In un libro l’incredibile storia dell’Olimpia San Sepolcro
In un libro l’incredibile storia dell’Olimpia San Sepolcro: prima presentazione piacentina, venerdì 18 settembre alle ore 18 all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del romanzo di Leili Kalamian e Matteo Eremo “Quando eravamo invincibili”, ambientato a Piacenza nel quartiere Ciano. Modera il giornalista Giorgio Lambri.
Uscito per Einaudi Ragazzi, è un libro per giovanissimi e giovani, ma non solo.
Olimpia San Sepolcro: un’avventura da riscoprire
Leili Maria Kalamian, docente del Liceo Colombini e scrittrice, spiega che “l’idea del libro è nata da un incontro con una storia straordinaria, che ci ha commosso dal primo momento. L’amico Claudio Rancati, fotografo e documentarista, aveva condiviso con me un documentario – «Il paese nella città», disponibile su Youtube – che mi aveva molto colpito: lo aveva girato nel 2012, con il regista Davide Calda, sulle ricerche storiche di Silvano Tinelli e il soggetto di Simona Fornari”.
Alla finale del campionato Csi a Rimini
“In questo documentario, che è un affresco sul quartiere Ciano, sulla sua storia e sulle sue storie, è presente – continua Kalamian – una commovente intervista all’allenatore Mario Lovattini, allora morto da un anno, che ha «tirato su» intere generazioni di giovani calciatori piacentini. Lovattini narrava anche la storia dell’Olimpia San Sepolcro, una squadretta di ragazzi senza tante possibilità economiche, che giocava su un campo di sabbia e che, nel 1962/’63, riuscì a scalare la classifica e vivere un grande e insperato sogno, il Campionato nazionale, Csi fino ad arrivare a Rimini, dove, però, l’essere per la prima volta lontano dai genitori e l’incontro col mare – che nessuno di loro aveva mai visto – fu un’emozione tale da rivoluzionare i sogni e le priorità dei ragazzi”.
“La storia – prosegue Kalamian – mi aveva conquistato e sentivo il desiderio di scriverla, ma di calcio non so quasi nulla. Ho allora osato avvicinare Matteo Eremo, che aveva da poco pubblicato il suo romanzo storico sull’allenatore Sandro Puppo, «Il calcio è musica», ed era fresco di selezione al premio Aqui Storia. Matteo ha accettato la proposta e si è messo subito di gran lena a cercare tracce della storia tra giornali e archivi, tra cui quello dello stesso allenatore”.
Il calcio genuino dell’Olimpia San Sepolcro che salvava i ragazzi dalla strada
“È stato molto emozionante – spiega Eremo, docente all’IC di Rivergaro-Gossolengo e scrittore – visionare l’archivio di Lovattini, colmo di preziose cronache delle partite di quei ragazzi e anche disegni e caricature che lui stesso faceva, dimostrando infinito affetto per i suoi giovani calciatori. Per me che ho giocato tanto a calcio nella mia gioventù è stato vivere anche dalla parte dell’allenatore e capire un calcio genuino che «salvava» spesso i ragazzi dalla strada, ma che al tempo aveva tante difficoltà da superare, anche a livello tecnico e di attrezzature: i ragazzi della storia hanno spesso giocato con scarpe di fortuna o bucate e lo facevano su un campo di sabbia. Al tempo, il campo della Turris faceva addirittura una «L» e il portiere si vedeva sbucare l’attaccante avversario all’improvviso. I ragazzi di oggi giocano in condizioni molto più agevoli”.
A quattro mani
“La grande magìa – rivela Leili – è stata accorgerci che, mentre la storia ci prendeva sempre più, anche le due scritture si amalgamavano perfettamente tra loro, tanto che di alcuni capitoli, che abbiamo letteralmente scritto insieme divertendoci tantissimo, non ci ricordiamo quasi cosa ha scritto l’uno e cosa l’altro. è stato come un vortice, e anche i primi lettori – giovani e non – che l’hanno terminato hanno confessato di averlo vissuto come un film che non si riesce ad interrompere”.
Da sinitra, gli autori Leili Kalamian e Matteo Eremo e la copertina del libro.
L’Olimpia San Sepolcro: calcio e non solo
Il libro è in effetti molto divertente, ma anche commovente e a tratti poetico: un mix di emozioni che non può lasciare indifferenti. “Ci fa piacere – aggiunge Eremo – che questa storia piacentina, grazie al libro, si stia diffondendo e sia conosciuta in tutta Italia: è una vicenda che non parla soltanto di calcio, ma anche di amicizia e di ambiente (spunta anche il tema della fabbrica Acna, al tempo ancora Iac) e può fare comprendere ai più giovani come era il mondo di quegli anni (in cui anche i ragazzi dovevano lasciare presto la scuola per lavorare ed aiutare la famiglia), unendo empaticamente nipoti e nonni”.
La sfida: un libro da leggere nonni e nipoti insieme
“Per questo – conclude Kalamian – lanciamo una simpatica «sfida»: se i nipoti vogliono leggere il libro coi loro nonni, poi possono mandarci un breve video su un aspetto della storia che li ha colpiti o che ha suscitato certi ricordi, possono trasmetterci le loro impressioni, ciò che è piaciuto di più o le riflessioni sulla differenza tra quel tempo e oggi. Ci piace pensare che possa essere un libro letto da tutta la famiglia e che possa aiutare i nostri ragazzi a vedere il territorio con un altro sguardo, quello degli «strati» del passato”.
“Quando eravamo invincibili”: incontri e laboratori con le scuole
Gli autori sono a disposizione dei docenti e delle scuole per il progetto legato al libro, con incontri gratuiti che possono mostrare – anche con i testimoni della vicenda – luoghi, personaggi e documenti della storia, oppure una gita nei luoghi della vicenda, ma anche laboratori a pagamento con il fumettista Fabrizio Quartieri e con la psicologa Corinna Calatroni a proposito delle emozioni e dei temi della storia. Le pagine Instagram (quandoeravamoinvincibili) e Facebook (Quando eravamo invincibili) si aggiornano con tutte le curiosità e le iniziative legate al libro.
