«Ed io avrò cura di te», in San Francesco uno spettacolo sulle fragilità
di Redazione  
30 Settembre 2026

«Ed io avrò cura di te», in San Francesco uno spettacolo sulle fragilità

Prendersi cura dell’altro, delle fragilità, come responsabilità personale e comunitaria. È questo il cuore dello spettacolo “…Ed io avrò cura di te”, in programma il 2 ottobre alle 20.45 in San Francesco, che si inserisce nel percorso del Convegno ecclesiale  e rappresenta l’apertura ideale dell’itinerario diocesano “Le Notti di Nicodemo”.

«Dopo la fragilità riconosciuta, la ferita nominata, il grido liberato, la responsabilità assunta, arriva il gesto più semplice e più difficile del mondo: qualcuno che resta, qualcuno che dice “io avrò cura di te”», sottolinea Chiara Griffini, referente del Servizio diocesano tutela minori  e adulti vulnerabili.  La cura, infatti, è il tratto distintivo dell’adulto:  la capacità di riconoscere l’altro come un dono, di promuoverne il bene e di contrastare tempestivamente ogni forma di male e di abuso.

Riflettere sulle fragilità

Lo spettacolo  nasce dalla collaborazione tra il Servizio nazionale per la tutela dei minori e adulti vulnerabili della Cei e la Palco reale-produzioni artistiche. Esso prende forma dalle testimonianze di vittime e sopravvissuti agli abusi raccolte  e diffuse in questi anni dal medesimo Servizio. Come spiega l’autore Paolo Logli, l’intento è stato quello di affrontare un dramma che coinvolge la società e la stessa Chiesa con uno sguardo lucido e rispettoso, evitando ogni sensazionalismo e restituendo centralità alla dimensione umana della cura e della responsabilità.

La struttura narrativa intreccia le testimonianze con i racconti della Sacra Scrittura, offrendo una riflessione sul dolore, sulla responsabilità e sulla possibilità di rinascita. Sul palco, l’interpretazione musicale di Antonio Maggio e la recitazione di Arianna Ciampoli accompagnano il pubblico in un percorso di ascolto e consapevolezza.

“…Ed io avrò cura di te” non è soltanto una rappresentazione teatrale, ma un invito rivolto alle comunità civili ed ecclesiali a fermarsi, confrontarsi e costruire insieme una cultura della responsabilità e della cura, che parte dagli adulti.

L’organizzazione dello spettacolo vede il sostegno e la collaborazione di Banca di Piacenza, Cattolica Assicurazioni, Conservatorio Nicolini di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano.