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Il maestro che amava la Bellezza

sisteli classe

Amava la Bellezza, il maestro Agostino Sisteli. E aveva il coraggio di trasmetterla ai suoi alunni.
In 5ª Elementare, leggeva ad alta voce in classe brani degli “Inni Sacri” del Manzoni. 
Per gli spettacoli di fine anno - era il referente delle attività teatrali alla Primaria di Castel San Giovanni - coinvolgeva colleghi e alunni nella messa in scena delle Operette del Corona ispirate alle fiabe, nel “Pinocchio” del Collodi, perfino nei Promessi Sposi.
Tutto adeguato all’età dei protagonisti, ma senza mai abbassare l’asticella della qualità. Anzi. Ai bambini più riservati o con problemi di autostima, affidava le parti principali. E loro davano il meglio.

È stata una vita dedicata all’educazione, quella di Agostino Sisteli, che a Castel San Giovanni - dov’era nato nel ‘47 - era diventato, per tutti, solo e semplicemente il “maestro Agostino”.
A lui è dedicata l’uscita di marzo della collana “Il centuplo quaggiù e l’eternità”, in allegato a questa edizione per gli abbonati a Il Nuovo Giornale.
Lunedì 21 marzo, alle ore 21, il libretto - scritto da Barbara Sartori - sarà presentato in Collegiata a Castel San Giovanni in occasione di una serata di meditazione animata dai cori parrocchiali. Sisteli, che amava il canto e la liturgia, avrebbe sicuramente apprezzato questa scelta.

In parrocchia, a scuola e in famiglia, è stato un vulcanico interprete di quanto ricordava un santo a lui carissimo, don Bosco: “l’educazione è cosa del cuore e solo Dio ne è il padrone”.
Insieme alla moglie Maria Teresa, anche lei insegnante, ha esercitato il dono dell’accoglienza: con i figli, gli allievi, gli ammalati che andava a trovare come ministro straordinario della Comunione.

Operato di tumore al cervello nel 2012, è morto il giorno della Trasfigurazione, il 6 agosto 2015, facendo della malattia una “cattedra” di umanità e di fede.
Chi lo andava a trovare restava sconvolto dalla sua serenità, dalla capacità di fare battute.
“Ringrazio Dio per quel che mi ha dato - diceva - e, quando vuol chiamarmi, sono pronto”.

All’hospice di Borgonovo, ha ritrovato, in qualità di infermiere, l’ex alunno che aveva vestito i panni di Renzo nell’allestimento del romanzo del Manzoni.
La bimba timida timida alla quale aveva proposto di fare il cardinal Borromeo oggi è un’affermata ricercatrice.
Il maestro Agostino ci aveva visto lungo.

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