Gragnano entra nella Fondazione per le vittime di reato
Il Comune di Gragnano nuovo socio della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato. L’assemblea della fondazione ha votato l’ingresso del Comune martedì 6 maggio in occasione del Ventennale della Fondazione. Il territorio piacentino pertanto non sarà più rappresentato nella fondazione solo dalla Provincia di Piacenza e dal comune capoluogo ma anche dal piccolo comune di Gragnano. “Per la nostra Amministrazione è un atto doveroso” affermano il sindaco Patrizia Calza e il vice sindaco Marco Caviati. Soprattutto dopo aver sperimentato l’efficienza e la vicinanza della Fondazione negli anni scorsi, quando il Comune ha dovuto affrontare un elevato numero di casi da Codice Rosso e la Fondazione ha prontamente risposto alla richiesta di aiuto”.
Le emergenze incontrate a Gragnano
Dopo la parte pubblica celebrata con una serie di eventi alla presenza di Elena Zaccherini, direttrice della Fondazione che ha raccontato vent’anni di impegno spiegando modalità di intervento, risultati e prospettive e di Carlo Lucarelli Presidente della Fondazione che ha parlato di dolore e resilienza, intrecciando comunità e senso di giustizia, si è svolta l’Assemblea.
È stata Luisa Zioni, assistente sociale del Comune, a ripercorrere le tappe di questo incontro e a rappresentare, insieme a Giulia Marzolini, funzionario amministrativo dello stesso servizio, il comune piacentino a Bologna. “Dopo il periodo Covid – ha detto l’assistente sociale – abbiamo dovuto affrontare 12 casi di Codice Rosso in due anni. Donne maltrattate con figli che dovevano essere aiutate a ricostruire le loro relazioni. Chi doveva trovarsi una nuova abitazione e rifarsi una vita in un nuovo contesto sociale. Altre donne dovevano iniziare una attività lavorativa e trovare una situazione abitativa autonoma. Chi per accedere ai percorsi di inserimento lavorativo. Ben quattro donne e madri, grazie al contributo veloce e sburocratizzato della Fondazione, sono state aiutate. Per tutte le situazioni – conclude – la Fondazione è stato fondamentale per rendere le donne-mamme finalmente protagoniste della propria vita, senza separarsi dai figli e tutelandone pertanto una condizione di ordinaria quotidianità”.
