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I giovani alla "scuola" della fratellanza universale

Charles de Foucauld Discepole del Vangelo

Il 1° dicembre ricorrono i 104 anni dalla morte del beato Charles de Foucauld, l’ex militare che la riscoperta della fede porterà a desiderare di vivere come “fratello universale”, prima in Terra Santa e poi al confine tra Algeria e Marocco. Un testimone per il nostro tempo, che papa Francesco ha indicato nella sua ultima Enciclica “Fratelli tutti”.
Il messaggio del beato de Foucauld è stato raccolto da varie persone, laici, sacerdoti e religiosi, che hanno dato vita a molteplici realtà all’interno della Chiesa, ciascuna delle quali, privilegiando caratteristiche diverse della sua spiritualità, sono tutte unite nell’unico desiderio che lo ha mosso nella sua ricerca: imitare con la propria vita il Modello Unico, Gesù di Nazareth. Tra queste realtà, abbiamo imparato a conoscere le Discepole del Vangelo, nate nella diocesi di Treviso nel dopo Concilio: il vescovo mons. Adriano Cevolotto, loro assistente spirituale, attraverso le Discepole a sua volta ha approfondito questa figura, tanto da volere nello stemma episcopale il Sacro Cuore così come il beato de Foucauld lo disegnava in ogni sua lettera.

Due serate su Zoom

Dalle Discepole del Vangelo arriva una proposta per i giovani in vista dell’anniversario della morte del de Foucauld: due serate sulla piattaforma digitale Zoom. La prima sarà il 4 dicembre, dalle ore 21 alle 22.30, per scoprire come essere, oggi, “fratelli tutti”; la seconda serata sarà l’11 dicembre, nella stessa fascia oraria, sul tema “Cosa può dire Charles de Foucauld alla nostra vita?”. Per informazioni ed iscrizioni, contattare sorella Frncesca Vinciarelli (tel. 346.1265166) oppure Cristina Pennisi (tel. 347.9140397).
Sul sito www.discepoledelvangelo.it è possibile inoltre scaricare un sussidio di preghiera, da utilizzare a partire dal 1° dicembre, e un video (clicca qui) per avvicinarsi a conoscere la vita e la missione di Charles de Foucauld.

 Discepole del Vangelo 4 dicembre 2020

Chi è Charles de Foucauld

Nato a Strasburgo nel 1858, orfano di genitori e cresciuto dal nonno, nel 1876 intraprende la carriera militare. Sono anni in cui anche la fede trasmessa dalla famiglia si indebolisce. Nel 1882 Charles lascia l’esercito e parte alla scoperta del Marocco: è colpito dall’ospitalità della gente, affascinato dal deserto, la fede nel Dio Grande e Unico dell’Islam di questo popolo riaccende in lui la domanda su cosa vuol dire credere.

Quando rientra a Parigi non trova pace. L’incontro con don Henry Huvelin segna la svolta della conversione, nell’ottobre del 1866. Va pellegrino in Terra Santa, dove comincia ad intuire il valore  della vita nascosta di Gesù a Nazareth. Fa un’esperienza da monaco trappista in Francia e in Sira, ma il richiamo a una radicalità evangelica ancor più profonda è troppo forte. Nel marzo 1897 è di nuovo a Nazareth, dove vivrà per tre anni in una capanna, in povertà totale, nella preghiera silenziosa davanti all’Eucaristia e studiando la Bibbia. Si fa strada l’intuizione di fondare una famiglia religiosa che si rifaccia alla vita di Nazareth così come l’aveva vissuta Gesù. Pensa a delle fraternità di Piccoli fratelli e Piccole Sorelle, scrivendo – tra il 1899 e il 1902 – le Costituzioni e il Direttorio. A 43 anni accetta di diventare sacerdote.

charles de foucauld

Si trasferisce a Beni-Abbès, al confine tra Algeria e Marocco: è il suo “apprendistato” ad amare Gesù facendosi fratello di tutti, soprattutto di coloro che ancora non lo conoscono. Non riesce a entrare in Marocco per la situazione politica. Allora si sposta a sud, in territorio tuareg, a Tamanrasset: condivide la quotidianità della popolazione, ne trascrive la cultura perché ne resti memoria. Muore il 1° dicembre 1916, colpito incidentalmente da un colpo di fucile durante una scaramuccia provocata da truppe ribelli, proprio davanti al fortino che aveva costruito lui stesso per proteggere la gente del luogo in caso di incursioni. Sembra un fallimento, invece il suo carisma fiorirà nel tempo dando vita a numerose fraternità.

Oggi con l’Enciclica “Fratelli tutti” diventa un profeta e un testimone per gli uomini e le donne del nostro tempo.

Pubblicato il 26 novembre 2020.

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