«Sostenibilità significa competitività»: il 2025 di Laminati Cavanna
Basterebbero i numeri a testimoniare la sostenibilità della Laminati Cavanna, media impresa piacentina che è leader nel settore dell’imballaggio flessibile, oltre ad altre specializzazioni. Dietro alla crescita della società e ai passi avanti in tema manageriale, sociale e ambientale c’è soprattutto un impegno e una quotidianità fatta di rapporti umani e formazione dei giovani. Nella sede di Calendasco è stato presentato nel pomeriggio del 25 giugno il secondo Bilancio di sostenibilità, riferito all’anno 2025.
A redigerlo è stata Damaris Prisacaru, studentessa iscritta al primo anno della laurea magistrale in Scienze dell’economia e della gestione aziendale dell’Università Cattolica di Piacenza che ha terminato i sei mesi del programma MyMentor “guidata” da Anna Paola Cavanna, presidente dell’azienda.
Organico e sostenibilità ambientale
Fondata nel 1969, Laminati Cavanna Spa può contare su un team di 56 collaboratori altamente qualificati (compresa la presidente), tutti assunti a tempo indeterminato e quasi tutti con contratto full time.
Fra i 55 dipendenti, 49 sono uomini (la maggior parte operai) e 6 sono donne. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 30 e i 50 anni (22 collaboratori), poi quelli con più di 50 anni (18) e con meno di 30 anni (15). La media salariale maschile è di 2.456 euro, quella femminile (tutte impiegate, nessuna operaia né dirigente) di 2.180. Fra i dati che spiccano di più nel 2025, come ha spiegato Damaris Prisacaru, le 360 tonnellate di solvente recuperato (che hanno consentito un risparmio di 360mila euro), il 91% di rifiuti avviati a recupero e l’ottenimento della certificazione Uni En Iso 14001. In ottica di decarbonizzazione, sono state risparmiate 720 tonnellate di CO2 che equivalgono a 36mila alberi piantati. L’azienda ha un fatturato di 9 milioni 307mila euro e nel 2025 ha distribuito oltre 83mila euro in bonus ai dipendenti (tra fringe benefit, premio presenza e premio produzione).
La formazione
Oltre alla formazione finanziata attraverso i fondi interprofessionali Fondimpresa e Fondirigenti, nel corso del 2025 l’azienda ha superato positivamente il bando Fondo Nuove Competenze, ottenendo un monte ore di formazione finanziata pari a 30 ore per ciascun dipendente. L’iniziativa contribuisce a rafforzare competenze tecniche, digitali, ambientali e organizzative.
Nel 2025 sono state in tutto 1.280 le ore di formazione svolte (23,76 pro capite), di cui 148 sul tema della sostenibilità e 252 riservate alle dipendenti donne. Inoltre, l’anno scorso si è consolidato lo sviluppo della Laminati Cavanna Academy, l’iniziativa aziendale dedicata alla formazione continua e alla valorizzazione delle competenze interne. Nella sede di Calendasco sono stati predisposti spazi dedicati alla formazione, con aule attrezzate e un laboratorio destinato ad attività pratiche e a test sui materiali, che consentono ai partecipanti di approfondire aspetti tecnici legati alle materie prime e ai poliaccoppiati e di applicare direttamente le conoscenze ai processi produttivi.
Lo sviluppo dell’Academy, insieme ad altre iniziative aziendali in ambito digitale e green, è stato sostenuto anche da un Bando della Regione Emilia-Romagna.
L’aspetto sociale
Laminati Cavanna offre strumenti di welfare aziendale a tutti i dipendenti (premi produzione, scontistiche/convenzioni con esercizi commerciali e previste dall’appartenenza ad associazioni di categoria, sconti su prestazioni mediche, buoni benzina e buoni spesa) e si impegna per le pari opportunità, contrastando le discriminazioni con una governance inclusiva. Importante anche il supporto alle comunità locali con donazioni ad associazioni come Assofa, Airc e Croce Rossa Italiana e sponsorizzazioni sportive.
Nell’ultimo anno gli investimenti per il territorio sono aumentati da 24.465 a 54.158 euro (+121,4%): tra questi spiccano quelli per cultura ed eventi (da 200 a 2.862 euro, +1.331%). La fetta più corposa è quella per sport e giovani: 46.500 euro (+125,7%). Laminati Cavanna è stata una delle prime aziende europee a dotarsi di un defibrillatore accessibile a tutti i dipendenti e sostiene attivamente l’associazione Progetto Vita.
“Intessere relazioni”
Alla presentazione del Bilancio di sostenibilità sono intervenuti Massimo Calvisi, capo della filiale di Piacenza della Banca d’Italia, Angelo Manfredini, direttore della sede di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Francesco Timpano, professore ordinario di Politica economica dell’Università Cattolica, Stefano Brugnelli, responsabile sostenibilità dello Studio Brugnelli, e Damaris Prisacaru, studentessa che ha redatto il bilancio.
Presenti anche rappresentanti del consolato di Piacenza dei Maestri del Lavoro e di Federmanager.
“La sostenibilità è quasi un fattore di sopravvivenza per le aziende”, ha detto Calvisi, che ha presentato le politiche e le azioni “sostenibili” della Banca d’Italia.
Per Manfredini, il rapporto tra atenei e imprese è importante perché “l’università non va intesa solo come trasmissione di conoscenze, ma in un percorso di crescita anche personale e valoriale. Mettere al centro l’esperienza del sapere è decisivo”. Sul progetto MyMentor: “Selezioniamo un centinaio di studenti all’anno e li accompagniamo: non è un semplice tutoraggio ma un incontro personale in cui i mentor raccontano tutta la loro esperienza. L’incontro diventa un’occasione per intessere relazioni che diventano anche amicizie”.
Sostenibilità è competitività
Il professor Timpano ha spiegato che la sostenibilità non va più intesa come dieci anni fa. “Prima si pensava di dover restituire ciò che si toglieva al sistema, ma è importante capire che un’azienda più sostenibile è un’azienda più competitiva. Vincere la competizione è l’obiettivo. Il Bilancio di sostenibilità è una presa di coscienza di ciò che si è fatto”.
La competitività passa anche dall’innovazione tecnologica “che arriva anche in settori cruciali”. “Se non la cogliamo, rischiamo di andare velocemente fuori mercato: non possiamo permettercelo, perché il sistema crollerebbe”, ha detto Timpano.
“Gli studenti sono attirati dal mondo della consulenza, ma io li sollecito a entrare in contatto con le aziende manifatturiere: la sostenibilità va fatta anche nel settori più complicati”.
Stefano Brugnelli ha revisionato il bilancio prima della pubblicazione. Nel suo intervento si è congratulato con Prisacaru e ha sottolineato che “la sostenibilità è prima economica e poi ambientale e sociale”.
Laminati cavanna, esperienza “pratica” e umana
“Ho il compito di dare l’indirizzo alla mia azienda – ha detto Anna Paola Cavanna – ma senza collaboratori non potrei fare nulla. Do fiducia a questi giovani di MyMentor: l’anno scorso Giuseppe (Iorio, nda) voleva sapere come si diventa imprenditori. In questo modo si riesce a trasmettere «pezzi di vita»”.
Dopo la presentazione dei dati, Damaris Prisacaru ha speso alcune parole sul proprio percorso: “In questi sei mesi non ho imparato solo aspetti pratici, le nostre chiacchierate mi hanno arricchito anche dal punto di vista personale. Sono riuscita a vedere come la sostenibilità si può tradurre in azioni concrete e adesso ho in mente una figura da seguire: Anna Paola. Vorrei diventare come lei”.
