In carne e ossa. Tra un’aula di filosofia e la porta di una parrocchia
di Redazione  
06 Novembre 2026

In carne e ossa. Tra un’aula di filosofia e la porta di una parrocchia

#Unitineldono: l’esperienza di don Alessandro Andreini, responsabile regionale della pastorale universitaria per la Toscana

 

Quello studente in particolare
gli aveva rovesciato addosso
una serie di obiezioni sulla Chiesa,
il tipo di cose che si sentono spesso.
Ma dietro c’erano anche domande più serie.
Don Alessandro non ha cercato di smontarle.
Ha lasciato che il ragazzo
continuasse a scrivere, a chiedere

 

Il file arriva una sera, verso la fine del semestre. Due pagine, come richiede sempre l’esercizio che don Alessandro Andreini (nella foto) assegna nel suo corso alla Gonzaga University di Firenze: scrivere, senza sconti, gli aspetti positivi e quelli negativi del cristianesimo. Il ragazzo si era dichiarato non credente fin dal primo giorno, con una sicurezza quasi di sfida.
Ma quando manda il file, aggiunge una riga diretta a don Alessandro: non vorrei che ci rimanessi male, che fossi scandalizzato da quello che ho scritto. Non lo era. Anzi, gli è piaciuto moltissimo potersi confrontare con quelle pagine.

 

 

Dall’America a Firenze per studiare

Il corso di quel semestre confronta le grandi tradizioni religiose sul terreno della ricerca di senso e della tensione etica. Gli studenti sono per lo più americani, arrivati a Firenze per un semestre nella sede che l’università, di origine gesuita, ha aperto in Toscana più di sessant’anni fa.
Quando don Alessandro li lascia liberi di scegliere una figura religiosa da approfondire, raramente scelgono i nomi più noti: vanno a cercare percorsi meno battuti, a volte vicini a quello che stanno vivendo loro in quel momento, lontano da casa.

 

Le obiezioni sulla Chiesa

Quello studente in particolare gli aveva rovesciato addosso, nelle prime settimane, una serie di obiezioni sulla Chiesa, il tipo di cose che si sentono spesso. Ma dietro c’erano anche domande più serie, sul male del mondo, sul senso di tutto. Don Alessandro non ha cercato di smontarle una per una. Ha lasciato che il ragazzo continuasse a scrivere, a chiedere. I due hanno passato ore a parlare. Una volta è andato anche a messa.

 

C’è chi indossa una maschera

Sono rapporti brevi, dice don Alessandro. Dopo tre o quattro mesi gli studenti ripartono, ma con questo ragazzo sono rimasto in contatto anche dopo. Capita raramente, dice, un incontro così aperto.
Molti studenti, americani, ma anche italiani, davanti a una figura religiosa si mettono quella che lui chiama una maschera: non hanno il coraggio di essere veri fino in fondo. Quel ragazzo, invece, aveva bisogno di incontrare qualcuno in carne e ossa a cui affidare le sue domande.

 

L’opera pastorale

Il lavoro di don Alessandro non finisce sui banchi dell’università. È anche responsabile regionale della pastorale universitaria per la Toscana: coordina quello che fanno le diocesi su questo tema, e ha lavorato a un progetto di orientamento per chi deve scegliere l’università, diffuso nelle scuole superiori attraverso gli insegnanti di religione.

 

Un catechista che suscita domande

A Panzano in Chianti, nella diocesi di Fiesole, dove è parroco, molti dei ragazzi che ha conosciuto, crescendo, se ne sono andati, per lavoro, come capita spesso in un paese di campagna. Uno di loro, un giovane che faceva il catechista nella sua parrocchia, era già una persona formata quando lo ha conosciuto, ma viveva la fede in un modo che i suoi coetanei non condividevano, e questo lo metteva a disagio, anche se dentro di sé restava convinto.
L’anno scorso ha trovato una compagna capace di condividere quella stessa strada. Don Alessandro lo racconta come un piccolo sollievo, quasi con lo stesso stupore con cui parla dello studente della Gonzaga: due storie diverse, entrambe fatte di qualcuno che aspettava di trovare un altro disposto a fermarsi, a guardare le stesse domande senza scappare.

 

#Unitineldono, un aiuto ai sacerdoti

Anche un’offerta per il sostentamento del clero, per quanto piccola, è un gesto della stessa natura di quella porta aperta: un modo per continuare a rendere possibile la presenza di sacerdoti come don Alessandro, capaci di restare accanto a chi cerca qualcuno in carne e ossa, che sia in un’aula universitaria o dietro la porta di una parrocchia di campagna.

Luca Iacovone
Servizio per la promozione del sostegno economico
alla Chiesa cattolica

 

Per maggiori informazioni:
– www.unitineldono.it/
– www.facebook.com/unitineldono
– www.instagram.com/unitineldono/
– twitter.com/Uniti_nel_dono
– www.youtube.com/unitineldono

 

 

 

 

Offerte ai sacerdoti: perché e come donare

Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori a sostegno di tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani e malati e quelli in missione all’estero, è molto importante. Perché, dal 1990 il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alle persone, come te.
Sostenere i sacerdoti, inoltre, significa anche supportare tutte le nostre comunità che, grazie a loro, esistono.
Le donazioni sono raccolte a livello centrale dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (www.icsc.it) per poi essere redistribuite equamente tra tutti i sacerdoti. Ogni persona che fa un’offerta, contribuisce alle necessità quotidiane del proprio parroco, ma anche di altri, meno fortunati e con comunità più piccole.
I dati delle offerte e dei donatori vengono costantemente aggiornati in modo trasparente e accessibile a tutti.
Le offerte dovrebbero essere la fonte principale di reddito per i sacerdoti. Purtroppo però esse coprono solo l’1,7% del necessario; la parte restante viene recuperata con parte del gettito derivante dall’8xmille, che però è stato concepito per servire altri scopi di carità.
Il contributo versato a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero è deducibile dal reddito complessivo delle persone fisiche fino ad un tetto massimo di 1.032,91 euro annui. Se inserita nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi), l’offerta concorrerà a diminuire l’Irpef e le relative addizionali.

#Unitineldono, come donare

Sono disponibili varie modalità per effettuare la propria donazione a sostegno dei sacerdoti:
– on line dal sito www.unitineldono.it con carta di credito o PayPal
– numero verde 800.825000, per effettuare una donazione tramite telefono
– c/c postale N° 57803009 intestato a: Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, via Aurelia 796, 00165 Roma – Causale: “Erogazioni Liberali art. 46 L. 222/85”
– bonifico bancario sul c/c con IBAN IT33A 03069 03206 10000 0011384 Banca Intesa San Paolo, intestato all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85”
– presso l’Istituto diocesano sostentamento clero in piazza Duomo 33, Piacenza, tel. 0523.384679, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30

 

Visita il sito www.unitineldono.it

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