Rumore, rumore, rumore
di Letizia Capezzali  
15 Luglio 2026

Rumore, rumore, rumore

Sali sull’autobus e un video con le ultime notizie e pubblicità cattura la tua attenzione; un telefono squilla e senza rendertene conto ti ritrovi a origliare il racconto delle sventure amorose della tizia accanto; scendi e mentre aspetti il treno che ti porta a destinazione ti rendi conto che in stazione non c’è angolo dove tu non sia raggiunto ancora da video con immagini e suoni.
Siamo immersi nel rumore, ma chi ci fa caso?
Se gli stimoli non ci sono te li vai a cercare sul telefonino, perché stare fermi, in silenzio, senza far niente mette disagio.

 

Stare in silenzio?

Non siamo più abituati a stare in silenzio, in riflessione con noi stessi.
Oggi il silenzio ci fa paura. Lo vediamo nel nostro quotidiano: se sei solo, appena entri in casa accendi la radio, la televisione, o qualunque cosa produca rumore. Ci viene automatico.
Eppure è nel silenzio che avvengono i miracoli più belli della vita.
È nel silenzio che un bambino si sviluppa nel grembo di sua madre.
Nel silenzio ci lasciamo avvolgere dalla maestosità di un cielo stellato, e sentiamo traboccare il cuore di meraviglia e stupore di fronte alla bellezza.
È nel silenzio che riusciamo ad incontrare noi stessi.

 

Un incontro che fa paura

Forse è proprio questo il punto. Forse non abbiamo tanto paura del silenzio in sé, quanto piuttosto di ciò che esso può suscitare in noi.
Infatti, quando ci fermiamo, quando mettiamo a tacere tutto il rumore intorno e dentro di noi, ecco che dalle profondità di ciò che siamo cominciano ad emergere delle voci che ci parlano di noi. E non sempre ci fa piacere ascoltarle.
Sono pensieri sopiti da tempo, ricordi lontani; rimorsi a volte, che vorremmo far tacere, ma anche nuovi desideri, che ci spingono ad agire.
Sono pensieri che talvolta ci ammoniscono, o ci invitano a cambiare direzione, ci sfidano a scegliere vie nuove e a lasciare ciò che non serve.
All’inizio sembra un monologo, ma ben presto ci accorgiamo che non lo è più: è diventato un dialogo.
Santa Teresa di Calcutta diceva: “Dio parla nel silenzio del cuore. Ascoltare è l’inizio della preghiera”.
Pregare non è altro che entrare in quel dialogo amoroso che Dio Padre cerca di intrattenere ogni giorno con ciascuno di noi; un dialogo capace di ricostruirci il cuore, perché quando lasciamo che la sua Parola, che è una parola di amore per noi, penetri in ogni angolo della nostra storia ferita, e che la sua tenerezza di Padre colmi il nostro bisogno infinito di amore, la nostra vita rinasce.
E tutto accade nel silenzio.

 

Il segreto della nostra forza

Anche Gesù, ogni giorno si svegliava prima dell’alba e andava in un luogo solitario a pregare.
È nella relazione con il Padre che egli trova la forza per trasformare ogni giorno il male ricevuto in nuovo amore da donare.
Nel silenzio Gesù si lascia ricostruire il cuore: si lascia amare in ogni parte di sé, in quelle piccole e grandi ferite quotidiane provocate dall’indifferenza della gente, dalle incomprensioni dei compagni, dalla durezza di chi lo rifiuta e dal tradimento di chi si diceva suo amico.
Gesù si lascia amare. E l’amore che riceve dal Padre gli dà energia nuova per ricominciare ogni volta ad amare in maniera attiva, a ritornare in mezzo a quelle stesse persone che l’hanno ferito, deluso, rifiutato.

 

Continuare a correre o fermarci: a noi la scelta

In questa relazione Gesù trova la forza per rimanere fedele alla parte più bella della sua e nostra umanità, del nostro essere persone, senza mai cedere al male.
In questo rapporto quotidiano con Dio Padre risiede il segreto della sua forza, e anche della nostra; perché questa esperienza è anche per noi: infatti il desiderio più grande di Dio – e questo ce lo garantisce Gesù stesso – è che tutti i suoi figli, nessuno escluso, possano lasciarsi incontrare e amare da Lui.
Siamo tutti presi dalle nostre conquiste, alla ricerca di una felicità che sembra spostarsi ogni volta un metro più in là.
Abbiamo davanti una scelta: o continuare a correre senza sosta, come il criceto nella ruota, o fermarci.
Fermarci in silenzio. Fermare il rumore. Fermarci per rientrare finalmente in noi stessi, dove un Padre che da sempre non vede l’ora di farci sentire l’amore infinito che ha per noi, ci attende per mostrarci dove si trova veramente la felicità che tanto cerchiamo.

8 – Continua
La prossima tappa sarà online mercoledì 22 luglio

 

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