Nel Piacentino attive 52 cooperative sociali
di Redazione  
21 Luglio 2026

Nel Piacentino attive 52 cooperative sociali

 

 

Seppur tra tante difficoltà sono riuscite a superare gli anni duri della pandemia da Coronavirus. Danno un lavoro a circa 60mila persone, di cui il 74% donne e l’11% stranieri. Contribuiscono al 9,3% del valore totale delle imprese emiliano romagnole, generando 2,7 miliardi di ricavi. Nel 41% dei casi hanno una presidente donna, dato in crescita del 6% rispetto al 2018. La sanità si conferma di gran lunga l’ambito d’azione più importanza (53%) seguito a notevole distanza dal comparto dell’istruzione (11%). È la fotografia delle 880 cooperative sociali attive in Emilia-Romagna (di cui il 77%, pari a 677, iscritte all’Albo Regionale di categoria) emersa nel corso della commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli che ha fatto il bilancio dei risultati raggiunti dalle norme regionali per il sostegno alla cooperazione sociale, ovvero a quelle cooperative che puntano all’impiego di persone fragili e svantaggiate, offrendo loro una valida alternativa alla disoccupazione o ai soli sussidi. Numeri alla mano l’Emilia-Romagna, si colloca tra le prime dieci regioni per numero di cooperative sociali e, insieme alla Lombardia e al Lazio, sul podio per l’importanza di questa tipologia di impresa per l’occupazione e l’economia regionale.

Cooperative sociali, un settore importante

“Stiamo parlando di un settore molto importante della vita economica e sociale della nostra comunità”, ha spiegato aprendo i lavori della commissione il presidente Muzzarelli a voler sottolineare la rilevanza del terzo settore e della cooperazione sociale.
Nicola Marcello (FdI) sottolinea come occorra ragionare su dati aggiornati per «comprendere come è variato nel tempo il numero di occupati, sui territori il terzo settore appare in difficoltà, anche rispetto ai rapporti con il pubblico», mentre Simona Lembi (Pd) ricorda che «si tratta di un settore settore particolarmente strategico e che da un lato realizza servizi a beneficio della collettività, dall’altro offre lavoro alle persone più fragili. Non si tratta di beneficenza, ma di una visione più ampia del mercato. Questi lavori, però, andrebbero meglio remunerati».

Un po’ di dati

Dal punto di vista della redditività, le cooperative hanno registrato un utile aggregato pari a 32,9 milioni di euro. Si tratta di un risultato che riflette l’eterogeneità del settore: circa tre quarti delle cooperative hanno chiuso l’esercizio con un avanzo di gestione, mentre il restante quarto ha registrato un disavanzo e dunque un bilancio negativo. Pochissime cooperative, solo tredici (pari all’1,9% del totale), superano i 50 milioni di euro di fatturato annuo, ma insieme generano oltre un miliardo di euro, pari a circa il 40% dei ricavi complessivi del settore. Poco più numerose, 46 cooperative (il 7,0%), rientrano nella fascia intermedia dei ricavi tra 10 e 50 milioni e rappresentano il 30% del totale (800 milioni di euro). A seguire troviamo 120 cooperative “piccole” con ricavi compresi tra 2 e 10 milioni, che pesano per il 17,9% del totale (535 milioni di euro). La stragrande maggioranza, ben 497 cooperative (pari al 73,2%), rientra infine nella categoria “micro”, con ricavi inferiori ai 2 milioni, e nel complesso contribuisce solo per il 10% ai ricavi aggregati (282 milioni di euro).

I posti di lavoro

Diversa è la situazione se si guarda alla distribuzione per numero di dipendenti, che appare più equilibrata. Le cooperative con oltre 250 dipendenti sono 36, pari al 5,3% del totale, mentre quelle con una dimensione media (tra 50 e 250 addetti) sono 97, il 14,3%. La quota maggiore è rappresentata dalle cooperative con una forza lavoro compresa tra 10 e 50 unità (piccole), che sono 259 (38,3%), mentre le realtà più piccole, con meno di 10 dipendenti (micro), ammontano a 285, pari al 42,1% del totale.

La suddivisione territoriale

La provincia di Bologna presenta la concentrazione più elevata, con 134 cooperative pari al 19,8% del totale. Seguono Forlì-Cesena con 93 cooperative (13,7%), Reggio Emilia con 83 (12,3%), e le province di Modena e Parma, entrambe con 79 cooperative (11,7% ciascuna). La provincia di Rimini conta 66 cooperative (9,7%), mentre Piacenza ne ospita 52 (7,7%). Chiudono la distribuzione Ravenna con 46 cooperative (6,8%) e Ferrara con 45 (6,6%). Dal punto di vista della dimensione aziendale, spiccano in particolare le cooperative localizzate nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena, che risultano mediamente più grandi rispetto a quelle attive nelle altre aree del territorio regionale.

La svolta rosa della Governance

Il 41% delle cooperative ha presidenti donne (+ 6% rispetto al 2018) e le donne presidenti risultano mediamente più giovani di circa due anni rispetto agli uomini. L’età dei presidenti, racconta che solo il 3% ha meno di 35 anni, mentre oltre il 16% ha più di 65 anni (contro il 12% rilevato nel 2018). La fascia di gran lunga più numerosa è quella compresa tra i 45 e i 65 anni, che rappresenta il 66% del totale. La “svolta rosa” degli ultimi decenni trova conferma anche per quanto riguarda la partecipazione ai consigli di amministrazione delle cooperative sociali: infatti, il 49% dei componenti dei cda sono donne.