Serate Culturali a Bedonia. Oltre la vittoria, i valori dello Sport
di Amalia Usai  
03 Agosto 2026

Serate Culturali a Bedonia. Oltre la vittoria, i valori dello Sport

 

Mentre il giorno, gravido di afa e umidità, si ritira dallo scenario di questa estate arroventata e improvvida, cedendo gradualmente il posto alla notte che si adagia, benefica e ristoratrice, sulle colline e cime circostanti nella Sala Convegni del Seminario di Bedonia hanno inizio le “Serate Culturali”. La prima, il 30 luglio con una tematica affascinante e attualissima nelle prospettive che richiamano sempre più attenzione e cura: “Oltre la vittoria. I valori dello Sport”; gli stessi, in fin dei conti, della vita, da cui non si vogliono – non se ne dovrebbero – disconnettere.

Le Serate Culturali danno appuntamento il 6 agosto alle ore 21 al Seminario vescovile di Bedonia: si parlerà del futuro dell’Appennino con Gabriele Ferrari.

 

serate culturali

La locandina con gli incontri delle Serate culturali al Seminario vescovile di Bedonia.

I relatori

Al dibattito – coordinato e guidato con equilibrio e ponderatezza dal giornalista e scrittore Valentino Straser – sono intervenute personalità di spicco del mondo sportivo: Cecilia Molinari (velocista italiana, oro ai giochi del Mediterraneo e dieci volte campionessa italiana); Luigi Roncoroni (ex della Nazionale di pallavolo);Carlo Devoti (ex della Nazionale di pallavolo, Maestro dello Sport, promotore e coordinatore del Festival Internazionale die giovani, ambasciatore Coni); Gian Paolo Chittolini (preparatore della italiana di pallavolo vincitrice di due campionati europei e argento alle Olimpiadi 2004); In collegamento video Alessandro Michieletto (due volte campione mondiale di pallavolo e premiato come miglior giocatore del mondo); Edoardo Scotti (sei volte campione italiano assoluto dei 400 m e campione europeo giovanile).
Tanta saggezza e profonda maturità umana, nei vari interventi attraverso cui sono emersi, diversamente, eppure armonicamente rimarcati, gli stessi valori di autenticità ed essenzialità che devono guidarci tutti nella vita, prima di essere trasferiti nel mondo dello sport e in qualsiasi altra esperienza umana lavorativa, professionale, sociale, di responsabilità.

Le testimonianze

Con pennellate decise e sicure, ognuna delle persone intervenute ha tracciato la propria esperienza, maturata costantemente nella fatica e nel tenace impegno quotidiano richiesti dalla disciplina scelta. Accattivante – e ad un tempo commovente – la testimonianza di Cecilia, debitrice al marito che allenava i bambini, quando ha citato una riflessione del figlio: “Mio papà è il papà di tutti i bambini del campo”. E in realtà… i più piccoli, come gli adolescenti e i giovani dediti allo sport – come a qualsiasi altra disciplina – non sono campioni da sfornare ad ogni costo, ma personalità da amare, di cui prendersi cura, da sostenere e accompagnare nelle diverse fasi della crescita e della maturazione che li apre alla vita preparandoli ad affrontarne sfide e ostacoli da protagonisti consapevoli e liberi.

“La vittoria, infatti, è stato sottolineato, “comprende e richiede la sconfitta. Nessun successo è reale o duraturo senza il confronto con il limite, l’errore e la caduta. Perdere non è l’opposto di vincere, ma la sua radice nascosta: è il passaggio necessario per capire cosa correggere, come crescere e dare un vero valore al traguardo”.

Lo sport, motivo di crescita

Fondamentale, dunque, il misurarsi con se stessi e con gli altri, percependo i comuni aneliti, le stesse speranze, gli stessi ideali talvolta feriti e compromessi da pretese e forzature che non tengono conto delle reali possibilità e trascurano le effettive potenzialità che ognuno ha in serbo, oltre apparenze spesso contrarie, ma in grado, sempre, di contribuire alla crescita della società, dei valori sottesi ad ogni attraversata nel tempo, nella storia, nella comunione che si intende costruire fra le più svariate frammentazioni e diversità.
I due sportivi in collegamento – giovani uomini che stanno dando il meglio di sé sul campo de nella vita – ci hanno offerto un’immagine di autenticità e consapevolezza, fuori dalle illusioni di facili traguardi e facili ricompense, ma sentendosi debitori di chiunque li accompagni nel cammino spendendosi per la loro crescita e la loro formazione, perché la vittoria non appartiene solo a chi la conquista sul campo, ma anche a quanti ne hanno curato le fasi con allenamenti e preparazione. Condivisione onesta e matura, dunque! Qualcosa cui aspirare e da perseguire senza tregua.

Dalle differenze nascono capolavori di umanità

Molto pertinente e appropriata la sottolineatura di Gian Paolo Chittolini circa le differenze tra atleti e atlete, tanto nella fase degli allenamenti quanto nei risultati, quelle diversità, appunto, che, individuate ed accolte, costruiscono capolavori di umanità vera e genuina, in una compenetrazione di valori e risultati possibili, sul campo come nella vita di ogni giorno.
Sperarvi e attendere è davvero possibile, nonostante il serpeggiare di corruzione che avvelena anche gli ambienti più impensati; perché giovani “belli” e affidabili ce ne sono ancora: basta solo accorgersene e dare loro il credito che meritano, per vederli fiorire in tutto il loro splendore.