Nella vita non si finisce mai di imparare. La testimonianza di Fernanda Carini
20 Luglio 2022

Nella vita non si finisce mai di imparare. La testimonianza di Fernanda Carini

Fernanda Carini, originaria di Travazzano di Carpaneto compirà a dicembre 92 anni. L’età, per lei, è solo un numero quando si tratta di ricordare fatti successi a metà del secolo scorso. 
“Vivevamo a Travazzano – racconta – . Mi piaceva molto la scuola, ma dopo la quinta elementare mia mamma non mi fece continuare: la scuola media era a Carpaneto, a cinque chilometri di distanza, e non avevamo mezzi per spostarci. Allora ho imparato a fare la sarta ed è stato il mio lavoro per tutta la vita. Non mi sono mai sentita povera, gli insegnamenti dei miei genitori mi hanno sempre fatto sentire ricca”.
Dal matrimonio con Arturo è nata Monica. 

Conosce la realtà neocatecumenale

Nel 1980 Fernanda ascolta l’annuncio delle catechesi del Cammino neocatecumenale. È molto colpita dalle parole di Marisa Di Concetto, moglie di Aldo Mandelli, e decide di entrare in questa esperienza nella parrocchia cittadina di Nostra Signora di Lourdes.
La Comunità nata allora in Nostra Signora di Lourdes venne poi suddivisa in due; una parte andò nella vicina San Giuseppe Operaio, l’altra, di cui faceva parte Fernanda, si trasferì in San Sepolcro con don Leonardo Bargazzi per poi spostarsi ai Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia.
“Io – racconta Fernanda – ero molto «casa e chiesa», mio marito, che è mancato 22 anni fa,  non era credente come me. Mi sono resa conto pian piano che non è giusto voler cambiare le persone o giudicarle – nel mio caso, mio marito -. Grazie all’esperienza di fede che si vive si può sostenere in tutto il percorso della propria famiglia”.
“L’esperienza di fede che vivo mi aiuta in tutto – spiega Fernanda Carini -, a cominciare da chi fa parte con me della Comunità; sono per me fratelli e sorelle, mi vengono a prendere per andare a Borgotrebbia. È come avere una famiglia allargata, anche nelle piccole cose. Le faccio un esempio. Un giorno una sorella di Comunità mi ha detto: «Ho questo bastone che era di mia suocera, vorrei dartelo ma è un po’ malmesso», allora un’altra ha detto: «Lo porto a casa, mio marito te lo sistema. Per te questo ed altro». Mia figlia – aggiunge Fernanda – mi dice sempre che dei fratelli così bisogna tenerseli stretti. I miei otto fratelli di sangue sono ormai morti tutti, i primi due giovanissimi, e poi tutti gli altri”.
“Un medico mi disse che quando mi ammalo ho dentro di me come una forza interiore che combatte le malattie. A 89 anni mi sono rotta il bacino e dopo un mese, grazie a Dio, stavo già come prima. Mia figlia mi aveva ospitato a Castelvetro per quattro mesi, ma poi ho voluto tornare a casa mia perché mi mancava il pregare insieme alla Comunità. Avere una Comunità al mio fianco per me è stato fondamentale. La Parola di Dio che ascoltiamo insieme nelle celebrazioni al mercoledì e al sabato mi aiuta a capire me stessa, i miei errori e a interrogarmi sulla mia vita. Un giorno un fratello mi disse: «Non capisco come fai ad essere sempre sorridente». L’ha detto il Papa: il cristiano sorride, non è un musone. Negli anni ho imparato anche a riconoscere le qualità presenti in tutte le persone”.

“L’incontro con gli ammalati mi arricchisce sempre”

“Sono andata spesso a trovare gli ammalati: quegli incontri mi hanno donato una ricchezza inestimabile. Così è con don Leonardo Bargazzi, è stato con sua madre Rosa e a suo tempo i coniugi Vittorina e Nando Losi, una coppia davvero speciale. Quando vado a trovare le persone e mi raccontano la loro vita, torno sempre a casa arricchita. Ho imparato anche a non lamentarmi dei miei problemi. Quando vedevo Nando sulla carrozzina che mi accoglieva col sorriso dicendo: «Sono il più fortunato di tutti, perché ho due figli bravissimi», ecco ricevevo una forza incredibile”.

Francesco Petronzio

Pubblicato il 20 luglio 2022