Quarant’anni di Unicoop: “La fiducia è un atto di responsabilità”
“La fiducia è una responsabilità quotidiana”. Quelli che lavorano nei servizi alla persona lo sanno bene: accanto alla professionalità e alle competenze, c’è un valore che non può mancare nel rapporto con la comunità, con gli “ospiti” delle strutture e con le loro famiglie.
La cooperativa sociale Unicoop ha festeggiato i suoi primi quarant’anni lo scorso 12 giugno con un’assemblea pubblica nella Sala degli arazzi della Galleria Alberoni: otto le persone intervenute durante la cerimonia, ognuna di esse ha portato la propria esperienza di fiducia. “Una comunità esiste davvero quando chi è fragile non viene lasciato indietro, prendersi cura degli altri è un atto rivoluzionario” ha detto la presidente di Unicoop, Marialuisa Contardi.
Quarant’anni fa nacque Unicoop
Testimone della fondazione della cooperativa sociale è Cosetta Maldina, che il 15 marzo 1986 contribuì a fondarla insieme ad altri dodici giovani, concretizzando un’idea di don Giorgio Bosini.
“È una storia che non finirà sui libri di scuola, ma fa parte della vita di tutti noi” ha detto. “Quando don Bosini mi convocò nel suo ufficio di via San Giovanni per chiedermi di dare vita a una nuova cooperativa, non ne capivo il vantaggio, ma decisi di mettermi in gioco insieme ad altre persone sconosciute. Mi fidai e poi iniziai a capire” ha detto.
Quel giorno, davanti al notaio Boscarelli, c’erano anche Sergio Bernazzani, Roberta Taddei, Rosa Ghiotti, Giancarlo Battini, Giuseppe Bussandri, Tiziano Carini, Pier Angelo Solenghi, Maria Pia Pozzoli, Corrado Gregori, Alessandra Pezzoni, Giovanni Carini e Daniela Sartori. Quasi tutti, all’epoca, avevano meno di trent’anni.
Foti: “La fiducia è un atto
di responsabilità”
Dopo il videomessaggio della sindaca di Piacenza Katia Tarasconi è intervenuto il ministro Tommaso Foti, che ha riflettuto sul valore della fiducia nella politica. “È l’architrave della società, sulla base della fiducia si scommette sugli altri – ha detto –. La credibilità e l’affidabilità di un governo rappresentano l’indice di fiducia di uno Stato”. Con riferimento a Unicoop, il ministro ha osservato che “se per quarant’anni aumentano fatturato, servizi e dipendenti significa che è cresciuta anche la fiducia verso l’impresa”. “La fiducia è un atto di responsabilità, le società che crescono sono quelle in cui la fiducia non viene mai meno”.
Reggi: “un progetto con basi solide”
Il contributo di Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è partito dall’esperienza personale della recente scomparsa della madre. “Il lutto mi ha insegnato a riconoscere la fiducia nelle persone che contano” ha detto. “Grazie a voi che l’avete accompagnata, le avete restituito la voglia di vivere che aveva perso”. “Quarant’anni non sono un caso – ha proseguito Reggi – una società dura se ha costruito un progetto con basi solide, siete stati capaci di intercettare i bisogni che man mano cambiavano e a dar loro una risposta. Pensando al futuro, la parola fiducia sarà la base del nuovo welfare e caratterizzerà l’attivazione di nuovi servizi. Bisogna affidarsi alle persone che meritano fiducia”.
Una nuova fondazione
per aiutare ragazzi fragili
All’esperienza dei “pionieri” si affianca quella di Chiara Chiappelloni, diventata socia due anni fa e oggi coordinatrice del servizio di quartiere. “Sono entrata in cooperativa quando già era una realtà solida – ha detto -. La mia esperienza in Unicoop è una storia di fiducia, iniziata quando ero tirocinante nella Casa di riposo del Facsal”. L’imprenditore Stefano Mattioli, di origini piacentine e da vent’anni residente a Roma, ha raccontato di aver conosciuto la fiducia dopo alcuni momenti bui della propria vita. Ha parlato della dolorosa separazione dei genitori avvenuta quando era bambino e del Covid, che lo ha costretto al ricovero nel 2020. Usando come metafora il celebre verso di De André – “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” – Mattioli ha rivelato di aver lasciato il proprio lavoro da manager dopo l’ultima esperienza ospedaliera. Perché? “Per aiutare ragazzi e ragazze in condizioni di fragilità”. E ha annunciato: “Costituiremo una fondazione a Piacenza per dare fiducia, vicinanza e presenza a questi ragazzi”.
Casa Chiara e il Gruppo Up!
“Senza fiducia non si sarebbe fatto nulla” ha detto infine Francesca Cavozzi, vicepresidente Unicoop. Cavozzi è salita sul palco insieme ad alcuni ospiti di Casa Chiara, il progetto di cohousing che coinvolge persone con sindrome di Down che appartengono al Gruppo Up! nell’appartamento di via Scalabrini 62. L’assemblea è stata poi chiusa al pubblico ed è proseguita con i soli soci, che hanno poi cenato tutti insieme nel giardino della Galleria Alberoni.
