OKKIO ALLA CACCA sul web
Un sito dal nome provocatorio, fatto da genitori per condividere con altri genitori,
a cominciare dai più sguarniti di competenze informatiche, risorse e informazioni sulla Rete.
E iniziative per affascinare i ragazzi con le potenzialità della tecnologia
Sei un genitore disperso nel mare del web? I tuoi figli navigano on line e non sai se vanno troppo al largo?
Per informarsi – senza impazzire e senza essere per forza degli “smanettoni” – un gruppo di genitori si è messo a studiare e ha voluto condividere, attraverso un sito internet, risorse, rischi e opportunità della Rete.
È nato così okkioallacaccasulweb.it. Il nome è provocatorio, facile da ricordare e solo all’apparenza leggero.
“C.A.C.C.A. è l’acronimo del metodo con cui abbiamo raccolto il materiale. Sono le cinque categorie di rischio a cui stare all’occhio: contenuti, attenzione ai possibili effetti sullo sviluppo cognitivo e neurologico, comportamenti, contatti, ovvero i rischi legati all’entrare in contatto con persone potenzialmente pericolose, e acquisti, col capitolo su truffe, acquisti inconsapevoli, danni economici”, spiega l’ingegner Paolo Rossetti, professionista del settore informatico, docente all’Università della Svizzera italiana e papà alle prese con tre figli affascinati dal mare magnum di Internet e dei social media.
Vogliamo creare una comunità di genitori
“L’idea è nata dal confronto con altri genitori: ritrovandoci in parrocchia, ai Santi Angeli Custodi, ho notato tanta frustrazione di fronte a un mondo per molti adulti ancora semisconosciuto”.
Così, insieme ad Andrea Zampiva, Cristiana Accettola e Tiziana Giampà – tutti genitori e tutti soci dell’associazione “La forma del cuore”, nata per mettere a frutto talenti e professionalità attraverso proposte educative a 360 gradi – l’ing. Rossetti comincia a comprare e leggere libri, a spulciare in Rete.
Si trova di fronte un’enormità di dati, siti specifici, dal cyberbullismo alle truffe on line, dalle potenzialità educative ai consigli per navigare in sicurezza. Molto materiale è in lingua inglese.
“Un genitore, anche di buona volontà, da solo si perde: abbiamo voluto proporre un sito di informazione ma anche di aggregazione, con un linguaggio accessibile a tutti, in cui comprendere i materiali che riteniamo più utili per diventare utilizzatori consapevoli. Non vogliamo fare gli esperti – precisa Rossetti – ma, come genitori, ci interessa creare un movimento, mettere in comune dubbi, scoperte, suggerimenti, per crescere insieme nella relazione con i nostri figli, anche rispetto al mondo del web”.
L’obiettivo primario dunque non è organizzare incontri formativi per genitori. Quel che si propone è piuttosto di fare rete tra genitori.
“Vogliamo formare una comunità di persone che si rimboccano le maniche, che cominciano a cambiare loro, che prendono coscienza che, spesso, sono gli adulti a dover rivedere il proprio modo di essere on line o di usare smartphone e social media. Ci vogliono modelli positivi. Bisogna stimolare i genitori a chiedersi: ma io cosa posso fare di bello sul web con mio figlio? Nel sito segnaliamo alcune chicche. Raccogliamo anche consigli, ma senza dare ricette perché in educazione ogni famiglia deve trovare la sua strada. Sarebbe già un risultato se un genitore, anche poco esperto, decidesse di sedersi davanti al computer coi figli, lui con la sua visuale, loro con la loro passione e competenza”.
La sfida sulla robotica
Nessuna demonizzazione dei media. Ma volontà di riappropriarsi del proprio ruolo educativo sì.
La richiesta ai genitori è una sola: “iscrivetevi a www.okkioallacaccasulweb.it – rilancia Rossetti -. Si chiede il codice fiscale, a garanzia di serietà”.
Per i ragazzi, invece, l’ingegner Rossetti è convinto che un’educazione all’uso delle nuove tecnologie passi attraverso esperienze che li affascinino.
“Con l’associazione «La forma del cuore» alla scuola media di Borgonovo a novembre abbiamo coinvolto una classe in una sfida internazionale tra 16 scuole, organizzata con il Politecnico di Losanna e il laboratorio di robotica. Per un pomeriggio, i ragazzi hanno vestito i panni di ingegneri e tecnici di una agenzia spaziale per collaborare a distanza con altri team da Russia, Francia, Sudafrica, Svizzera e Austria imparando a programmare dei robot in modalità remota e comunicando in francese”.
L’esperienza – resa possibile dalla preside Angela Squeri e dal prof. Fabio Valla – è stata preceduta da una lezione ai ragazzi e da un incontro con i genitori della scuola, ai quali è stato illustrato il progetto “okkioallacaccasulweb”.
Barbara Sartori
Articolo pubblicato sull’edizione de “il Nuovo Giornale” di venerdì 12 febbraio 2016
