Convegno in Cattolica: Cammini religiosi, la fede incontra il territorio
Non soltanto itinerari da percorrere, ma strade capaci di unire persone, custodire memorie e offrire nuove opportunità alle comunità. È il filo conduttore del convegno internazionale “Strade di fede, luoghi di incontro”, svoltosi il 5 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Organizzata dall’ateneo insieme al Consorzio Promo Piacenza Emilia, l’iniziativa ha riunito studiosi, istituzioni e rappresentanti della Chiesa per confrontarsi sul valore dei cammini religiosi, tra spiritualità, turismo sostenibile e sviluppo locale.
Piacenza città di passaggio
La sindaca Katia Tarasconi ha ricordato come Piacenza sia da sempre una città di passaggio, attraversata da persone e storie. I cammini – ha osservato – non sono soltanto percorsi fisici: custodiscono un patrimonio di spiritualità e insegnano il rispetto per i luoghi e per chi li abita. Valorizzarli significa investire in un turismo più attento e consapevole. Le vie di pellegrinaggio hanno unito popoli e culture ben prima della nascita dell’Europa moderna.
Il viaggio da Abramo in poi
A richiamare le radici del tema è stato il vescovo mons. Adriano Cevolotto. La storia biblica è attraversata dal movimento: dal viaggio di Abramo all’esodo, fino alla via percorsa da Gesù. Mettersi in cammino appartiene dunque al cuore dell’esperienza cristiana. Per la diocesi questa eredità vive nella figura di san Colombano, partito dall’Irlanda e giunto a Bobbio portando tradizioni diverse, e nella Via Francigena, che collega Canterbury a Roma: un patrimonio di cui il territorio può farsi testimone.
Dalle strade di fede alle comunità
La prof.ssa Anna Gianfreda, docente di diritto ecclesiastico e canonico alla Facoltà di Economia e Giurisprudenza alla Cattolica di Piacenza, ha invitato a considerare i cammini come un insieme di relazioni tra pellegrini, abitanti, Chiesa, istituzioni e operatori economici. La ricerca presentata offre anche una fotografia del territorio: nei 19 comuni piacentini attraversati dalla Via Francigena, dal Cammino di San Colombano e dalla Via degli Abati, le strutture ricettive rilevate in un confronto omogeneo sono passate da 312 nel 2024 a 496 nel 2025 (+59%), mentre i posti letto sono cresciuti da 6.408 a 7.409 (+15,6%). Il quadro complessivo del 2025, includendo anche gli alloggi privati non imprenditoriali, raggiunge 549 strutture e 7.702 posti letto.
Il Parco culturale ecclesiale “Terre di Passo”
La prof.ssa Gianfreda ha presentato il Parco culturale ecclesiale “Terre di Passo”, pensato come una rete capace di collegare patrimonio religioso, accoglienza e partecipazione delle comunità. Il suo territorio di riferimento comprende 23 Comuni attraversati dai tre Cammini, di cui 19 in provincia di Piacenza e quattro fuori provincia. Al centro rimane il pellegrinaggio, mentre percorsi, esperienze culturali e iniziative locali ne ampliano le possibilità d’incontro. L’obiettivo è una reciprocità: il territorio accoglie il pellegrino e il pellegrino contribuisce a farlo vivere e conoscere.
Per la docente la sfida è custodire l’autenticità spirituale dei cammini, formare chi accoglie, assicurare una gestione sostenibile e accessibile e favorire la collaborazione tra realtà civili ed ecclesiali. Anche gli strumenti digitali possono aiutare a orientarsi e a conoscere i luoghi, purché restino al servizio della persona e dell’incontro.
Pubblico al convegno in Cattolica sui cammini religiosi.
Le strade della fede come incontro
Mons. Graziano Borgonovo, sottosegretario del Dicastero per l’evangelizzazione, ha posto al centro la dimensione umana del pellegrinaggio. Camminare – ha osservato – significa accettare la fatica, riconoscere i propri limiti e scoprire di avere bisogno degli altri.
È un’esperienza che coinvolge la persona nella sua interezza e che, anche in una società frammentata, può aprire spazi di ascolto e di accoglienza.
I santuari – ha ricordato – possono essere luoghi nei quali incontrarsi al di là della nazionalità e delle differenze personali. In questo senso il pellegrinaggio diventa anche un messaggio di pace: chi percorre una stessa strada condivide la fatica e la speranza di raggiungere la meta. Il contributo della Santa Sede alla riscoperta dei Cammini passa così per una visione del turismo che tenga insieme la crescita interiore, il rispetto delle comunità locali e la tutela del creato, nella prospettiva richiamata dall’enciclica di papa Francesco Laudato si’.
Dalla ricerca alle scelte dei territori, il messaggio emerso a Piacenza è quello di una responsabilità condivisa. I Cammini possono far conoscere borghi, chiese e paesaggi, ma il loro valore più grande resta la possibilità di trasformare il viaggio in un incontro: tra pellegrini e abitanti, tra generazioni, tra culture e tradizioni.
