io avrò cura di te” non è soltanto una rappresentazione teatrale, ma un invito rivolto alle comunità civili ed ecclesiali a fermarsi, confrontarsi e costruire insieme una cultura della responsabilità e della cura, che parte dagli adulti.
L’organizzazione dello spettacolo vede il sostegno e la collaborazione di Banca di Piacenza, Cattolica Assicurazioni, Conservatorio Nicolini di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano.
