Dottrina sociale della Chiesa: povertà, ecologia integrale e politiche per il bene comune
È stata organizzata dal Punto Incontro Don Eliseo Segalini nella Sala delle Colonne del Palazzo Vescovile una lezione aperta dal titolo: La questione sociale dalla “Rerum Novarum” alla “Dilexi Te”.
Sono intervenuti Massimo Magnaschi, Susanna Rossi e Andrea Cantù, con il coordinamento di Riccardo Biella. Nell’incontro si è ripercorsa l’evoluzione della dottrina sociale della Chiesa dalla Rerum Novarum (1891) fino a papa Leone XIV, evidenziando il passaggio dal metodo deduttivo ai metodi induttivi (“vedere, giudicare, agire”) e al discernimento comunitario, si è voluto sottolineare la centralità dei poveri come luogo di conversione ecclesiale, l’attenzione alle nuove povertà, alle disuguaglianze e all’ecologia integrale.
Le Encicliche sociali
I temi della povertà già oggetto della enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco, si integrano – ha evidenziato Massimo Magnaschi – con la recente esortazione apostolica di papa Leone, che denuncia la “dittatura di un’economia che uccide”, l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, proponendo l’Amore come scelta di vita capace di trasformazione storica. La parabola del Buon Samaritano diventa criterio operativo: scegliere “da che parte vogliamo stare” e passare dall’assistenza immediata, alla continuità e alla prevenzione.
La lezione richiama l’urgenza di politiche efficaci (chiusura dei paradisi fiscali, città inclusive, piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche) con il coinvolgimento della Chiesa, delle istituzioni e di realtà anche non cristiane, di giovani e sindacati, aprendo una riflessione su tecnologia e intelligenza artificiale al servizio del bene comune.
