Qualcuno ci ha amato per primo
di Don Andrea Campisi  
22 Ottobre 2026

Qualcuno ci ha amato per primo

Qualcuno ci ha amato per primo

 

Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù
aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro,
un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento.
Il secondo poi
è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»

 

La nostra vita e la Parola

L’amore fatto carne

Durante i riti di accoglienza del Battesimo dei bambini viene detto ai genitori: “chiedendo il battesimo per vostro figlio vi impegnate ad educarlo nella fede perché nell’osservanza dei comandamenti, impari ad amare Dio e il prossimo cosi come Cristo ci ha insegnato”. In quelle poche parole c’è tutto il grande compito educativo che ai genitori viene affidato: condurre i propri figli ad amare Dio e ad amare i fratelli affinché diventino davvero uomini e donne, perché camminino verso la bellezza che è racchiusa dentro al mistero della vita. Questo compito viene trasmesso mentre ci si appresta a celebrare il battesimo, sacramento di rinascita, passaggio necessario perché coloro che sono venuti al mondo possano camminare in quella vita nuova che è stata resa possibile dalla morte e resurrezione di Cristo.

Quando qualcuno ci mostra la via dell’amore

La risposta che Gesù dà al dottore della legge va quindi molto oltre la disputa rabbinica che viene riportata nel vangelo di questa domenica. Quell’amore di cui parlano Gesù e il dottore della legge non è un semplice comando da conoscere ed eseguire, ma è la persona stessa di Gesù. Il dottore della legge vuole semplicemente mettere alla prova il suo interlocutore, ma Gesù mentre risponde non aggiunge una opinione accanto a tante altre, mostra invece nella sua persona ciò per cui l’uomo è stato fatto. Cosa voglia dire amare Dio e il prossimo lo vediamo nella vita umana di Cristo, dove il Verbo si è fatto carne.

Appartenere a Cristo

Scrive sant’Agostino nel suo commento al Vangelo di Giovanni: “che cosa è così tuo come te stesso? ma che cosa è meno tuo di te stesso, se ciò che tu sei appartiene a un altro?”. In fondo è da questa consapevolezza di appartenere ad un altro che nasce il cammino indicato da Gesù nel vangelo. È dall’appartenenza a colui che ci ha amati per primo che nasce l’amore come risposta. Gesù è l’uomo che, morendo sulla croce, ha amato il Padre con tutto se stesso, con la sua intelligenza, con la sua forza, con il suo cuore, e ha amato il prossimo, donando la propria vita.

Se qualcuno ci rigenera per una vita nuova

Seguire Cristo significa entrare con lui nella vocazione per la quale siamo stati creati. Quanti accolgono Gesù vengono rigenerati da Dio, nascono a una vita nuova, diventano figli di Dio; in Cristo diventa possibile per gli uomini ciò che era impossibile alla legge. È lo Spirito infatti che dà vita e accende in noi la carità: “noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo”. Ogni volta che riconosciamo la nostra incapacità di amare abbiamo dunque la possibilità di tornare all’origine per rinascere.

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