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8 per mille, a Piacenza nuova campagna informativa

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L’abbraccio: è questo uno dei punti chiave della campagna informativa messa in campo della diocesi per promuovere l’8 per mille a cura del Servizio per il sostegno economico alla Chiesa guidato dal dott. Giovanni Struzzola. A ideare la campagna, insieme al dott. Struzzola, Nicola Bellotti, titolare della società Blacklemon, e Corrado Marchetti, titolare della società Coromarketing.

L’8 per mille non è una tassa in più

L’obiettivo - è stato detto nel corso di una conferenza stampa il 14 marzo nella Curia vescovile - è mostrare la vicinanza della comunità cristiana - sacerdoti, religiosi e laici - a chi ha bisogno.
“La tua firma - è lo slogan che caratterizza la campagna - può fare davvero tanto per Piacenza”.
L’8 per mille, infatti, - hanno sottolineato Struzzola e Bellotti insieme al vicario generale don Giuseppe Basini - non è un costo o una tassa in più per i cittadini. Quando si compila la dichiarazione dei redditi, lo Stato dà al contribuente la possibilità di scegliere se destinare questa parte dell’Irpef, l’Imposta fissa sui redditi delle persone fisiche, a diversi soggetti, fra cui la Chiesa cattolica. Con la propria firma si decide quindi a chi devolvere una parte delle ritenute fiscali già dovute.

Dove va l’8 per mille

La Chiesa cattolica come utilizza l’8 per mille? “Con queste risorse - è stato sottolineato - la Chiesa sostiene progetti di diversa natura: dal campo sociale-pastorale con opere di aiuto a persone bisognose - dalla mensa alla casa alle attività educative con i giovani -, all’ambito culturale con la manutenzione e la salvaguardia architettonica delle chiese e del patrimonio artistico-culturale ecclesiastico. L’8 per mille serve anche per gli stipendi dei sacerdoti, impegnati nella loro vita pastorale sempre a fianco della gente.
Alcune cifre: ogni anno - ha precisato don Basini - la Caritas diocesana distribuisce 50mila pasti alla Mensa di via San Vincenzo. E sempre ogni anno in Cattedrale entrano fino a 50mila persone. Carità e cultura, due campi in cui l’8 per mille può fare tanto.
Molti cittadini - ha detto il dott. Struzzola - non sono informati e non conoscono né lo scopo né i meccanismi dell’8 per mille. Per questo è stata avviata una commissione per aiutarci a capire come raggiungere con una campagna informativa e di sensibilizzazione il maggior numero di persone.

I manifesti nelle chiese

L’iniziativa - che vuole parlare anche ai giovani - vedrà manifesti che saranno affissi in primo luogo all’interno e all’esterno delle chiese e potranno diventare pagine di giornali e locandine rilanciate dai social. Nelle immagini scelte, l’abbraccio tra persona bisognosa e chi lo aiuta, viene legato geograficamente al nostro territorio proponendo le immagini della Cattedrale, della Concattedrale di Bobbio, del santuario della Madonna di San Marco a Bedonia, della basilica di sant’Antonino e di altre chiese.

La scelta dei colori

Il colore scelto, insieme al bianco e nero tipico dei reportage - ha puntualizzato Bellotti - è il pantone, colore dell’anno Peach Fuzz: trasmette gentilezza e tenerezza in un tempo segnato dall’incertezza della pandemia, da una società che invecchia, dalla paura della crisi e dallo scoppio delle guerre.
Oggi - ha concluso il dott. Struzzola - non basta più un messaggio allegato a un bolletti
no postale lasciato sulla panca di una chiesa, servono strumenti più accattivanti per far capire che l’importanza della firma per la scelta dell’8 per mille. A questo scopo verranno sensibilizzati anche i CAF e gli studi di commercialisti presenti sul territorio.
La presentazione è avvenuta alla vigilia del 15 marzo che segna anche l’avvio della campagna informativa da parte della Conferenza episcopale italiana all’approssimarsi del tempo della dichiarazione dei redditi.

Le cifre dell’8 per mille in diocesi

Nell’anno 2022, in base ai dati attualmente disponibili, la diocesi ha ricevuto dalla Cei 2 milioni 732nila 729,37 euro dei fondi dell’Otto per mille assegnati alla Chiesa cattolica nello stesso anno. Questi fondi sono stati impiegati per il 26,2% per le opere diocesane di culto e pastorale (714mila e 700 euro), per il 24,9% per le opere diocesane di carità (680mila e 90), 32,4% per il sostentamento dei sacerdoti che operano nella diocesi, cioè 884mila e 205 (ad integrazione delle diverse fonti di finanziamento locale previste nel nuovo sistema di sostentamento del clero). La percentuale del 14,1% è stata spesa per l’edilizia di culto (384mila), la percentuale del 2,6% è stata spesa per i beni culturali (69mila e 732). Nel 2022 il sostentamento degli allora 194 sacerdoti diocesani, uno ogni 1457 abitanti, è costato 3milioni 395milaa e 457 euro. La maggior parte di questo fabbisogno è stato coperto dalla gestione dei patrimoni diocesani a cura dell’Istituto sostentamento del clero, a cui si aggiungono 37mila euro di erogazioni liverali e 884mila euro dai fondi 8 per mille, come detto sopra. In più, 136mila e 778 dalle remunerazioni che le parrocchie destinano ai sacerdoti e 487mila e 344 da stipendi e pensioni degli stessi sacerdoti.


Nella foto, Nicola Bellotti, don Giuseppe Basini e il dott. Giovanni Struzzola alla presentazione della campagna di sensibilizzazione sull’8 per mille.

Pubblicato il 14 marzo 2024

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