«Val Nure e Chero Festival-Schegge di Storia», al via l’edizione 2026
di Redazione  
12 Giugno 2026

«Val Nure e Chero Festival-Schegge di Storia», al via l’edizione 2026

C’è una valle che in estate si trasforma in un grande racconto collettivo. Una valle fatta di piazze accese al tramonto, colline attraversate dalla musica, parole che diventano incontro e memoria. È la Val Nure e Chero, che nell’estate 2026 torna ad accogliere il pubblico con una nuova edizione, la terza, del Val Nure e Chero Festival – Schegge di Storia, una rassegna culturale diffusa che unisce nove Comuni in un unico grande progetto di territorio.

Carpaneto, Pontenure, San Giorgio Piacentino, Podenzano, Vigolzone, Ponte dell’Olio, Bettola, Farini e Ferriere diventano così le tappe di un viaggio che intreccia giornalismo, letteratura, musica, divulgazione e spettacolo, portando tra borghi, piazze e paesaggi della vallata alcune delle voci più autorevoli e amate del panorama culturale italiano e internazionale. Il festival, gratuito e aperto a tutti, nasce con l’obiettivo di creare occasioni autentiche di incontro e partecipazione, valorizzando insieme cultura e territorio. Non soltanto eventi, ma esperienze condivise: momenti capaci di accendere riflessioni, creare relazioni e raccontare l’anima più autentica della provincia italiana.

Il progetto è organizzato da Fedro con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, all’interno del cartellone estivo della Val Nure.

Un progetto sul valore delle relazioni

Mario Magnelli, Vicepresidente Fondazione di Piacenza e Vigevano: «Il Val Nure e Chero Festival è molto più di una rassegna culturale: è un progetto che racconta il valore delle relazioni, della conoscenza e della partecipazione. Ogni appuntamento nasce dalla volontà di portare contenuti di alto livello nei luoghi della vita quotidiana, trasformando piazze, borghi e paesaggi della vallata in spazi di dialogo, scoperta e condivisione. L’edizione 2026 propone un programma ricco e multidisciplinare. Un percorso che invita il pubblico a interrogarsi sul presente, a conoscere meglio il passato e a immaginare il futuro attraverso il contributo di ospiti autorevoli provenienti da ambiti diversi. Siamo convinti che la cultura rappresenti uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il senso di comunità e generare nuove opportunità per il territorio. Per questo motivo, tre anni fa, abbiamo dato impulso alla nascita di questo festival che mette al centro le persone, valorizza le eccellenze locali e contribuisce a far conoscere la straordinaria ricchezza culturale e paesaggistica della Val Nure e Chero».

La cultura, uno strumento di crescita

«La terza edizione del Val Nure e Chero Festival – Schegge di Storia rappresenta un importante traguardo per il nostro territorio e per la collaborazione tra i nove Comuni che hanno scelto di investire insieme nella cultura come strumento di crescita, partecipazione e valorizzazione delle nostre comunità. – sottolinea Luigi Salice, consigliere d’Amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano – In un tempo in cui è sempre più necessario creare occasioni di incontro e confronto, questa rassegna dimostra come la cultura possa diventare un elemento capace di unire persone, generazioni e territori diversi attorno a valori condivisi.  Il nostro obiettivo è contribuire a costruire una proposta di qualità che valorizzi l’identità della vallata e ne rafforzi l’attrattività, promuovendo al tempo stesso una visione di territorio aperta, dinamica e capace di guardare al futuro. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione e invito il pubblico a partecipare numeroso a un percorso che, ancora una volta, farà della cultura un patrimonio accessibile a tutti».

La storia, il filo conduttore della rassegna

«Abbiamo immaginato un festival capace di essere insieme autorevole e accessibile, popolare ma mai superficiale – spiega Davide Rossi, presidente di Fedro –. “Schegge di Storia” nasce dalla convinzione che esistano vicende, parole e testimonianze che il tempo non indebolisce, ma rende ancora più necessarie. La storia continua a parlarci, ci aiuta a comprendere il presente e ci offre strumenti fondamentali per interpretare il nostro tempo. Non è un caso che il filo conduttore della rassegna sia la celebre riflessione del filosofo George Santayana: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”. Portare un progetto culturale di questo livello in Val Nure significa anche affermare con forza che i territori considerati periferici possono diventare luoghi centrali della cultura contemporanea. Questa vallata custodisce autenticità, bellezza, tradizioni, paesaggio e un forte senso di comunità: elementi che meritano di essere raccontati e vissuti».

Un’opportunità di crescita

«Abbiamo voluto costruire un festival diffuso – prosegue Davide Rossi – che non fosse soltanto una successione di eventi, ma un’esperienza collettiva fatta di incontri, riflessioni e relazioni umane. Portare qui grandi nomi del giornalismo, della musica, della letteratura e della divulgazione significa creare opportunità di crescita culturale e sociale, valorizzando allo stesso tempo l’identità del territorio e un’idea di turismo lento, attento e consapevole. Perché la cultura, quando riesce davvero a coinvolgere le persone, lascia sempre un segno».

Per Fabio Callegari, vicesindaco e assessore alla Cultura di Ponte dell’Olio, Comune capofila del progetto: «Questa rassegna rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra amministrazioni e realtà culturali. La Val Nure dimostra di poter fare rete e di saper costruire progetti ambiziosi, capaci di coinvolgere pubblici diversi e valorizzare le identità plurali della nostra vallata».

Valnure e Chero Festival: un viaggio culturale che attraversa nove Comuni

Il calendario 2026 accompagnerà il pubblico lungo tutta l’estate con un percorso culturale capace di intrecciare giornalismo, divulgazione, letteratura, scienza e musica.
Ad aprire il festival, nel mese di giugno, saranno alcune tra le firme più autorevoli del panorama dell’informazione italiana: Alessandro Sallusti a Vigolzone, Mario Calabresi a Carpaneto Piacentino e Paolo Condò a Podenzano offriranno occasioni di riflessione sui grandi temi dell’attualità, della politica, dello sport e della società contemporanea. 
Nello stesso periodo, San Polo di Podenzano ospiterà un ulteriore appuntamento dedicato al dibattito pubblico e all’approfondimento giornalistico.

Luglio: divulgazione e confronto tra saperi

Luglio sarà il mese della divulgazione e del confronto tra saperi diversi. Giulia Innocenzi porterà a Pontenure il suo lavoro di inchiesta e sensibilizzazione sui temi ambientali e sociali. Gabriella Greison sarà protagonista a Ponte dell’Olio con un reading-spettacolo che unisce scienza, teatro e narrazione.
A Podenzano, il professor Luigi Cavanna e il professor Alessandro Candido dell’Università Bicocca affronteranno il tema “Cure di prossimità e diritto all’oblio: una nuova idea di dignità”. Offriranno uno sguardo innovativo sul rapporto tra medicina, diritti e persona.

La musica sarà protagonista nella seconda parte dell’estate. A Ferriere andrà in scena una serata speciale dedicata a Lucio Battisti con Dario Ciffo, storico violinista degli Afterhours, seguito dal concerto degli OMINI, band rivelazione di X Factor, con un repertorio dedicato ai grandi successi rock degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta.

Musica in alta Valnure

La musica sarà protagonista nella seconda parte dell’estate. A Ferriere andrà in scena una serata speciale dedicata a Lucio Battisti con Dario Ciffo, storico violinista degli Afterhours, seguito dal concerto degli OMINI, band rivelazione di X Factor, con un repertorio dedicato ai grandi successi rock degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta.

Ad agosto Bettola accoglierà Silvia Mezzanotte con il concerto “Le mie Dive”, un omaggio alle grandi interpreti della musica italiana e internazionale. Farini ospiterà lo Stephanie Ocean Ghizzoni Quartet con “Mimì”, uno spettacolo musicale dedicato alla figura e all’eredità artistica di Mia Martini.

Si continua a settembre

A settembre il festival tornerà ad approfondire il rapporto tra storia, cronaca e narrazione con Carlo Lucarelli a San Giorgio Piacentino. La chiusura autunnale vedrà protagonista Federico Faggin a Ponte dell’Olio in un incontro dedicato all’innovazione, alla tecnologia e alle prospettive del futuro. Completeranno il programma un appuntamento con Paola Albini, dedicato al tema del talento e del design come esperienza di crescita personale e professionale. Un ulteriore evento è in fase di definizione a Podenzano.

Un Festival che diventa racconto collettivo

La terza edizione del Val Nure e Chero Festival – Schegge di Storia si conferma così come un grande racconto collettivo capace di unire linguaggi, discipline e sensibilità differenti, trasformando la Val Nure in un laboratorio diffuso di cultura, dialogo e partecipazione nel cuore della provincia piacentina.

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