Noi come Pietro. Lasciarsi perdonare
di Letizia Capezzali  
26 Agosto 2026

Noi come Pietro. Lasciarsi perdonare

 

Pietro aveva giurato poche ore prima che non lo avrebbe lasciato mai, che avrebbe combattuto per lui, avrebbe dato anche la vita se fosse stato necessario.
Gli voleva davvero bene. Era la persona per cui aveva lasciato tutto.
Aveva riconosciuto che in quell’uomo c’era qualcosa di straordinario e in quegli anni insieme ne aveva avuto la prova infinite volte.
Lo amava davvero, o almeno così aveva creduto fino a quel momento.
“Se anche tutti ti abbandonassero, io non ti abbandonerò mai!”, gli aveva detto; e lo credeva davvero, non lo avrebbe voluto lasciare mai.
Poi però le cose precipitano: l’arresto, il tribunale, la folla.
A volte la vita ti mette davanti ai tuoi limiti e ti rendi conto che in fondo non sei quel che credi.
È stata paura. Una grandissima paura di finire come lui.
Quando quelle donne lo riconoscono, il cuore gli schizza in gola: “Non è vero! Non lo conosco! Non so chi sia!”.
E poi Gesù passa, lo guarda, occhi amorevoli nei suoi, pieni invece di paura, rammarico e rimorso.
Sì, rimorso. Non avrebbe mai voluto trovarsi lì; non avrebbe mai voluto comportarsi in quel modo.
Era convinto, sì, lo credeva davvero, che al momento giusto gli avrebbe dimostrato che lui lo amava più di tutti quanti, che di lui si poteva veramente fidare, e invece eccolo lì, solo, con i suoi rimorsi: l’aveva abbandonato, proprio come tutti gli altri.

 

Noi come Pietro

Quanti errori non ci perdoniamo?
Quante cose avremmo voluto fare diversamente?
Anche Pietro non avrebbe mai immaginato di arrivare a voltare le spalle al suo amico. Che gli altri potessero rinnegare Gesù, lo poteva anche capire, ma lui no, lui non era come gli altri.
Per questo quando Gesù, in risposta alla sua convinta affermazione che mai e poi mai l’avrebbe abbandonato, gli rivela che prima dell’alba lo avrebbe rinnegato non una, ma ben tre volte, Pietro non riesce a credere alle sue orecchie: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò!”.

 

Io ideale e io reale

Magari anche noi ci siamo trovati in una situazione simile: eravamo convinti che noi quella cosa proprio non l’avremmo fatta mai: non avremmo mai tradito, non avremmo rubato, non avremmo mentito, non avremmo mai fatto ciò che abbiamo tante volte disprezzato nel comportamento altrui, e invece…
La cosa più dolorosa è vedere frantumarsi davanti ai nostri occhi quell’immagine ideale che abbiamo avuto di noi stessi fino a quel momento: ci credevamo persone buone, capaci, intelligenti, oneste, ma, dopo aver fatto quello che abbiamo fatto, non ne siamo più così convinti.
E più la distanza tra la persona che pensavamo di essere (io ideale) e la persona che abbiamo scoperto di essere in realtà (io reale) è grande e più è intenso il tumulto interiore che viviamo.

 

Pietro, autostima sotto i piedi

Ci sono errori che magari ancora oggi facciamo fatica a perdonarci: come un film continuiamo a girare e a rigirare la stessa scena nella nostra mente accusandoci ogni volta di non essere stati in grado di agire diversamente: “se solo avessi detto… se solo avessi fatto…”.
Anche Pietro non si dà pace e alla fine, depresso, se ne torna alla sua vita di prima: uno come lui che altro poteva fare?
Aveva pensato che al momento giusto avrebbe sostenuto tutti gli altri, ci sarebbe stato per i suoi amici, per guidare quella piccola comunità, come avrebbe voluto Gesù, ma adesso…
Non era stato capace di guidare neanche se stesso quando ce n’era stato bisogno. Al momento buono si era dato alla fuga come un codardo.
L’autostima di Pietro è ai minimi storici.

 

Lasciarsi perdonare

I nostri errori possono arrivare a demolire il senso che noi abbiamo di noi stessi e del nostro valore. Per questo Gesù, che ci ama, indica a Pietro, e anche a noi, una via possibile ed efficace per uscire dalla stretta del rimorso: il perdono.
Chiedere perdono e soprattutto lasciarsi perdonare. Dagli altri sì, ma anche da Dio e soprattutto da noi stessi.
A volte il giudice più spietato non è la persona che abbiamo ferito o deluso, ma siamo proprio noi, che non riusciamo ad accettare il fatto di aver sbagliato. Invece “per sperimentare l’amore – diceva Papa Francesco – bisogna passare da lì: lasciarsi perdonare. Lasciarsi perdonare. Domando a me e a ognuno di voi: io mi lascio perdonare?”

14 – Continua
La prossima tappa sarà online mercoledì 2 settembre

 

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