Alla Galleria Alberoni concerto-evento in ricordo di Franco e Vittoria Groppi
di Redazione  
20 Ottobre 2026

Alla Galleria Alberoni concerto-evento in ricordo di Franco e Vittoria Groppi

Va in scena alla Galleria Alberoni, mercoledì 21 ottobre alle ore 20.30, un concerto evento, a ingresso gratuito e senza prenotazione, promosso da Società dei Concerti di Piacenza, Opera Pia Alberoni e Fondazione Donatella Ronconi Enrica Prati, in ricordo di Franco e Vittoria Groppi, coniugi piacentini, tra i fondatori nel 1992 della Società dei Concerti di Piacenza, musicofili che con la loro munificenza hanno sostenuto giovani talenti musicali, dando loro ospitalità, opportunità di studi e concedendo in uso preziosi strumenti musicali di loro proprietà.

Il prezioso pianoforte della Galleria Alberoni, uno strumento Yamaha serie S fabbricato artigianalmente, è stato donato proprio da loro all’Opera Pia Alberoni nell’anno 2008, e da quel momento è stato suonato, con grande apprezzamento, da importanti musicisti italiani e internazionali.

Emanuela Piemonti e Mauro Loguercio alla Galleria Alberoni

Saliranno sul palco della Sala degli Arazzi due tra i più importanti solisti della scena musicale italiana e internazionale: il violinista Mauro Loguercio e la pianista Emanuela Piemonti, che vantano una carriera di altissimo livello, esibizioni nelle più prestigiose Sale concerto del mondo e incisioni con le etichette discografiche più significative.

Clamoroso il successo ottenuto con la registrazione, in prima assoluta mondiale, della Nona Sinfonia di Beethoven nella trascrizione, per violino e pianoforte, di Hans Sitt (1850-1922), per la casa discografica Brilliant, che ha loro proposto di registrare l’integrale delle Sinfonie.

Loguercio e Piemonti stanno infatti affrontando il progetto “Beethoven 199” che prevede l’esecuzione e la registrazione integrale per l’etichetta Brilliant Classics delle sinfonie di Beethoven, attraverso le storiche trascrizioni per violino e pianoforte realizzate dal compositore e didatta ceco Hans Sitt tra Otto e Novecento.

Un’impresa filologica e visionaria che intende riportare le nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven a una dimensione cameristica.

Le musiche di Ludvig van Beethoven
alla Sala degli Arazzi

Di grande interesse il programma musicale proposto alla Galleria Alberoni che vedrà i solisti eseguire la Sinfonia n. 2 re maggiore op 36 e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67, nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt (1850-1922).

Come scrive Alessandro Solbiati, Hans Sitt è stato una personalità̀ di estrema importanza nel passaggio tra ’800 e ’900: Grande violinista, di formazione e cultura a cavallo tra Ungheria, Boemia e Germania, ma ancor più grande didatta che ha formato molti dei grandi violinisti degli anni successivi, è stato un compositore notevolmente prolifico.

Tra l’altro, mentre di solito i compositori-strumentisti si dedicarono soprattutto a produzioni cameristiche con al centro, un poco narcisisticamente, il proprio strumento, Sitt compose soprattutto per orchestra, dimostrando così una naturale attitudine alla scrittura per vaste compagini.

Se si legge il suo catalogo si rimane però stupefatti innanzitutto dall’enorme numero (e peso) delle sue trascrizioni dei più importanti repertori sinfonici ottocenteschi per l’organico di violino e pianoforte.

Sitt trascrisse tutte (!) le nove Sinfonie di Beethoven, impresa già in sé ciclopica, ma anche due di Haydn, una di Mozart, le due più̀ note di Schubert (Incompiuta e Nona), due di Mendelssohn e una di Schumann: si tratta di un lavoro di proporzioni inimmaginabili, se si pensa alla difficoltà di riportare all’organico di violino e pianoforte partiture di vaste proporzioni da ogni punto di vista e alle migliaia di scelte da effettuare battuta dopo battuta.

È proprio nell’organico che le trascrizioni di Sitt si differenziano da quelle che si facevano attorno a lui, dicendoci apertamente che il suo scopo era diverso da quello degli altri trascrittori.

Concerto alla Galleria Alberoni: i protagonisti

Mauro Loguercio. “Solista di estrema chiarezza e profondità interpretativa”. Così il noto critico Mario Bortolotto definisce il violinista Mauro Loguercio in una delle sue recensioni. Violinista capace dì un rapporto naturalissimo con lo strumento, Loguercio si è esibito come solista in sale prestigiose, quali, fra le altre, la Queen Elizabeth Hall di Londra, la Filarmonica di Berlino, il Concertgebouw, l’Accademia di S. Cecilia di Roma e la Tonhalle di Zurigo, collaborando con direttori quali Riccardo Chailly, Eliau Inbal e Roberto Abbado, solo per citarne alcuni.

È stato ospite dei Festival di musica da camera di Marlboro, Dresda e St. Moritz e delle Settimane Musicali Internazionali di Napoli, oltre ad aver suonato per le più importanti società concertistiche italiane. Nel corso della sua carriera ha suonato in trio con Nikita Magaloff e Antonio Meneses, mentre in duo ha collaborato con Maria Joao Pires, Tamás Vásáry, Bruno Canino, Philip Fowke, Rocco Filippini, Franco Petracchi e Astor Piazzolla.

Per 14 anni è stato leader del “Quartetto David di Milano”, col quale ha inciso l’integrale dei quartetti di Luigi Cherubini, Puccini e Verdi. Da 20 anni suona con i fratelli Angelo e Francesco Pepicelli, coi quali ha creato il Trio Metamorphosi: con loro ha inciso, per DECCA, l’integrale dei Trii di Beethoven e di Schumann.

Dopo il successo clamoroso ottenuto con la prima registrazione mondiale della Nona Sinfonia di Beethoven per violino e pianoforte nella trascrizione di Hans Sitt (1850-1922) in compagnia di Emanuela Piemonti al pianoforte, la casa discografica BRILLIANT gli ha proposto di registrare l’integrale delle Sinfonie, progetto sposato dalla maggior parte delle società che avevano ospitato la Nona.

È stato docente di violino al Conservatorio di Milano e alla Guildhall School di Londra.

Emanuela Piemonti. Si accosta al pianoforte a quattro anni sotto la guida della madre e studia poi al Conservatorio di Milano con Anita Porrini ed Alberto Mozzati diplomandosi a pieni voti nel 1980.

L’esperienza del “suonare insieme” l’ha condotta fin dai suoi undici anni a collaborare prima con giovani talenti poi con interpreti di fama internazionale quali Baumann, Maggio Ormezowski, Mackeney, Dindo, Hossen, Scharapan.

Alla Scuola di Fiesole frequenta i corsi tenuti dal Trio di Trieste e incontra personalità musicali per lei determinanti: Dario De Rosa, punto di riferimento costante, Piero Farulli, Amedeo Baldovino, Renato Zanettovich, Maureen Jones, Norbert Brainin e Valentin Berlinskij.

Nel 1982 fonda il Trio Matisse con il quale vince i Premi Internazionali Vittorio Gui di Firenze, Atkinson di Milano e Città di Torino, risultando finalista alla Melbourne Chamber Music Competition.

Ha suonato per le Società e nelle Sale italiane più prestigiose (Teatri La Fenice, S. Carlo, Carlo Felice, Ponchielli, Olimpico di Vicenza e di Roma, Bibiena, Quirinale, Sala Verdi di Milano, Lingotto, Salone dei Cinquecento…) e ha effettuato tournées in Germania, Spagna, Francia, Austria, Portogallo, Bulgaria, Israele, Australia, Cina.

Esperienza essenziale è la collaborazione con compositori quali Kagel, De Pablo, Sciarrino, Kurtág, Francesconi, Fedele, Solbiati.

Ha inciso per le etichette Aura, Amadeus, EmaVinci Records, LimenMusic e Stradivarius. Ha registrato per Naxos i due Tripli Concerti di Casella e di Ghedini, CD che ha vinto il premio “de Classica” per la rivista francese Classica Magazine.

Titolare della cattedra di musica da camera presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, ritiene l’esperienza didattica importante e appassionante quanto quella esecutiva.