La coop Cers di Legambiente compie due anni e coinvolge Nostra Signora di Lourdes
Cers: due anni di vita e una nuova collaborazione in vista con la parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Piacenza. “Siamo la prima comunità energetica a Lodi e a Piacenza e tra le prime in Italia. Si può fare, anche se molto, troppo lento e burocratico. Noi ci stiamo riuscendo”. Andrea Poggio, presidente Comunità Solare nelle province di Lodi e Piacenza, commenta i primi due anni della Cers di Legambiente.
Cers: la Comunità Solare nasce a Lodi
Comunità Solare è stata costituita il 2 luglio 2024 a Lodi di fronte al notaio Piercarlo Mattea, da 11 persone impegnate in Legambiente (Lodi e Piacenza) e nelle tante associazioni della rete Umanità Lodigiana, in forma cooperativa, per dare vita ad una comunità energetica rinnovabile e solidale.
Oggi Comunità Solare può vantare l’adesione di 245 soci con ben 321 contatori e 125 impianti solari (realizzati o in cantiere) sui tetti delle proprie abitazioni, delle piccole imprese (23), associazioni e fondazioni (9), parrocchie o istituti religiosi (7), Comuni (7) e cooperative sociali (5). Per il 2027 sarà disponibile una potenza elettrosolare di 4.6 MW in 24 configurazioni (11 operative), che comprendono tutta la provincia di Lodi, quasi tutto il piacentino e una decina di comuni del milanese e del pavese. Oggi, tutti i titolari di un contatore elettrico in questi territori possono aderire alla Comunità Solare anche come semplici consumatori (senza investimenti e lavori) e beneficiare ogni anno di un premio proporzionale all’energia condivisa che il Gse ha cominciato a riconoscerci in misura apprezzabile da quest’anno.
Gli investimenti della coop Cers
“È in corso – spiega il presidente – l’ultima raccolta fondi di quest’anno tra i soci (prestiti sociali e azioni di finanziamento): ci mancano all’obiettivo 45.000 euro per ultimare gli investimenti nei nuovi impianti comunitari finanziati dai soci (per oltre 500 mila euro): 50 kW nella corte della Coop sociale de Il Pellicano a Castiraga Vidardo (LO), allacciato (65.500 euro); 100 kW sul tetto della scuola elementare di Cervignano d’Adda (LO), finito (110.500 euro) e in attesa allaccio; 100 kW sul tetto della palestra della scuola di via Brecht del Comune di Landriano (PV), finito (120.000 euro) e in attesa allaccio; 100 kW sul tetto della scuola Tina Pesaro del Comune di Castel San Giovanni, quasi finito (120.000 euro) e in attesa allaccio; 90 kW sul tetto della Chiesa Nostra Signora di Lourdes di Piacenza, cantiere entro l’estate (106.000 euro). Tra impianti comunitari e di proprietà, i nostri soci produttori e finanziatori stanno investendo oltre 4 milioni di euro in due anni (2025 e 2026).
La locandina del secondo compleanno di Legambiente Cers.
La situazione in Italia secodno il Gse
E in Italia? Secondo il Gse (gestore statale dei servizi energetici) al 31 dicembre 2025 erano riconosciute 904 Cer con 1.805 configurazioni operative e 18.263 membri. Ammontavano a 1.055 impianti e 170 MW installati di potenza elettrica rinnovabile. In media ogni Cer è presente in 2 cabine primarie con 10 membri ciascuna e circa 100 kW. Solo il 3% vanta più di 50 soci e l’1% supera i 100 soci: la più partecipata aveva 290 soci alla fine dell’anno scorso. Quindi, per dimensioni, Comunità Solare, appartiene alla rosa delle principali comunità energetiche in Italia. A causa dei ritardi nelle autorizzazioni degli impianti (anche piccoli, anche sui tetti) e delle incredibili difficoltà burocratiche delle norme italiane sulle comunità energetiche siamo molto indietro anche negli sviluppi impiantistici: ad oggi risultano presentati per i contributi Pnrr (per un valore di 1,4 miliardi su 900 milioni disponibili dopo i tagli del governo) 48.000 impianti rinnovabili per una potenza complessiva di 3.300 MW.
Occorrono nuove riforme per aderire
alle comunità energetiche
Ad oggi sono stati concessi contributi solo a circa 29.500 soggetti per 759,3 milioni di euro. Quindi, se si semplificassero le procedure e si accelerassero le autorizzazioni la dimensione delle CER crescerebbero notevolmente. In futuro il governo italiano dovrebbe riformare le norme sulle CER seguendo le indicazioni europee. Due sono le principali riforme attese. Anzitutto, la semplificazioni delle norme e lo «scorporo in bolletta», cioè il risparmio immediato sulle bollette elettriche degli “oneri di sistema” per l’energia condivisa. Il premio sull’autoconsumo dell’energia rinnovabile a chilometro zero nella comunità che il socio consumatore vedrà subito anche in bolletta. Non si dovrà attendere un anno come oggi. Aderire alle comunità energetiche serve per ridurre il caro bollette, senza più ritardi e burocrazia”.
