Emporio Solidale Valtaro, apre la nuova sede
Svolta per l’Emporio Solidale Valtaro di Borgotaro: sabato 27 giugno alle ore 16 si inaugura ufficialmente la nuova sede in via De Gasperi, negli spazi che coronano un obiettivo al quale sono state dedicate molte fatiche degli ultimi mesi.
“Una porta aperta”
Nato come associazione di associazioni e attivo dal luglio 2013, a inizio 2025 l‘Emporio Solidale – nel contesto delle evoluzioni normative legate al Runts – si è riorganizzato come associazione di volontariato Borgotaro Solidale Odv, presieduta da don Angelo Busi, parroco di Borgotaro, e guidata da un direttivo di cinque consiglieri con due revisori dei conti. “è, in modalità adatte ai tempi, il modo – spiega don Angelo Busi – con cui oggi i cristiani continuano a restare attenti all’altro e ad aiutare chi è in difficoltà: nel solco dell’intuizione iniziale, teniamo una porta aperta quando tutte le altre si chiudono”. All’opposto delle logiche del conflitto che stanno soffocando il futuro, quella dell’Emporio Solidale Valtaro è una risposta concretamente “politica” alla povertà, una risposta unitaria scaturita – in tempi difficili come quelli della crisi dei subprime esplosa a fine 2008 negli Usa, con successivi effetti globali – dal territorio di Borgotaro. Una realtà che, in questo senso, ha una lunga storia: basta pensare all’opera del Gruppo Vincenziano e della Caritas diocesana.
Esigenze in crescita
Pur rimanendo un centro vivace e un presidio fondamentale della vallata, grazie alla presenza di servizi sanitari, scuole e uffici amministrativi, anche Borgotaro non è esente da alcune delle problematiche (dallo spopolamento al pendolarismo, dalle questioni legate all’immigrazione alle chiusure di attività) che interessano tutto l’Appennino. Nel 2025 l’Emporio Solidale Valtaro ha seguito regolarmente 123 famiglie, per un totale di 369 persone tra le quali ben 110 minori. Nel tempo, numeri in crescita e ragioni logistiche e di sicurezza hanno reso necessario abbandonare i vecchi locali di Casa Molinari, messa gratuitamente a disposizione dalla parrocchia, nell’ottica di una Chiesa consapevole delle difficoltà di chi è ai margini della vita. Là continueranno molte altre attività: dal catechismo all’ospitalità dei pellegrini della Via degli Abati, fino a momenti di incontro e di gruppo.
Contesto e sfide
Usufruendo dell’accesso ad un bando regionale (altre fondi arrivano per esempio dai Piani di Zona e dal Comune), a inizio 2026 è stato possibile mettere in cantiere il nuovo punto operativo. I lavori di adeguamento hanno visto il primo importante passo nel mese di febbraio con l’arrivo della cella del fresco, elemento fondamentale per la gestione della frutta e verdura fornita gratuitamente dal progetto Cal di Parma. Questa prima operazione (come raccontato dal sito emporiovaltaro.it) ha segnato l’effettivo inizio dei lavori di sistemazione. “L’Emporio Solidale Valtaro – spiega il volontario Giuseppe Capella – distribuisce 180/190mila euro di alimenti all’anno, alleggerendo il bilancio delle famiglie. Funziona anche come un’antenna sul territorio, in costante interlocuzione con i Servizi sociali”. Al momento la struttura può contare su 13-14 volontari operativi e circa 20 in totale: la distribuzione avviene in un solo giorno alla settimana, ma l’obiettivo è aumentare i giorni di apertura. Mentre si rimboccano le maniche per l’immediato, i volontari guardano già al futuro pensando anche a nuovi e ulteriori servizi come uno sportello energia: “L’obiettivo – dettaglia Giuseppe – è attivare uno sportello informativo sulle bollette e sul mercato libero dell’energia, oltre a corsi di gestione dell’economia familiare, per aiutare soprattutto chi non padroneggia la lingua o la burocrazia”.
Welfare generativo
“Molti dei volontari attuali – prosegue Giuseppe – sono ex utenti dell’Emporio”: si tratta di un “welfare generativo” assicurato da una struttura che ospita anche persone che svolgono lavori socialmente utili o tirocini di vario tipo. Ma quali sono le prospettive? “L’attività – rileva Giuseppe – ha circa due anni di autonomia garantita. Per il futuro si punta su nuovi bandi… e sulla Provvidenza, che spesso arriva quando c’è più bisogno”. Decisivo per il futuro sarà il ruolo dei volontari: è aperta la ricerca di forze fresche, e si può fornire il proprio supporto in base al tempo disponibile.
“Invece di lasciare, raddoppiamo”
“Invece di lasciare, raddoppiamo” commenta don Angelo, citando la storico quiz tv di Mike Bongiorno. “L’apertura di un nuovo spazio solidale a Borgo Val di Taro è un segnale di speranza: di fronte alla crescente fragilità che coinvolge sempre di più le fasce più deboli della popolazione, la comunità sceglie di dedicare nuovi spazi e nuove energie a famiglie e minori in attesa di solidarietà. è un indirizzo culturale, religioso e umano. Questa realtà non è nata solo dalla parrocchia ma dal territorio, però la parrocchia ha interpretato i mutamenti in corso: se leggi impari a scrivere e poi anche a scrivere meglio, a scrivere una storia buona”. “Il nostro tempo è a rischio – avverte don Angelo Busi – perché le parole fraternità e solidarietà rischiano di essere cancellate dal vocabolario. Heidegger parlava di «sentieri interrotti»: noi dobbiamo tenere pulito il sentiero della solidarietà”.
Working poor
All’Emporio Solidale Valtaro si rivolgono per il 75-80% utenti provenienti da Borgotaro e, in misura minore, dai Comuni limitrofi dell’alta Valtaro. L’Emporio dona alimenti, prodotti per l’igiene e materiale non alimentare per il contrasto a fenomeni di povertà materiale, alimentare ed educativa, tutti fattori di rischio. L’accesso avviene grazie ad una tessera a punti nominale pre-caricata in base al numero di componenti del nucleo famigliare e del reddito. Precedentemente bisogna sostenere un colloquio di ascolto delle problematiche della famiglia e avere un reddito Isee specifico che attesti la situazione di indigenza o di alto rischio. L’approvvigionamento dei beni è garantito attraverso la donazione diretta da aziende, da altre donazioni e da collette alimentari.
IL REPORT – L’Emporio realizza, da alcuni anni, un report che è strutturato per offrire uno “storico” di attività e dati e confronti coerenti tra le annate. Emergono principalmente due dinamiche:
•Working poor – Tra chi fatica e deve chiedere aiuto, c’è anche chi ha un lavoro stabile: si tratta soprattutto di famiglie di migranti monoreddito con stipendi intorno ai mille euro al mese, che devono spesso sostenere affitti da 400 euro al mese.
•Minori e infanti – L’Emporio Solidale Valtaro assiste famiglie che assommano, al proprio interno, un’alta percentuale di minori e infanti: nel caso degli provenienti da Borgotaro, l’incidenza della povertà sul target degli infanti raggiunge il 15,7%.
