Un progetto per tornare alla vita ordinaria
di Redazione  
29 Maggio 2026

Un progetto per tornare alla vita ordinaria

Grazie all’8xmille, la Fondazione La Ricerca con il percorso “Bussola” ha accompagnato verso l’autonomia chi sta terminando il percorso di cura

Valeria Menta di Fondazione La Ricerca

Valeria Menta, responsabile Ufficio progettazione della Fondazione “La Ricerca”.

Il nome “Bussola” suggerisce già l’obiettivo del progetto: orientare, ma anche formare e reintrodurre nella società quelle persone che si sono allontanate e ora svolgono un percorso di cura per tornare a una quotidianità sana. È un’attenzione che la Fondazione La Ricerca ha da sempre, ma nel 2025, grazie al contributo di 15mila euro proveniente dall’8 per mille alla Chiesa cattolica, è stato possibile trasformarla in un progetto strutturato, con un’attività più intensa.

 

Gli obiettivi

“Bussola” ha permesso di realizzare attività di orientamento, formazione e inserimento lavorativo per più di venti persone attualmente inserite nelle comunità Emmaus, Don Venturini, La Vela, Luna stellata e Stella del mattino e nel Laboratorio protetto di via Zoni, in convenzione col Comune di Piacenza. Obiettivi del percorso sono stati accrescere le competenze, acquisire le informazioni necessarie per approcciarsi al lavoro, favorire la sperimentazione in ambiti di lavoro protetti in vista di un progetto di autonomia per persone in situazione di marginalità sociale, precarietà socioeconomica, nonché tossicodipendenti in fase di reinserimento post cura.

Progetto Bussola di Fondazione La Ricerca

Un incontro nell’ambito del Progetto Bussola.

La formazione

I partecipanti sono stati scelti dagli operatori de La Ricerca in base alla situazione raggiunta all’interno del percorso di cura. Il progetto, che ha abbracciato l’intero 2025 con incontri periodici, ha offerto diverse attività pratiche, come ad esempio il supporto nella redazione del curriculum, fondamentale per il reinserimento sociale una volta recuperata l’autonomia.
“L’attività formativa – spiega Valeria Menta, responsabile Ufficio progettazione della Fondazione La Ricerca – è stata incentrata su tre argomenti: conoscenza della rete del territorio, ossia di tutti i servizi a disposizione, dai patronati alla formazione professionale; educazione finanziaria, e quindi come strutturare un budget, come programmare gli obiettivi finanziari e domestici, come prevenire la violenza economica; e infine la conciliazione vita-lavoro, tema importante soprattutto per le donne con figli che non possono contare su una rete di sostegno”. Per alcune iniziative, come l’educazione finanziaria, gli utenti sono stati divisi in gruppi.

Tornare in società

Alle attività di orientamento hanno partecipato dodici persone, mentre alla formazione le presenze sono state ventitré. I tirocini lavorativi, attivati presso il Laboratorio protetto di via Zoni o altre realtà come imprese o enti del terzo settore, hanno riguardato tredici persone. “Sono tutti inseriti in percorsi di riabilitazione e cura – precisa Menta – e questo percorso li accompagna nell’orientamento e nella formazione lavorativa durante l’ultimo periodo da ospiti della comunità: il progetto fa parte del percorso di cura, l’obiettivo non è trovare un lavoro ma far riprendere contatto con la società a persone che l’hanno perso”.
“Ci sono persone – dice – che avevano un lavoro e hanno preso un’aspettativa per curarsi, loro torneranno alla loro attività. Altri invece hanno bisogno di un aumento di competenze per essere reimmessi nel mondo del lavoro: c’è chi ha concluso un percorso di studi, ma anche chi non l’ha completato. A seconda della base di partenza e della situazione di ognuno si valuta cosa fare”. Al progetto hanno lavorato sei operatori, tutte risorse interne della Fondazione La Ricerca.

Francesco Petronzio

 

La cura nei diversi spazi lavorativi

I percorsi individualizzati

(f. p.) Le persone coinvolte nel progetto “Bussola” sono inserite nelle comunità della Fondazione La Ricerca e nel Laboratorio protetto, uno spazio lavorativo per persone, spesso con problematiche di salute, in carico ai servizi riabilitativi del Servizio dipendenze patologiche del Centro salute mentale di Piacenza e ai Servizi sociali comunali o in esecuzione penale esterna.
I percorsi individualizzati sono inseriti nel catalogo di offerta degli enti accreditati dall’Ausl, con cui la Fondazione La Ricerca è convenzionata.  “La Vela”, a Justiano di Vigolzone, è una comunità terapeutica residenziale per uscire dalle dipendenze. Alla “Pellegrina” ci sono due comunità: la “Don Venturini”, fondata nel 1993 per volontà della diocesi per accogliere i malati di Aids, e “Emmaus” che ospita persone con doppia diagnosi (tossicodipendenza e disturbi psichiatrici). Nel complesso di via Bubba vivono due comunità che accolgono mamme con bambini: “Luna stellata”, in convenzione con l’Ausl, per le donne che escono dalle dipendenze, e “Stella del mattino” che accoglie e protegge le madri che hanno avuto un vissuto difficile o che tuttora stanno vivendo in condizioni di gravi difficoltà.

 

 

 

Guida alla firma 2025

Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.

Modello 730

Questo modello comprende la scheda “MODELLO 730-1 Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”. Si firma dentro la casella nell’area dedicata all’8xmille.

È obbligatorio fare il 730?
Utilizzare il modello 730 non è obbligatorio ma può essere vantaggioso, in quanto lavoratori dipendenti e pensionati, in possesso di altri redditi oltre allo stipendio da lavoro dipendente o la pensione ottengono da parte dello Stato il rimborso del credito che emerge dal modello 730 (ad esempio, per effetto di oneri detraibili/ deducibili) direttamente nella busta paga o nella rata di pensione.
Se invece dal 730 emergono delle imposte da versare, vengono sottratte al contribuente direttamente dalla retribuzione o dalla pensione e documentate in busta paga.

Quando e come si presenta il mod. 730?
Il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre al CAF o al professionista abilitato o al sostituto d’imposta.
In alternativa, il contribuente può presentare il modello 730 precompilato e il 730-1 con la scheda per l’8xmille direttamente via internet attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

Modello Redditi

Questo modello comprende la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”. Si firma dentro la casella nell’area dedicata all’8xmille e si firma anche in fondo alla seconda pagina.
Una volta compilato, il modello può essere: inviato tramite internet attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate oppure consegnato a un CAF, un commercialista o un ufficio postale.
La scadenza per la consegna coincide con quella per la dichiarazione dei redditi.

Chi può firmare il modello Redditi?
I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello Redditi.

Quando e dove consegnare il mod. Redditi?
Il modello e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 31 ottobre.
Chi predispone da solo il modello, deve effettuare la consegna via internet entro il 31 ottobre, ovvero, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 2 maggio al 30 giugno.

 

Modello CU

Chi ha solo il modello CU e non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi per esprimere la sua preferenza deve compilare la “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”. Si firma dentro la casella nell’area dedicata all’8xmille. La firma va ripetuta anche in fondo alla scheda, nella casella “FIRMA”.
Una volta compilata, la scheda può essere inviata tramite internet. Se invece si consegna tramite CAF, commercialista o ufficio postale, occorre mettere la scheda firmata in una busta chiusa scrivere sulla busta: nome, cognome, codice fiscale e “Scelta per la destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”.
La scadenza per la consegna coincide con quella per la presentazione del modello Redditi.
Chi non trova la scheda allegata al modello CU può scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate quella che si usa per il Modello Redditi. Per compilare la scheda bisogna: inserire i dati anagrafici e il codice fiscale e firmare dentro la casella “Chiesa Cattolica” e nello spazio “Firma” del riquadro “Riservato ai contribuenti esonerati”.

Non cambia nulla per quello che riguarda modi e tempi di consegna.

 

Visita il sito www.8xmille.it/come-firmare

 

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