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Veglia d'Avvento dei Giovani: una serata di preghiera e riflessione

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“Gesù nasce al tempo di un censimento, ma vi siete accorti che oggi Google ci censisce in ogni istante! Qualsiasi cosa che facciamo veniamo monitorati, fiutati e notati nei nostri movimenti nelle nostre scelte, nei nostri desideri…” È la provocazione lanciata da Roberto Pasolini, Frate Cappuccino di Milano, che ha saputo cogliere l’attenzione dei giovani nella Veglia d’Avvento facendo comprendere come, senza che ce ne rendiamo conto, i nuovi poteri di oggi possono diventare padroni della nostra vita. Una serata di preghiera e di forte riflessione in preparazione al Natale che ha coinvolto numerosi giovani provenienti anche dai paesi più distanti della provincia.
Il responsabile della Pastorale Giovanile, don Alessandro Mazzoni ha accolto i convenuti ricordando i prossimi appuntamenti in ambito giovanile della Diocesi.
“Accogliamo il mistero del Natale, della luce, in una notte di preghiera”. Con queste parole Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio ha guidato la celebrazione rimarcando come la preghiera è l’ossigeno della vita e dinanzi all’ eccesso di attivismo odierno è importante fermarsi a riflettere. “La nostra interiorità - ha continuato il vescovo - ha bisogno di essere curata con la preghiera che è il migliore vaccino per resistere ai microbi che circolano nel nostro ambiente e nella nostra cultura”.
La veglia ha permesso di vivere un momento di grande spiritualità ai molti giovani presenti attraverso l’adorazione personale e la meditazione che è proseguita fino a notte fonda.
Anche lo scenario suggestivo di 12 tende, nella splendida chiesa di san Giovanni in Canale, ha fatto la sua parte. Le 12 tende hanno simboleggiato la primizia dell’umanità accortasi del grande mistero del Dio che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi. “Stasera facciamo una cosa molto semplice proviamo a riaprire gli occhi sul mistero del Natale - ha affermato Fra Pasolini - e guardiamo al presepe per capire il significato dell’incarnazione”. Incarnazione non è soltanto sinonimo di concretezza - aggiunto il frate milanese – vuol dire anche Pasqua e passaggio dalla morte alla vita”. Il vangelo della nascita di Gesù parla di un censimento che è una delle dinamiche con cui il potere vuole conteggiare le sue forze, vuole calcolare per quanto tempo può ancora prosperare… Anche oggi si vive di analisi di mercato - ha puntualizzato Fra Roberto - proiezioni, indagini programmatiche, statistiche, share… Queste dinamiche, apparentemente innocue, però rischiano di far diventare l’essere umano una specie di numero, di codice a barre, di un prodotto da metter sullo scaffale. Cogliere veramente il messaggio del Natale - per fra Pasolini - significa capire chi è Gesù Cristo, che nelle icone antiche veniva rappresentato avvolto in fasce proprio come nel sudario in cui sarà messo dopo la sua morte. Quindi Gesù nasce per morire e anche noi nasciamo per decidere a chi dare la vita. La nostra cultura però, che ci vuole numeri, che ci immerge in un intrattenimento continuo, non vuole che ci fermiamo a pensare. Ma il messaggio del Natale - ha concluso fra Pasolini - è che Dio è venuto ad abitare nella nostra umanità proprio per toglierci ogni paura.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 17 dicembre 2019

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