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Musica e parole tra le maestose volte della Cattedrale a Piacenza

vesperali

“Il mio augurio per i giovani è di essere un po’ testardi, determinati. Questo, detto da uno che si chiama Zucconi, acquista una certa autorevolezza”: ha detto sorridendo Christian Zucconi, intervenuto al primo dei Vesperali di Avvento, l’ appuntamento di musica e parole nel duomo di Piacenza, fatto di storie personali di ricerca umana e spirituale, condotto dalla giornalista Barbara Tondini.
Christian Zucconi, scultore, autore di opere presenti anche nelle chiese piacentine, ha risposto, nella maestosa cornice della cattedrale, ad alcune domande. Ad intervallare il dialogo l’organo, suonato da Federico Perotti, con brani scelti da Dupré, Bossi e Bach.


Il cammino artistico di Zucconi

“I miei primi passi nell’arte - ha affermato Zucconi - li ho mossi, da bambino, proprio nei primi anni ‘80 nella chiesa di Campremoldo Sotto, dove mio zio , don Agostino Sutti, era parroco. È lì che ho cominciato a vedere il corpo in un certo modo: il corpo sacro, quello martoriato di Cristo, ed è partito il mio desiderio di scolpire, di creare immagini. Peraltro, il Cristo crocifisso della Chiesa di Campremoldo era del maestro Paolo Perotti che è diventato il mio ispiratore”.
Nel cammino artistico, Christian ha portato nel suo zaino molte cose, ma ha evidenziato che non sono solo le soddisfazioni perché - per Zucconi - queste possono aumentare il proprio ego, ma nello zaino ci devono essere anche le sconfitte, gli sbagli, i vari giri per arrivare ad un obiettivo...
“Si fanno a volte dei tratti di strada - ha aggiunto lo scultore - con delle persone che magari abbiamo incontrato solo per poco tempo, ma ci rimangono dentro perché hanno tirato fuori qualche cosa di noi: sono incontri, esperienze che poi capisci a posteriori come ti hanno segnato”.

Il corpo umano

Uno degli aspetti salienti del suo discorso è stato il richiamo ad un incontro autentico e profondo con il sacro, un'esperienza che richiede di immergersi completamente, superando la superficie per raggiungere le profondità dell'anima. "Nella solitudine, nella introiezione - ha affermato - riesco ad esprimere il sacro nella scultura."
Il lavoro di Zucconi degli ultimi cinque anni è stato caratterizzato da un grosso impegno nel tentativo di catturare e manifestare il suo pensiero nelle opere tridimensionali. Al centro della sua espressione artistica si trova il corpo umano, un veicolo che per lui rappresenta non solo l'amore, ma anche le complessità e le contraddizioni dell'essere umano, inclusi i sentimenti di odio.

Il travertino persiano

La scelta del materiale da parte di Zucconi, il travertino persiano, si rivela fondamentale nel trasmettere la sua visione. Questa pietra naturale, con le sue sfumature e venature uniche, offre una straordinaria possibilità di esplorare la dimensione umana. Attraverso la manipolazione di questo materiale, Zucconi riesce a incarnare l'essenza dell'uomo, un essere in perenne evoluzione e crescita nonostante le imperfezioni e gli errori del cammino.
Inoltre, l'artista ha rivelato di attingere forza ed ispirazione da fonti diverse come la musica e la poesia, che alimentano la sua creatività e la sua capacità di tradurre emozioni e pensieri complessi in opere tangibili.

Una grande mostra unitaria

Il culmine di questa intensa attività artistica sembra essere rappresentato dal progetto futuro di Zucconi: la realizzazione di una grande mostra unitaria che racchiuda ed esponga il frutto dei suoi cinque anni di lavoro. Questo evento rappresenterà un'opportunità unica per il pubblico di immergersi nell'universo artistico di Zucconi, di cogliere la profondità delle sue creazioni e di intraprendere un viaggio emotivo attraverso la sua rappresentazione del sacro e dell'umanità.

La musica di Bach

Dopo il dialogo con lo scultore Christian Zucconi e la profonda riflessione sul sacro nella scultura, l'evento ha raggiunto il culmine attraverso l'esibizione del maestro organista Federico Perotti.
Il maestro ha deliziato e rapito l'uditorio con l'esecuzione della monumentale composizione di Johann Sebastian Bach: la Toccata, Adagio e Fuga BWV 564. Quest'opera, un capolavoro intriso di virtuosismo e profonda spiritualità, ha permeato l'aria del Duomo, facendo vibrare il cuore di tutti i presenti.
La Toccata inizia con una potente e vivace sequenza di note, che si dipana in un intreccio travolgente. L'Adagio, seguendo la Toccata, ha portato un momento di calma e riflessione. La Fuga, infine, ha rappresentato l’apice di questa esibizione. Un intricato intreccio di temi musicali si è sviluppato con una precisione impeccabile, creando un crescendo di energia e maestosità che ha riempito le volte del Duomo.
La fusione tra le parole di Christian Zucconi e l'esecuzione all’organo di Federico Perotti, hanno reso il primo dei Vesperali di Avvento un esperienza di grande immersione nel racconto dell’arte e nella musica.

Riccardo Tonna

Nella foto,lo scultore Christian Zucconi in dialogo con la giornalista Barbara Tondini.

Pubblicato il 4 dicembre 2023

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