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La Giornata dell'Aids, meeting social con la Pellegrina

VIDEOCHAT PELLEGRINA

Appuntamento sui social martedì 1 dicembre con la Giornata mondiale contro l’Aids con la community della Pellegrina (https://www.facebook.com/don.g.venturini). Ad invitarci ad un confronto aperto sono gli ospiti della casa accoglienza “Don Giuseppe Venturini” che hanno deciso di “metterci la faccia” raccontandosi. E lo fanno lanciando lo slogan “Ho scelto di vivere”, una determinazione valida non solo per chi ha un vissuto di sofferenza e di emarginazione dovuto ad una malattia stigmatizzante come l’aids. Giunti a un punto di non ritorno, scegliere di vivere per loro ha significato decidere se reagire o lasciarsi morire, e quando hanno scelto la vita hanno trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto e per questo sono stati accolti nella struttura di accoglienza della diocesi che l’associazione “La Ricerca” gestisce alla Pellegrina, alle porte di Piacenza. Una scelta che rinnovano ogni giorno. E che suona come un monito, capace (se ascoltato) di scuotere ciascuno di noi nella quotidiana ricerca di un senso. Scuotere come richiede il “World Aids day" che quest’anno ha per titolo l’incitazione "Rock the Ribbon", scuoti il nastro, il nastro rosso, simbolo della lotta all’aids che metaforicamente scuoteranno migliaia di persone per lanciare il messaggio di prevenzione e di lotta allo stigma.

"Ho scelto di vivere": lo slogan

Lo slogan “Ho scelto di vivere” sarà dunque il filo conduttore dell’auspicato meeting sui social, Facebook e Instagram, della community Casa Don Venturini-Pellegrina che hanno così deciso di “metterci la faccia” per parlare non solo delle loro esperienze di “rinascita”, ma anche per fare sensibilizzare contro ogni forma di discriminazione. Al loro fianco dalle sue pagine Facebook, Instagram, Tik Tok, ci sarà anche il giovane influencer piacentino Raffaele Capperi, afflitto dalla sindrome di Treacher Collins, malattia congenita dello sviluppo craniofacciale “che provoca malformazione al viso, problemi di respirazione e udito ma non mina l’attività cerebrale”.
Vittima fin da bambino di atti di bullismo, a un certo punto della sua vita ha dato un colpo d’ali reagendo a tanta cattiveria, mettendoci, appunto, la faccia: dopo tanti anni passati a nascondersi, Raffaele a un certo punto ha scelto di raccontare la sua storia sui social: i suoi messaggi video contro il bullismo e contro ogni forma di discriminazione sono diventati virali. E’ stato invitato a intervenire sulle reti televisive nazionali: ospite a “I fatti vostri” (Raidue), poi sulle reti Mediaset dove con la sua storia ha conquistato i giudici e il pubblico di Tu si que Vales (Canale5), perché ha trovato il coraggio di esporsi nella propria unicità: “Sul web ho ricevuto gli attacchi più terribili. Oggi – si era così dichiarato - sono qui perché vorrei riuscire a dire basta al bullismo, nessuno dovrebbe accanirsi contro chi ha il coraggio di mostrare la propria diversità”.

Pubblicato il 30 novembre 2020

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