«Deserti», spettacolo in teatro alle Novate con 20 detenuti attori
La casa circondariale delle Novate si fa palcoscenico per una sera, portando in scena il gruppo di 20 attori detenuti che sta seguendo, con il Centro Artistico Carpa, un percorso di ricerca teatrale realizzato nell’ambito del progetto “Territori per il Reinserimento Emilia-Romagna”, sostenuto da Regione e Cassa delle Ammende. Lo spettacolo, in calendario mercoledì 16 dicembre alle 18 nella Sala Teatro dell’istituto penitenziario, si intitola “Deserti”: una rappresentazione liberamente ispirata a “L’eccezione e la regola” di Bertolt Brecht, allestita in collaborazione con il Gruppo Teatrale Quarta Parete Aps, con drammaturgia e regia di Marco Luciano e Veronica Ragusa.
Come partecipare
Per poter prendere parte a questo evento speciale, è necessario prenotare con largo anticipo: le adesioni, sino ad esaurimento dei posti disponibili, si raccoglieranno entro il 15 novembre prossimo, scrivendo a prenotazioni@quartapareteatro.ite allegando – requisito fondamentale per l’ammissione in platea – la propria carta d’identità. Il costo del biglietto è di 10 euro.
Grazie alla sensibilità della Direzione della casa circondariale di Piacenza, del Comandante e degli Agenti di Polizia Penitenziaria, unitamente all’Area Pedagogica, le persone detenute coinvolte nel laboratorio hanno avuto la possibilità di vivere un’esperienza in cui la pratica artistica diventa occasione di creazione condivisa, confronto e costruzione di una drammaturgia che prende forma attraverso il lavoro degli stessi detenuti attori.
La locandina dello spttacolo Deserti in scena al teatro delle Novate.
«Deserti», un viaggio nel deserto umano
“Deserti”, spiegano i curatori del progetto, è un viaggio nel deserto dell’umano, che prende forma da un omicidio e dalle molte voci che raccontano, da prospettive diverse e contraddittorie, la stessa storia. La narrazione attraversa i territori ambigui della verità e della menzogna, dell’innocenza e della colpa. Le testimonianze si susseguono, si sovrappongono e si contraddicono, componendo un racconto nel quale nessuna voce possiede la verità nella sua interezza, ma ciascuna contribuisce a svelare le contraddizioni della vicenda e della società che la contiene.
Tra poesia, ironia e parabola, il deserto diventa il paesaggio concreto e simbolico di un mondo in cui la paura alimenta la violenza e i rapporti di potere possono trasformare l’ingiustizia in normalità. Un luogo nel quale le regole non sono uguali per tutti e ciò che appare eccezionale finisce per diventare consuetudine. Chi stabilisce la verità? Quando la paura diventa una giustificazione? E in quale momento l’ingiustizia smette di apparire tale?
«Deserti», una pluralità di voci
“Deserti” non offre risposte definitive, ma attraverso una pluralità di voci, corpi e punti di vista, invita il pubblico a indagare i meccanismi che regolano le relazioni umane e sociali, mettendo in discussione le certezze con cui giudichiamo gli altri e interpretiamo la realtà. Così la scena si fa luogo di interrogazione: il confine tra chi giudica e chi è giudicato, tra chi racconta e chi ascolta, diventa meno stabile.
Il deserto che dà il titolo alla rappresentazione è, sottolineano gli organizzatori, la metafora delle contraddizioni del nostro tempo, in cui gli orizzonti culturali e politici sembrano dissolversi nel turbinio di informazioni e stimoli che ci arrivano da più parti.
Il progetto “Deserti” sarà presentato nell’ambito del festival “Trasparenze di Teatro Carcere”, organizzato dal Teatro del Pratello di Bologna e dal Coordinamento Regionale Teatro Carcere Emilia-Romagna, una rete che promuove il teatro come esperienza artistica e occasione di incontro tra casa circondariale e società civile.
