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Mons. Tomasi: «L'eucaristia è un atto d'amore cosmico»

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“Come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, (Mt 24, 38-39). È uno dei passi biblici citati da Mons. Michele Tomasi, Vescovo di Treviso, nella sua Lectio durante l’incontro Quaresimale, del 26 febbraio, in cattedrale a Piacenza.
“Non facevano nulla di male, - ha aggiunto mons. Tomasi - la gente continuava
le relazioni comuni dell’esistenza. Nella loro indifferenza, triste e chiusa, non si accorsero di nulla”. Per uscire da questo tempo di crisi - secondo il presule - bisogna tornare alle fonti dello stupore, della sorpresa e della novità di vita.
“Tutto ciò assomiglia - ha continuato - al tempo di paura e di emergenza odierno che fa nascere un’esigenza di giustizia che doveva essere già colta prima della pandemia. Prima si viveva una vita normale, ma tanto sperequata ed ingiusta ed ora è il momento di ritornare alle fonti della meraviglia e acccettare continuamene di mettersi in conversione”.
La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto che ha sottolineato come il tema degli incontri Quaresimali “Il Risveglio della Città” deve essere letto come un auspicio, un desiderio concreto di risvegliarsi dal sopore, dalla sonnolenza e dalla perdita dei sensi che si vive in questo periodo per far crescere maggiore vigilanza e attenzione.
L’Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco, che è stata al centro della riflessione di Mons. Tomasi evidenzia come: “Anche se «la malvagità degli uomini era grande sulla terra» (Gen 6,5) e Dio «si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra» (Gen 6,6), tuttavia, attraverso Noè, che si conservava ancora integro e giusto, Dio ha deciso di aprire una via di salvezza. In tal modo ha dato all’umanità la possibilità di un nuovo inizio” (n.71).
Citando anche lo scrittore Erri De Luca, il Vescovo di Treviso, ha posto l’attenzione sulla bellezza dell’arcobaleno: “Gocce d’acqua attraversate dalla luce, la pioggia di un nuovo mondo”.

TUTTO È CONNESSO

“Nella Laudato sii tutto l’universo è interconnesso - ha spiegato mons. Tomasi - e bisogna comprendere come esistenza, etica, arte, poesia, musica, saggezza sono connesse per concorrere alla vita piena. Per questo bisogna accettare il mondo come sacramento di comunione”
C’è bisogno anche - secondo il Vescovo di Treviso - di “una conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda. Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana” (n. 217)

RENDIMENTO DI GRAZIE

“L’eucaristia è il centro vitale universo - ha sottolineato Mons. Tomasi - è un atto di amore cosmico. Anche quando si celebra sull’altare di una piccola chiesa di campagna si è sempre sull’altare del mondo. L’eucarisia è fonte di luce e motivazione per noi custodi di tutto il creato”
«Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. Questa la conclusione della Lectio del Vescovo di Treviso che ha fatto suo il suggestivo incipit dell’Enciclica di Papa Francesco.

R.Tonna

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Pubblicato il 27 febbraio 2021

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