Gragnano entra nella Fondazione per le vittime di reato
di Redazione  
13 Maggio 2025

Gragnano entra nella Fondazione per le vittime di reato

Il Comune di Gragnano nuovo socio della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato. L’assemblea della fondazione ha votato l’ingresso del Comune martedì 6 maggio in occasione del Ventennale della Fondazione. Il territorio piacentino pertanto non sarà più rappresentato nella fondazione solo dalla Provincia di Piacenza e dal comune capoluogo ma anche dal piccolo comune di Gragnano. “Per la nostra Amministrazione è un atto doveroso” affermano il sindaco Patrizia Calza e il vice sindaco Marco Caviati. Soprattutto dopo aver sperimentato l’efficienza e la vicinanza della Fondazione negli anni scorsi, quando il Comune ha dovuto affrontare un elevato numero di casi da Codice Rosso e la Fondazione ha prontamente risposto alla richiesta di aiuto”.

Le emergenze incontrate a Gragnano

Dopo la parte pubblica celebrata con una serie di eventi alla presenza di Elena Zaccherini, direttrice della Fondazione che ha raccontato vent’anni di impegno spiegando modalità di intervento, risultati e prospettive e di Carlo Lucarelli Presidente della Fondazione che ha parlato di dolore e resilienza, intrecciando comunità e senso di giustizia, si è svolta l’Assemblea.

È stata Luisa Zioni, assistente sociale del Comune, a ripercorrere le tappe di questo incontro e a rappresentare, insieme a Giulia Marzolini, funzionario amministrativo dello stesso servizio, il comune piacentino a Bologna. “Dopo il periodo Covid – ha detto l’assistente sociale – abbiamo dovuto affrontare 12 casi di Codice Rosso in due anni. Donne maltrattate con figli che dovevano essere aiutate a ricostruire le loro relazioni. Chi doveva trovarsi una nuova abitazione e rifarsi una vita in un nuovo contesto sociale. Altre donne dovevano iniziare una attività lavorativa e trovare una situazione abitativa autonoma. Chi per accedere ai percorsi di inserimento lavorativo. Ben quattro donne e madri, grazie al contributo veloce e sburocratizzato della Fondazione, sono state aiutate. Per tutte le situazioni – conclude – la Fondazione è stato fondamentale per rendere le donne-mamme finalmente protagoniste della propria vita, senza separarsi dai figli e tutelandone pertanto una condizione di ordinaria quotidianità”.

 

 

 

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