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Al Prezio e in S.Corrado un percorso per un Natale diverso

Avvento Prezio SanCo

Plasmare è il verbo che ha guidato la riflessione delle parrocchie del Preziosissimo Sangue e San Corrado nell’incontro, su piattaforma Zoom, del 3 dicembre.
“Tutti noi siamo opera delle tue mani”. È la frase del profeta Isaia, dalla liturgia della Prima Domenica di Avvento, commentata dal Vescovo mons. Adriano Cevolotto, proposta ai parrocchiani, dal video edito da Piacenza Diocesi TV. “Nella vita il sonno prende sempre il sopravvento - ha affermato il presule - per questo motivo la liturgia ci offre quel grido che ci desta e ci risveglia”. “Abbiamo bisogno di un annuncio - ha aggiunto -, per accogliere una nuova venuta del Signore, di un invito alla conversione, altrimenti si indurisce il nostro cuore”.
“Il vasaio dalle mani esperte - ha commentato il Vescovo - esprime il lavorio della paternità; la pressione delle mani sulla materia informe è insieme decisa e delicata ed è ciò di cui ha bisogno il nostro tempo”.

L'arte del plasmare

La scultrice Cristina Costanzo, nell’altro video per l’Avvento di Piacenza Diocesi TV, ha portato la sua testimonianza sull’arte del plasmare che ha una valenza terapeutica.
“Ogni volta che plasmo - ha affermato l’artista - , do vita alla materia, il rapporto con l’argilla è uno scambio: è la materia stessa che mi suggerisce l’opera, la quale rispecchia sempre il mio stato d’animo”. “Anche le ferite che subiamo - ha aggiunto - possono diventare un ornamento, non sono macchie che ci rendono peggiori e di cui vergognarsi, bensì sono ciò che fanno il nostro essere e ci rendono ciò che siamo”. Infatti per Cristina Costanzo, ogni opera fa nascere un cambiamento interiore e l’argilla è la sua maestra che le insegna soprattutto la pazienza. La materia, imponendo dei tempi da rispettare, rivela il saper attendere che le cose accadano. “È un grande insegnamento di vita - ha sottolineato la scultrice -: le mie fragilità e mancanze, non sono da rinnegare, sono dei doni che il Signore mi dà”.
“Signore tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma”. È sempre la citazione di Isaia, 64 che ha sottolineato il parroco don Paolo Cignatta nel suo contributo alla riflessione di Avvento, tramite piattaforma online, con una presenza numerosa, per le parrocchie del Preziosissimo Sangue e di San Corrado. “Il plasmare di Dio - ha commentato - fa sentire il calore delle sue mani e, nelle difficoltà del tempo che stiamo vivendo, l’esperienza della sofferenza plasma le nostre esistenze”. “L’argilla viene plasmata - ha continuato - soltanto quando è tenera, a volte siamo poco plasmabili perché ci siamo induriti”.Infine - ha sottolineato il parroco - plasmare è anche un’azione educativa per condurre l’altro a diventare se stesso.

R.T.

Ascolta l'audio   

Pubblicato il 4 dicembre 202

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